Il supermercato della droga Edito da Edizioni Epoké nel 2023 • Pagine: 116 •
Purple Drank, Ossicodone, Shaboo, Fentanyl: sono solo alcune tra le Nuove Sostanze Psicoattive che si stanno diffondendo sempre più in tutto il territorio nazionale. Le così dette NPS nascono per cercare di replicare i fenomeni droganti delle sostanze stupefacenti tradizionali con una durata maggiore e un costo di produzione decisamente più basso.
Le piazze di spaccio tradizionali si spostano sulle piattaforme web e le compravendite avvengano principalmente online: non solo all’interno del deep web, la rete sommersa, dove i siti internet non sono indicizzati ma, di recente, anche tramite siti internet normalmente indicizzati, applicazioni di messaggistica e social network.Carlo Alberto Zambito, attivo nella lotta al narcotraffico, partendo da fatti di cronaca, ci spiega come sono cambiati e come stanno cambiando i prodotti che si trovano in commercio (dalle tradizionali droghe alle cd droghe ricettate, dalle droghe sintetiche ai miscugli sempre più strani di sostanze), come si stanno organizzando le nuove piazze di spaccio virtuali e ci presenta le principali operazioni delle forze dell’ordine che hanno consentito di sequestrare pericolose sostanze e di assicurare alla giustizia i narcotrafficanti di nuova generazione.
1. LE NPS IN GENERE
«In Italia una droga per essere definita tale dev’essere censita nell’elenco delle molecole illegali del Ministero della Salute. Cocaina, eroina, anfetamina, metadone, ecstasy e più o meno altre 200 molecole fanno parte di quell’elenco. Se una molecola non è in quella tabella allora la puoi produrre, la puoi assumere, ma soprattutto la puoi vendere. A 24 anni mi sono laureato in neurobiologia con il massimo dei voti, ho un master in neuroscienze computazionali e uno in dinamica molecolare. Negli ultimi mesi ho messo su una banda che gestisce un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, sono accusato di produzione e spaccio di stupefacenti, rapina a mano armata, sequestro di persona e tentato omicidio. Mi chiamo Pietro Zinni… e sono un ricercatore universitario».
Così inizia il noto film di grande successo Smetto quando voglio, nel quale Pietro Zinni, un trentasettenne ricercatore universitario a cui viene negato il rinnovo dell’assegno di ricerca, si ritrova con una casa da pagare, una fidanzata da soddisfare e molti amici accademici finiti per strada. Pietro Zinni non vuole essere umiliato facendo lavori occasionali non in linea con i suoi studi, le sue qualifiche e il suo talento non possono essere buttati al vento. Si ingegna e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza, con l’aiuto di un suo amico chimico, una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo stesso, i tempi sono questi. Pietro recluta così tutti i suoi amici accademici finiti in rovina, eccellenti latinisti, antropologi e quant’altro e mette su una banda. Lo scopo è fare i soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità.
Nonostante sia la trama di un film del 2013, è praticamente quello che succede realmente oggi nel mondo delle nuove droghe: ci sono dei chimici, prevalentemente cinesi, che fanno esattamente ciò che ha descritto il regista Sidney Sibilia nel suo film, ovvero inventare nuove droghe.
Partendo dalla definizione fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per cui si definisce droga «ogni sostanza chimica, naturale o artificiale che modifica la psicologia o l’attività mentale degli esseri umani», è possibile individuare l’esistenza di sostanze che, seppur non ricomprese nelle Tabelle del D.P.R. 309/1990 si possono definire nuove droghe. Nella maggior parte dei casi è più corretto parlare di vecchie droghe riscoperte e importate nel mercato da aree in cui sono già in uso, ovvero di droghe di uso comune assunte in modalità “variata”. La creazione di nuove droghe è finalizzata a diversi scopi, tra cui, l’abbattimento dei costi degli stupefacenti tradizionali e l’aggiramento delle norme di settore che ne disciplinano il controllo. Come accennato in precedenza, l’attuale sistema repressivo si caratterizza, per un verso, dall’assenza di una nozione onnicomprensiva di “sostanza stupefacente” e, dall’altro, dalla presenza del sistema tabellare delle sostanze vietate. Nel nostro ordinamento, infatti, sono da considerare come “stupefacenti”, e da sottoporre a controllo e nel caso vietate, solo le sostanze espressamente inserite nelle tabelle allegate al D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, che assolvono la funzione di integrare la norma incriminatrice nell’individuazione dell’oggetto materiale della condotta. Il sistema tabellare determina, come conseguenza ineludibile, che possono essere sanzionate penalmente o amministrativamente solo quelle condotte che interessano sostanze catalogate, da cui discende imprescindibilmente un costante e tempestivo aggiornamento delle tabelle, per evitare sacche di impunità in presenza di condotte riferibili a sostanze che, seppur pericolose, non siano state opportunamente censite.
Immaginiamo quindi un laboratorio, immaginiamo che venga realizzata da un’equipe di chimici una di queste nuove sostanze, che venga poi impacchettata, messa in vendita e distribuita. Torniamo adesso nella realtà, ed in particolare entriamo nell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa, dove opera la Guardia di Finanza. Nel 2019, a seguito di un controllo di una spedizione postale proveniente dalla Spagna, è stata rinvenuta una nuova sostanza psicoattiva appartenente alla famiglia dei cannabinoidi sintetici.
Le indagini, svolte dalle Fiamme Gialle varesine e dai funzionari doganali operanti all’aeroporto di Malpensa, sotto la costante direzione dell’Autorità Giudiziaria di Busto Arsizio, hanno permesso di identificare in Italia, e per la prima volta in Europa, una nuova sostanza psicoattiva appartenente alla famiglia dei cannabinoidi sintetici (individuata con la formula chimica 2F-QMPSB), contenuta in tre sacchetti di plastica a chiusura lampo neri con etichette raffiguranti i simboli cancelletto, una stella a cinque punte e una ruota, meticolosamente analizzati dal Laboratorio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Milano. Considerata la novità sull’identificazione di tale molecola (una variante della QMPSB, sintetizzata per la prima volta nel Queensland, in Australia), è stata inoltrata apposita segnalazione al Sistema Nazionale di Allerta Precoce e all’Osservatorio Europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, agenzia dell’Unione Europea con sede a Lisbona che, tra le altre missioni istituzionali, gestisce un sistema di preallarme sulle nuove sostanze psicoattive.
Le nuove sostanze psicoattive sono sostanze di origine sintetica, quindi prodotte in laboratorio e sono molto più pericolose rispetto alle sostanze classiche.
Avendo strutture molto diverse che si discostano anche da quelle che sono le strutture delle sostanze classiche d’abuso, è difficile identificarle e analizzarle proprio perché non ci sono degli standard di riferimento. Infatti, il gioco che fanno le organizzazioni criminali che producono queste sostanze sta proprio nel fatto di elaborare delle strutture sempre nuove che non siano comprese nella tabella delle sostanze stupefacenti.
Le NPS si possono raggruppare in nove gruppi principali: cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, fenetilamine, triptamine, piperazine, herbal highs, ketamine (insieme a sostanze PCP – fenciclidino – e simili), aminoindani, un gruppo miscellaneo composto dalle NPS che, per caratteristiche chimiche/farmacologiche, non rientrano in nessuna delle categorie sopraelencate (es. DMMA).
Oltre alle sopracitate categorie, si annoverano anche i “nuovi stimolanti”, gli oppioidi/oppiacei di sintesi, i sostituti sintetici della cocaina, gli agonisti del recettore GABA-A e GABA-B (es. GHB, GBL, etc.), i farmaci di prescrizione (es. olanzapina, quetiapina, etc) e i performance/image-enhancing drugs (PIEDs) .
La mortalità correlata al consumo di NPS è un fenomeno ancora in parte sommerso, che causa però un elevato numero di decessi tra i giovani e gli adulti in molti paesi europei (tra cui suicidi e morti accidentali), per il quale sembra necessario effettuare ulteriori studi mirati ad approfondire l’argomento, oltre che monitorare costantemente l’evolversi del fenomeno nel tempo.
Come è nata l’idea di questo libro?
1) Per un periodo della mia esperienza professionale come appartenente alle forze di polizia sono stato attivo nella lotta al narcotraffico, operando in un contesto delicato quale l’area cargo dell’aeroporto internazionale di Milano Malpensa. È così che ho avuto modo di notare la complessità del fenomeno delle cd nuove sostanze psicoattive, sostanze facili da reperire sul mercato, specie online o tramite note piattaforme di messaggistica, che però possono provocare conseguenze imprevedibili. Da qui ho sentito la necessità e l’urgenza di far conoscere la loro pericolosità, portando ad esempio casi di cronaca, operazioni delle forze di polizie e pareri di operatori del settore.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Quando porti a termine un lavoro come questo, non pensi alla difficoltà del percorso, che sicuramente richiede costanza, impegno e passione, ma alla soddisfazione dell’aver portato a termine un progetto.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Trattandosi di un saggio non mi sono ispirato a particolari autori. Semmai mi sono dedicato a una lettura e ad uno studio di riviste specialistiche e di altri lavori per poterne apprendere al meglio la struttura ed approfondire le mie conoscenze. La casa editrice che ha creduto in questo saggio, Edizioni Epoké, dedica particolare spazio ed è sensibile a queste importanti tematiche. Posso sicuramente citare, tra le varie fonti, i volumi di Danilo Lazzaro, opere interessanti che affrontano a 360 gradi la peculiare telematica.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Attualmente vivo in Calabria e in passato ho vissuto in diverse regioni italiane dal nord al sud (Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Molise, Lombardia).
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho tanti progetti per il futuro dal punto di vista letterario. Con questa prima opera mi sono solo affacciato al mondo della scrittura, essendo stato fino adesso solo un assiduo lettore. Ho molte idee interessanti, legate comunque al tema delle dipendenze, che ho intenzione di rendere agli altri sotto forma di libri da leggere. L’obiettivo è sensibilizzare più persone possibili su alcuni tema che al momento, forse, non sono così noti.