Frammenti d'anime come schegge impazzite Edito da INFUGA EDIZIONI nel 2023 • Pagine: 312 •
È il 7 gennaio 2017 quando il commissario Martelli e il suo collega, l’ispettore Pagliacci, si ritrovano davanti un duplice caso che promette di scuotere l’attenzione e il cuore dei media locali della città di Perugia: prima la scoperta di cinque ragazze rinchiuse nel vano di un camion lungo la E45, poi il ritrovamento del cadavere di una giovane sconosciuta cullata dalle gelide acque del Tevere. Due scenari all’apparenza separati, ma che separati in realtà non sono, tanto da arrivare a scoperchiare ben presto l’esistenza di un vero e proprio vaso di Pandora, costituito da un sorprendente traffico di prostitute dell’Est che trova nei suoi clienti preferiti il gotha della società perugina (e non solo), mentre nell’occhio del ciclone ci finiscono proprio loro: gli inquirenti preposti alle indagini. A partire dal commissario Martelli che vedrà la propria vita, già compromessa da un matrimonio sull’orlo del collasso, stravolta da uno spietato predatore che cercherà in tutti i modi di estromettere lui e tutta la sua squadra, attraverso un piano implacabile denso di ritorsioni, minacce, violenza e inimmaginabili colpi di scena da tenere incollato il lettore fino all’ultima pagina...
cercando di inebriarsi di ogni possibile sfumatura di profumo: percepiva un aroma che aveva un che di esotico, sensuale.
L’eccitazione gli aveva reso insopportabile la stretta del cavallo dei pantaloni. Eccitazione che era più che giustificata, considerando che dopo molti, infruttuosi tentativi stava per soddisfare il suo desiderio più intimo e profondo: la “NUOVA”, quella appena arrivata che chiamavano la “Perla della notte” e lui non vedeva l’ora.
Gli era costata un occhio della testa, ma gli avevano garantito che avrebbe soddisfatto ogni suo desiderio e che non avrebbe avuto di che lamentarsi.
Il fruscio leggero della tenda di seta, quasi impercettibile e delicato come rugiada mattutina che si poggia sull’erba, gli fece capire che era giunto il momento.
Finalmente avvertì un tocco leggero proprio sopra le orecchie, esattamente dove passava la benda. Mani delicate la sollevarono.
Una voce morbida gli bisbigliò, seducente, di attendere ancora un po’ prima di aprire gli occhi. Quell’attesa parve interminabile, eterna. Alla fine la ragazza parlò di nuovo e lui poté aprire gli occhi.
La soffusa luce bordeggiava di rosso i contorni della stanzetta su cui svettava lei: lunghi e lisci capelli corvini scivolavano sino alle spalle, incorniciando un viso dalla pelle liscia e splendente su cui spiccavano occhi color viola. Le coppe triangolari rosse e nere del body coprivano le acerbe forme dei seni.
In preda all’eccitazione crescente e irresistibile, l’uomo seguì con lo sguardo il lungo cinturino in pelle nera ad anello che dal collarino attraversava l’incavo dei seni, correva sino all’addome, lasciando intravedere l’ombelico, per agganciarsi al minuscolo perizoma, che non lasciava niente all’immaginazione.
L’uomo si alzò dalla poltrona: si leccò il palato e, aperta la bocca, si umettò la punta delle labbra in un gesto di selvaggia lussuria.
Avvicinatosi alla ragazzina, le sfiorò con un dito la guancia, seguendo la linea del mento fino a sollevarle i lisci capelli. Annusò l’aroma della sua pelle, sopraffatto da quel profumo che tanto gli parlava di primavera e di mare.
Le afferrò con ambo le mani le guance e la baciò: «È ora di cominciare il nostro gioco!» esclamò, con voce che non riusciva più a dissimulare la frenesia.
Le poggiò le mani sulle spalle. Scese verso i polsi: li legò con una cordina di seta e spinse la ragazza con violenza in ginocchio. «Ho una cosa per te. E se sarai brava, ti libererò le mani.»
Si sbottonò i pantaloni, forzando la giovane ad avere un rapporto orale.
Ma la ragazzina esitò per un momento.
Un violento schiaffò la fece cadere all’indietro. Picchiò con violenza la testa. Il sangue sgorgò formando una specie di macabra aureola cremisi.
***
«Oh Dio! Oh Dio! Oh Dio!» L’uomo riusciva a ripetere
meccanicamente solo queste due parole, come fossero il ritornello di una brutta canzone.
«Cosa ho fatto?!» L’esaltazione di qualche attimo prima era solo un vago ricordo, sostituita dalla più cupa disperazione.
Il corpo nudo della ragazza giaceva riverso sul pavimento, immobile e freddo, la bocca spalancata, gli occhi, ormai freddi, persi nel nulla.
Inginocchiato accanto a lei, un uomo in elegante completo scuro aveva poggiato le affusolate dita sul collo della ragazza per verificare se ci fossero segni di vita.
Dalla giacca nera fuoriusciva il bordino della manica di una camicia, chiusa da un gemello a forma di A.
L’uomo sembrava avere un’età prossima ai sessant’anni: il fisico era ancora asciutto e abbastanza in forma. I lunghi capelli, fitti e bianchissimi, erano raccolti in una precisa coda di cavallo; dagli occhi, neri e vuoti, non trapelava alcuna emozione, come se fosse da troppo tempo abituato ad assistere a quel genere di scena; le labbra sottili e crudeli erano piegate all’ingiù.
Scuotendo il capo e allisciandosi il vestito, si alzò e, avvicinatosi all’altro uomo, lo afferrò per le spalle scuotendolo vigorosamente.
«Lei non ha fatto niente. Qua dentro non è accaduto niente di niente» proferì.
«Ma…» Il tipo con la giacca lo schiaffeggiò: «Lei non ha fatto niente» ripeté. «Qua dentro non è successo niente e lei non è mai stato qui.»
L’uomo sentì avvampare la guancia schiaffeggiata, riuscendo a recuperare la lucidità. «È vero. Io sono un onesto cittadino e non frequento questa tipologia di posti… Ecco, io questo pomeriggio ho partecipato dalle quattro fino alle sette a una conferenza sulla difesa della famiglia tradizionale. Quindi sono tornato a casa da mia moglie e i miei figli con i quali ho passato tutta la serata» tartagliò.
Il tizio vestito di nero annuì. «Vede, consigliere, è così facile.» Il sorriso che gli si disegnò sulle labbra era più simile a un ghigno.
L’uomo sospirò profondamente e sussurrò: «Sì, sì… È andata esattamente così.»
Respirò intensamente. Recuperò i suoi abiti, vestendosi alla bell’e meglio, e fece per uscire. Arrivato però alla porta della stanza, si voltò a guardare indietro: «Cosa ne farete di lei?» chiese, con voce fredda e distaccata.
«Lei chi?» replicò con distacco il tizio vestito di nero.
Come è nata l’idea di questo libro?
Il libro è il prequel di Note Stonate di un carillon nella notte, raccontando la prima parte dei fatti accaduti un paio di anni prima e solo citati in Note. In sé la storia non è stata difficile, perché era già abbastanza delineata nella mia mente.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
La parte più difficile è stata raccontare la storia di una delle ragazze vittima della tratta: ho dovuto studiare un sacco di articoli e interviste a ragazze salvate dalla strada ed è stato decisamente provante.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
I miei autori di riferimento sono Lindsay, Preston e Child.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Vivo a Perugia, insieme a mia moglie e al nostro cane.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
I miei progetti futuri riguardano il completamento di questo primo ciclo narrativo della Perugia noir del commissario Martelli.