Edito da Prospettiva Editrice nel 2020 • Pagine: 146 • Compra su Amazon
“Come un baco da seta” è una conversazione intima con l’esistenza, una confidenza fatta al sogno e al dolore. Nelle poesie di questa raccolta ci si addentra nella condizione di un’attesa onirica, nella quale la sofferenza non rappresenta altro che uno stadio del cambiamento. Il poeta, attraverso la forza evocativa dei suoi versi, ci regala immagini vivide di sogni e illusioni, dei mali dell’anima e della bellezza della natura, soppesando e incastonando con cura ogni parola affinché la poesia possa superare i limiti della carta e diventare legame.
Piega la sera la mia voce
a non più esalar note
quando maliziosa m’insinua
un petalo di luna fra le ciglia socchiuse,
tale che alla flebile luce appare,
come figlia della pallida e del mare,
una diafana rara perla
nell’intimo di una conchiglia.
E lì sospesa, in attesa dell’ora,
sfavilla, indugia e oscilla,
tremante stilla che invoca
un altro palpito di ciglia,
per scivolare sulla mia gota
che la condurrà infine sposa
della mia voce schiusa alla vita,
e al tuo nome devota, mia amata.
COME IL MARE SULLA SABBIA
Prendi la mia mano, tu
che non hai nome
se non amore
o stella, luna
e a volte anche lacrima e dolore.
Prendi la mia mano,
stringila fra le tue,
mani di velluto o seta
che hanno raccolto
più di mille lacrime,
ad ogni mattino
e ad ogni sera.
La fine
è tra i petali
di un fiore viola, appassito.
Amami ancora un po’,
solo per poco,
e poi riamami ancora,
solo per poco,
e poi ancora.
Amami ancora
tra un sogno stupito
e un’alba dipinta di giallo.
Amami adesso
e sussurrami di nuovo:
per sempre.
Prova a dirlo, prova a dirlo.
Rimane negli occhi
una scheggia di malinconia.
Un sapore sulle labbra
come il mare sulla sabbia.
LA DANZA DEL VENTO
Primavera di fiori estinti
che schiudono in tramonti
appesi alle note
di antiche favole
narrate dal vento.
Occhi turbati
che accarezzano cieli turchini
velati da morbide sensazioni
(i sospiri sognanti
si abbandonano
a dolcezze incantate).
Il pallido afflato
si sparge sui monti,
su cieli e speranze,
maree bianche
che accendono brividi.
Nell’ombroso bosco
volteggiano voci
e canti infantili,
aliti sparsi fra respiri di alberi
e fili di seta che legano foglie
in dimore di ragni.
Sotto stelle d’argento
si estinguono baci
e preghiere
di voci tremanti
che danzano in sogno
come segreti iridescenti
piroettati dal vento.
LIEVE
La sua mano,
così bianca e fredda,
non l’ho mai sentita
accarezzare il mio corpo
con tanta dolcezza.
Partoriva fremiti
sulla mia pelle calda
e conduceva i miei gemiti
nel sollievo dell’estasi.
I suoi occhi, lucidi,
a fissare i miei, immobili.
Sul suo sguardo si dipinge
il sorriso dell’amore.
Rimane dolce, incantata,
a guardare il suo sole,
mentre si muove,
ondeggia,
riversa su di me i suoi capelli
come nei miei sogni più belli.
Mi scivola addosso: è seta.
Danza, quel corpo fragile
che assorbe i miei battiti.
Rinnega la vita
per donarsi, corpo ed anima,
all’eterno morire dell’amore
che ci annulla come fossimo: niente.
Un fiore.
Danzi, e sei un petalo bianco
sospinto dal vento.
Lieve,
nei miei lenti sospiri,
sorridendo,
ti ammiri.
Se il mio cuore non ti contiene:
immensa, e troppo, di vita e luce.
Distruggi il buio che mi nasconde.
Bevi dentro me,
e il mio sogno vivrà
della tua illusione.
Le tue labbra,
velluto che si tinge di porpora e di cuore,
mi sfiorano
e si schiudono
invocando il mio nome.
Da nido a nido
mi voli nel pensiero:
angelo quieto
che accogli e asciughi
il mio pianto,
e mi doni,
amando,
il tuo malinconico canto.
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