La letteratura distopica si compone di libri e romanzi distopici, ovvero ambientati in una realtà fortemente negativa, in una situazione sociale immaginaria che può variare dal sottilmente ma irrimediabilmente corrotto all’apertamente catastrofico. Il termine distopia è contrario al termine utopia e viene talvolta indicato come antiutopia o controutopia, venne coniato nel 1868 da Stuart Mill e, volendone dare una spiegazione sintetica, fa riferimento a luoghi e tempi futuri indesiderabili.
Spesso la letteratura distopica traspone delle tendenze potenzialmente negative del presente in un futuro più o meno prossimo, dimostrandone il potenziale deleterio. Ovviamente il termine, seppur coniato nel 1868, può applicarsi a opere precedenti: basti pensare al viaggio di Gulliver nel paese degli yahoos.
La ricchezza e la pregnanza di questo filone letterario esercita oggi un fascino fortissimo non solo sui lettori, come testimonia il successo cinematografico di tante pellicole e serie televisive distopiche (spesso e volentieri ispirate a romanzi e saghe letterarie). Basti pensare alla recente serie tratta dal bellissimo “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, di cui peraltro, è da non molto giunto in libreria il seguito, “I testamenti”.
Letteratura distopica: i romanzi più importanti
Il mondo nuovo-Ritorno al mondo nuovo Edito da Mondadori nel 2016 • Pagine: 344 • Compra su Amazon
1984 Edito da Edizioni Mondadori nel 2011 • Pagine: 348 • Compra su Amazon
La macchina del tempo Edito da Ugo Mursia Editore nel 2007 • Pagine: 135 • Compra su Amazon
Fahrenheit 451 Edito da Mondadori nel 2015 • Pagine: 210 • Compra su Amazon
La svastica sul sole Edito da Fanucci Editore nel 2014 • Pagine: 271 • Compra su Amazon
Abissi d'acciaio Edito da Mondadori nel 1986 • Pagine: 266 • Compra su Amazon
Arancia meccanica Edito da EINAUDI nel 2014 • Pagine: 240 • Compra su Amazon
Il complotto contro l'America Edito da EINAUDI nel 2014 • Pagine: 431 • Compra su Amazon
Il racconto dell'ancella Edito da Ponte alle Grazie nel 2017 • Pagine: 398 • Compra su Amazon
La ragazza meccanica Edito da Multiplayer Edizioni nel 2014 • Pagine: 408 • Compra su Amazon
Noi Edito da Mondadori nel 2018 • Pagine: 266 • Compra su Amazon
Tra i maggiori esempi di letteratura distopica inglese abbiamo La macchina del tempo di H.G. Wells, Il mondo nuovo di Aldous Huxley e 1984 di George Orwell, autentici classici del genere, come lo è peraltro Fahrenheit 451 dello scrittore americano Ray Bradbury (autore anche delle bellissime Cronache marziane).
Tra i romanzi distopici inglesi e americani più recenti troviamo testi come La svastica sul sole di Philip K. Dick (che rientra peraltro nel campo delle ucronie, ovvero è una storia basata sulla possibilità che la Storia con la S maiuscola abbia seguito un corso differente da quello effettivamente seguito, un sottogenere che può intersecarsi con quello distopico, e anzi a dirla tutta lo fa spesso e volentieri), Il sole nudo e Abissi d’acciaio di Isaac Asimov, Piano Meccanico di Kurt Vonnegut, Arancia meccanica di Anthony Burgess.
Negli anni zero anche Philip Roth si è cimentato con la distopia con Il complotto contro l’America, anch’esso al contempo una distopia e un’ucronia. Non vanno poi dimenticati Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood e La ragazza meccanica dello scrittore americano di origini italiane Paolo Bacigalupi.
La distopia è un genere che di recente è tornato alla ribalta anche nel campo della narrativa per ragazzi. L’esempio più famoso è probabilmente la trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins.
Romanzi della letteratura distopica italiana
Anche l’Italia ha una sua tradizione letteraria distopica in età moderna, non ampia come quella inglese ma con alcuni volumi decisamente interessanti. Qui citiamo Elianto di Stefano Benni, la poco nota Storia filosofica dei secoli futuri di Ippolito Nievo, non un’autentica distopia ma un libro che a tratti assume toni senza dubbio distopici, Le meraviglie del duemila di Emilio Salgari, L’uomo è forte di Corrado Alvaro, L’ubicazione di Lhasa di Mario Lunetta e il tetro e bizzarro libro di Volponi intitolato Il pianeta irritabile.
Esistono poi innumerevoli romanzi di fantascienza distopica scritti da autori italiani negli ultimi decenni. A testimonianza della vitalità del genere distopico nel nostro paese è peraltro giunto, nel 2015, il nuovo libro di Ammaniti, Anna, subito schizzato al primo posto nella classifica delle vendite.
Impossibile dimenticare ELIANTO di Stefano Benni (Feltrinelli, 1996); inoltre anch’io mi sono cimentato in questo genere con PELICULA (Ute Libri, 2014).
Fa piacere vedere interesse per i romanzi distopici quando in realtà se ne parla davvero poco. Complimenti!
Negli elenchi di libri Dispotici ne manca sempre uno, che invece dovrebbe sempre essere presente: mi riferisco a NOI, di Evgenij Zamjatin, pubblicato in Italia da Feltrinelli. Romanzo del 1921, anticipa 1948 e Mondo Nuovo. Uno Stato Unico ha stabilito un sistema «matematicamente perfetto», dove i pochi superstiti in case di vetro, in cui manca ogni intimità; provati del proprio nome, sostituito da una sigla alfa-numerica, il sistema stabilisce e impone i compiti di ognuno. Come in 1948 il modello è la dittatura Sovietica, che Zamjatin sperimentò di persona, costretto all’esilio a Parigi fino alla morte.
Io aggiungo “Dissipatio H.G.” e cioè humani generis. Un libro favoloso di Guido Morselli. (1912-1973)
Un crescendo allucinante, un climax apocalittico che investe il lettore di un’ansia crescente. Molto metaforico.
E poi, la sola scena finale de’ “la coscienza di Zeno” di Italo Svevo, in cui si ipotizza (o preconizza?) uno scenario distopico e per l’epoca fantascientifico.
Ma, a volte penso, forse neanche troppo impossibile; soprattutto visti gli ultimi sviluppi storici…