
Protagonista indiscusso di queste pagine è l’amore incarnato in tutte le sue forme, nudo o vestito, coniugale o d’emergenza, giovanile o senile, spensierato o accorto. A Cartagena de Indias, Florentino Ariza è solo un giovane telegrafista dedito al potere chimico della poesia quando si innamora della tredicenne Fermina Daza, figlia di un commerciante spagnolo dai traffici poco trasparenti; i due iniziano una corrispondenza epistolare clandestina, costellata di pochi incontri fugaci e dolorosi, finché il padre di lei non scopre il tradimento e porta con sé la figlia in un lungo viaggio dell’oblio. Il giovane si ammala di una malattia cieca e dai sintomi così accaniti che addirittura la madre, scambiandola per colera, non ne riconosce la vera natura: amore.
“Seguitò a bere dal flacone sino all’alba, ubriacandosi di Fermina Daza con sorsi abrasivi (…) fissando il mare dalle scogliere dove facevano amori di consolazione gli innamorati senza tetto”.
La tenacia di Florentino lo inneggia al vivere in attesa, nella speranza di meritare in futuro la donna che ama e che, in disparte, vede condurre la sua vita di sposa e di madre.
“Visse con lei un attimo della sua vita dal tavolo solitario dove sedeva, e per oltre un’ora passeggiò non visto nello spazio proibito della sua intimità”.
Ed estraneo al cambiamento, che sembra non accorgersi dei suoi giorni, per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, conduce una vita da bisognoso, intervallata da tregende d’amori “dall’ombelico in su spirituali, e dall’ombelico in giù fisici”, ma mai interamente obnubilanti. Alla veneranda età di ottantaquattro anni inizia a vivere sul serio. Marquez con una penna d’eleganza irriverente, impartisce l’educazione a un amore patologico, uno stato di grazia che è al contempo origine e fine, sussurrando al nostro orecchio versi saffici e perversioni d’annunziane ben celate.
Recensione inviata da Melania Massi
L'amore ai tempi del colera Edito da Edizioni Mondadori nel 2010 • Pagine: 392 • Compra su Amazon
Un amore romantico e infinito, capace di pazientare, con fede incrollabile, per "cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese". Tanto deve infatti aspettare Florentino Aziza, poeta e proprietario della Compagnia Fluviale del Caribe, prima di poter finalmente vedere realizzato il suo sogno con Fermina Daza, la più bella ragazza della Colombia. La cronaca di una lunga e fiduciosa attesa, di un desiderio che non si sopisce ma viene accresciuto dagli anni, superando tutti gli ostacoli. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo impegno di denuncia sociale, per raccontare un'affascinante epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico e splendido da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente.