
Una combinazione ossimorica che, da subito, incuriosiste il lettore, promettendogli di condurlo in un’esperienza sorprendente. Incastonato tra il titolo e una raffigurazione in stile manga c’è il sottotitolo “Poesie d’amore all’occorrenza” a cui è affidato il compito di svelare il contenuto dell’opera. Si parlerà del sentimento dell’amore e di tutti i suoi colori, “perché non si può vivere senza amore, sarebbe come morire” come scrive la Di Giovanni in una sua lirica. Sarà proprio l’amore il fil rouge che collegherà tutti i componimenti, nei quali sarà possibile scorgere tutte le sfumature in cui si può declinare.
La poesia è trasparenza, è intimità e solo accostandosi ad essa con delicatezza e rispetto si potrà fare un viaggio autentico nell’io della scrittrice e nel nostro. Attraverso uno stile semplice, essenziale ma mai banale l’autrice si mette a nudo, invitando anche il più timido lettore a fare lo stesso. Ogni poesia è introdotta da una piccola illustrazione manga in bianco e nero, che funge da preludio ad ogni componimento. In più qua è la all’interno del libro sono sparsi pensieri impulsivi, che arricchiscono ancora di più tutta la narrazione. “Di te” apre la silloge
Per scrivere di te
devo aspettare la notte
deve calare il silenzio
e devo ascoltare solamente
il mio respiro
non è mai stato così difficile
tingere un foglio bianco
non è mai stato così toccante
sfiorare la tua anima […]
Lisa Di Giovanni, in questa lirica, si affida al silenzio della notte per esplorare le pieghe più profonde della sua anima. È proprio nel silenzio delle ore notturne che i sussulti fremono e impongono di farsi ascoltare. È proprio dalle ultime ore del tramonto alle prime luce dell’alba, compresa la notte, che Lisa Di Giovanni dà consistenza ai suoi versi imprimendoli sulla carta. In particolare è proprio il tramonto, l’ora, che come lei stessa scrive, più le assomiglia. Quella dell’Alba-Tramonto, insieme al buio e alla luce sono, le due ricorrenti dicotomie che attraversano quasi tutta l’opera.
La Di Giovanni con il fascino di un bambino si meraviglia e si lascia meravigliare dall’amore. Un sentimento talvolta dolce ed innocente e talvolta potente. Un amore carnale e feroce, che governa azioni e pensieri, dominando la razionalità, ma al contempo romantico, dolce e prezioso come gli ornamenti di pizzo. Da qui il titolo dell’intera opera. Il lettore, attraverso la sublime penna della scrittrice, è spinto ad ammirare la bellezza del pizzo ma anche ad entrare nelle sue trasparenze. Grazie a queste poesie d’amore all’occorrenza, chi legge può vivere l’amore più delicato ma anche lasciarsi trasportare dalla sua passione bruciante. Grazie ad ogni verso, poeticamente scritto, il lettore si immedesima, scandagliando la propria anima, la propria essenza e i propri sentimenti.
Recensione a cura di Annalina Grasso
Annalina Grasso è una giornalista pubblicista nata a Benevento. Si è laureata in Lettere moderne all’Università Federico II di Napoli con una tesi su Giacomo Debenedetti interprete di Marcel Proust e si è specializzata in filologia moderna a indirizzo linguistico presso la medesima università, con particolare interesse verso la storia della lingua italiana. Ha frequentato un corso di laurea magistrale in Editoria e scrittura presso l’Università Tor Vergata di Roma, un breve corso di studi umanistici alla Sorbona e ad Harvard (incentrati soprattutto sulla Divina Commedia), un corso di media social communication alla Ninja Academy di Milano e un master in arte e organizzazione di eventi culturali (specialmente mostre d’arte). Da anni si occupa di cinema, arte e letteratura e nel 2014 ha fondato il magazine culturale online ‘900letterario, che dirige. Le sue ricerche e studi sono volti alla divulgazione di opere letterarie e cinematografiche meno conosciute.
Annalina Grasso è una giornalista pubblicista nata a Benevento. Si è laureata in Lettere moderne all’Università Federico II di Napoli con una tesi su Giacomo Debenedetti interprete di Marcel Proust e si è specializzata in filologia moderna a indirizzo linguistico presso la medesima università, con particolare interesse verso la storia della lingua italiana. Ha frequentato un corso di laurea magistrale in Editoria e scrittura presso l’Università Tor Vergata di Roma, un breve corso di studi umanistici alla Sorbona e ad Harvard (incentrati soprattutto sulla Divina Commedia), un corso di media social communication alla Ninja Academy di Milano e un master in arte e organizzazione di eventi culturali (specialmente mostre d’arte). Da anni si occupa di cinema, arte e letteratura e nel 2014 ha fondato il magazine culturale online ‘900letterario, che dirige. Le sue ricerche e studi sono volti alla divulgazione di opere letterarie e cinematografiche meno conosciute.