In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri e manuali sul colloquio clinico, lo strumento cardine in psicologia, psicoterapia e in psichiatria per approcciarsi alle problematiche dei pazienti, in tutto il ciclo di vita.
Ma cosa si intende per colloquio clinico e cosa lo differenzia dal semplice colloquiare con le persone che ci sono vicine? Il colloquio clinico è il mezzo attraverso il quale il terapeuta, solitamente uno psicoterapeuta o un neuropsichiatra, riesce a raccogliere, con l’osservazione e il dialogo, tutte le informazioni necessarie per formulare una diagnosi e ad avviare il giusto percorso di cura psicologica per aiutare il proprio paziente.
Si tratta, quindi, di uno strumento potente, non maneggiabile da chi non ha una solida formazione accademica. Confondere un colloquio clinico con un professionista della salute mentale con il dialogo con un amico è un errore grossolano e da evitare assolutamente. Solo uno psicologo o uno psichiatra ben formato riuscirà a stabilire le condizioni adatte per condurre un dialogo terapeutico con la persona in difficoltà.
Particolare sensibilità ed attenzione poi vengono adottati dai professionisti che si accingono a colloquiare a fini terapeutici con bambini e adolescenti. Soprattutto quando si tratta di bambini piccoli serve una grande esperienza clinica per potersi approcciare in maniera corretta al dialogo clinico con questi ultimi. Vediamo perché.
Il colloquio clinico con i bimbi è molto più complicato rispetto a quello con gli adulti perché a differenza di questi ultimi i bimbi si esprimono prevalentemente attraverso il linguaggio non verbale. Proprio per questo motivo psicologi e neuropsichiatri si approcciano al dialogo con i più piccoli utilizzano tecniche che sfruttano prevalentemente la comunicazione non verbale, come il disegno e il gioco. Lo scopo è entrare in sintonia con il piccolo in maniera spontanea ed empatica.
Un esempio di colloquio clinico con i bambini è quello basato sul gioco degli scarabocchi (Winnicott) e sulla giocoterapia. Il colloquio clinico con un bambino è una situazione che richiede una grande esperienza da parte del professionista: spesso si arriva a condurre il fanciullo ad una consultazione psicologica per il sospetto di gravi abusi o negligenze.
Nella nostra selezione dei migliori libri e manuali sul colloquio clinico in psicologia e psichiatria troverete una ampia sezione dedicata proprio a questa delicata tematica.
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Il colloquio in psichiatria e psicologia clinica
Questo libro posiziona il colloquio psichiatrico e psicologico nel contesto degli imponenti e continui progressi che si sono verificati nella psichiatria biologica e descrittiva. La relazione interpersonale tra paziente e clinico ha un ruolo sempre più rilevante, l’alleanza terapeutica è diventata un elemento fondamentale e i pazienti, attualmente, sono più informati e desiderano un coinvolgimento attivo nelle decisioni. Il colloquio in psichiatria e psicologia clinica tiene conto di questo rapporto e aiuta il clinico a coltivare la relazione con il paziente in modo da ottenere risultati terapeutici ottimali. Si rivelerà uno strumento utile per i clinici che si occupano di salute mentale, sia esperti sia in formazione, garantendo loro competenze aggiornate e conoscenze all’avanguardia.
Il caso clinico. Dal colloquio alla diagnosi
La formulazione psicoanalitica, che differisce dalla diagnosi in senso stretto, implica un maggior impegno da parte del clinico, che deve valutare le difese, le identificazioni, l’autostima ecc. A ognuno di questi argomenti l’autrice dedica un capitolo, non tralasciando di chiarire i rapporti tra formulazione di un caso, primi colloqui e terapia vera e propria. Il volume è un manuale per lo studente e una guida per il professionista, impegnati nella pratica o nella formazione in psicoterapia.
Modelli di colloquio in psicologia clinica
Il volume, qui presentato in una nuova edizione aggiornata e ampliata, affronta il tema del colloquio clinico, all’interno di un più ampio discorso sulla diagnosi e sul processo diagnostico che, nella prospettiva degli Autori, costituiscono il quadro di riferimento concettuale all’interno del quale il colloquio clinico può esprimere in modo ottimale la propria efficacia ed efficienza.
La costruzione della domanda psicologica attraverso il colloquio clinico. I fondamenti, il metodo, i contesti
Il testo intende proporre un contributo in merito al metodo nel colloquio psicologico, che può essere definito clinico a partire dall’assunto che l’incontro tra lo psicologo e chi a lui si rivolge costituisce una “forma mentis”, cioè una modalità specifica di stare con l’altro, piuttosto che un ambito di intervento. Rivolto agli psicologi in formazione, ma anche agli operatori dell’area psico-sociale che devono affrontare richieste di intervento psicologico spesso formulate in modo confuso, il volume intende offrire una cornice di lettura e strumenti utili al professionista che, pur operando in vari contesti, deve “costruire” domande articolate, frutto di un processo dialogico e dinamico. A partire da una riflessione sui fondamenti teorico-epistemologici sottesi all’incontro clinico con l’altro, il testo esplora e descrive le forme di disagio così come si manifestano all’interno di vari contesti (ospedaliero, giuridico, scolastico, aziendale, dei servizi territoriali, ecc.), rileggendole alla luce dei mutamenti sociali, economici e culturali che interessano la nostra epoca.
Il primo colloquio. La consultazione clinica di esplorazione con bambini, adolescenti e adulti – Il colloquio psicologico nel ciclo di vita
Il primo incontro tra il clinico e la persona che chiede una consultazione è un momento centrale nella pratica professionale. La sua conduzione risulta pertanto un evento delicato che richiede una gestione attenta ed efficace. Questo volume fornisce gli strumenti fondamentali per una gestione ottimale del primo colloquio con soggetti di tutte le fasce lungo il ciclo di vita, dall’infanzia alla terza età. Grazie al ricorso a casi esemplificativi vengono messi in evidenza i principali aspetti di questo particolare tipo di relazione: dalla definizione del setting, ai temi da affrontare, agli elementi della comunicazione e della relazione interpersonale fondamentali per l’analisi della domanda e la definizione di un percorso terapeutico. Un utile strumento per tutti i professionisti della relazione di aiuto (psicologi clinici, psicoterapeuti e counsellor). Il secondo testo indicato si occupa del colloquio clinico collocandolo nel ciclo di vita del paziente. La disponibilità all’ascolto, premessa indispensabile al colloquio psicologico, richiede un continuo lavoro di osservazione, conoscenza e familiarità col proprio mondo interno e un attento studio della teoria e della tecnica del colloquio, considerato una tecnica relazionale ottimale per conoscere il paziente dall’infanzia all’età anziana. Il volume propone una prospettiva dinamica che vede la relazione al centro dell’ascolto e comprende quattro sezioni corrispondenti alle fasi principali della vita…
Il colloquio clinico con i bambini e gli adolescenti – Colloqui con i bambini. La tecnica dello scarabocchio nella pratica clinica
Scritta con chiarezza e senza tecnicismi, questa guida pratica al colloquio con bambini e adolescenti si rivolge in particolare a studenti e professionisti che operano nei più diversi settori clinici o nel campo del lavoro sociale. I primi capitoli espongono i prerequisiti di un colloquio esemplare e descrivono i metodi per instaurare con il giovane un buon rapporto. Molta attenzione viene dedicata alle condizioni ambientali, agli strumenti utilizzati e alle singole fasi del colloquio. Un capitolo, scritto da Geoffrey Fisher, discute i problemi particolari che si incontrano nel colloquio con i bambini mentalmente ritardati, mostrando come si possano affrontare simili casi. Nei successivi capitoli si analizza il colloquio con bambini vittime di violenza, gli approcci raccomandati con bambini e adolescenti che hanno tentato il suicidio, le strategie da usare con i bambini affetti da mutismo o che rifiutano di parlare e gli approcci utili con bambini autistici o psicotici. Vengono poi discussi altri temi, quali la registrazione su nastro, gli aspetti legali e la questione della confidenzialità: suoi limiti e come tutelarla. Per i bambini e gli adolescenti, il colloquio clinico è una situazione strana e spesso sgradevole; Barker insegna come metterli a loro agio, ottenere le informazioni richieste e, se necessario, dare inizio al processo terapeutico fin dal colloquio stesso. Il secondo libro ci parla di come Winnicott sviluppò tra il 1964 e il 1968 un tipo di intervento applicabile nel primo colloquio con bambini come strumento diagnostico-terapeutico, e lo chiamò squiggle game, ossia il ‘gioco dello scarabocchio’. Egli lo presentava al bambino semplicemente così: “Io chiudo gli occhi e faccio uno scarabocchio sul foglio; tu ci disegni sopra e lo fai diventare ciò che vuoi. Poi tu fai un tuo scarabocchio su un altro foglio e io lo faccio diventare ciò che voglio”. È essenziale comprendere che questa non è mai stata considerata da Winnicott una ‘tecnica’, ma solo un modo per entrare in rapporto col piccolo paziente, per creare un colloquio con lui. Per Winnicott la psicoterapia stessa è qualcosa che ha a che fare con due persone che giocano insieme, e il gioco dello scarabocchio serve, appunto, a creare uno spazio in cui possa esprimersi il potenziale ludico della mente infantile.
Il colloquio in psicoterapia cognitiva. Tecnica e pratica clinica – Elementi di psicoterapia cognitiva
“Al paziente cosa dico?” può sembrare, da parte del terapeuta, una domanda rozza, ma eludere sempre la risposta opponendo il sorridente silenzio del “venerato maestro” può far pensare che certe cose non si possono insegnare. Invece, il colloquio psicoterapeutico è fondato su una tecnica esplicita, su procedure che è possibile comunicare. In particolare, il colloquio cognitivo risponde a principi tecnici semplici e chiari. Incoraggia il paziente ad apprendere tre abilità fondamentali: riconoscere il legame tra sofferenza emotiva ed elaborazione cognitiva consapevole ed esplicita, ovvero tra quello che sente e quello che pensa, mettere in discussione la validità di questi pensieri, il loro valore di verità e di utilità, elaborarne di nuovi, più veri e soprattutto più utili per fronteggiare le situazioni problematiche. Tutto questo corrisponde a ciò che un terapeuta cognitivo dice ai propri pazienti ed è il tema che questo libro affronta. Nel secondo volume, in accordo con la tradizione cognitivista, la sfida lanciata dagli autori è quella di utilizzare, nel modo più raffinato possibile e migliorandola, la psicologia intuitiva o ingenua della mente, nel tentativo di estenderla anche alla risoluzione di problemi che tradizionalmente la psicologia del senso comune ha avuto difficoltà ad affrontare, come ad esempio il fenomeno del paradosso nevrotico, o della resistenza al cambiamento, ovvero: come è possibile che un individuo persista in una condotta per lui fonte di infelicità e nociva, nonostante le informazioni di cui dispone, i suoi strumenti cognitivi e i suoi scopi rendano possibile ed opportuno un cambiamento?
Dalla telefonata al primo colloquio. 21 errori da evitare per una terapia strategica efficace
Il libro, utile a psicoterapeuti, psicologi, counselor, e più in generale ai professionisti della relazione di aiuto, s’interroga su alcune questioni cruciali: come si costruisce una strategia terapeutica efficace? Quali gli errori tattici più frequenti da evitare e che possono compromettere la riuscita dell’intervento? Quando i dettagli rivelano importanti aspetti della relazione che bisogna tenere in considerazione? Che cosa significa avere il controllo della relazione a fini terapeutici e di cambiamento? Cercando di fornire risposte a quesiti sempre presenti nel lavoro psicologico e clinico, gli autori spaziano dagli aspetti cruciali della costruzione di una strategia ai ventun errori che possono rivelarsi delle vere e proprie insidie per il professionista. Il lettore potrà così affrontare nel modo più corretto quei passaggi che contraddistinguono il rapporto professionale dal momento della prima telefonata di contatto al momento in cui il paziente si presenterà in studio.
Terapia Solution Building Centrata sulle Competenze: Manuale di colloquio clinico
Se sei alla ricerca di un libro da cui apprendere un metodo per il colloquio clinico: concreto ricco di esercizi pratici, totalmente centrato sullo sviluppo del benessere psicologico, questo libro fa per te.La Terapia Solution Building centrata sulle competenze è un approccio nuovo, moderno, che spinge il Colloquio Psicologico oltre il sostegno e lo porta verso un vero e proprio “Sviluppo Psicologico”. Grazie al libro, ricco di esercizi pratici e esempi, acquisirai:- una mappa della Psiche non strutturalista, rararamente raccontata nel mondo della Psicologia Italiana – una struttura per il tuo colloquio clinico che ti permette di sapere sempre in che punto sei del percorso psicologico con la persona e come agire di conseguenza – l’abilità di porre domande generative che stimoleranno la salutogenesi dei tuoi pazientiIl tutto accompagnato da esercizi PRATICIe CONCRETI per farti apprendere il più efficaciemente possibile il metodo stesso.Questo approccio, che trova le sue radici nella Terapia Centrata sulla Soluzione di Steve De Shazer, nella PNL più aggiornata e nel Coaching, vuole rivoluzionare il concetto di aiuto nell’ambito Psicologico, spostandolo dalla risoluzione dei problemi alla costruzione di SOLUZIONI, ovvero quel processo terapeutico grazie a cui i tuoi clienti svilupperanno quelle Convinzioni, quelle Competenze, quei Valori che le permetteranno di vivere in un mondo dove quello che un tempo veniva vissuto come un problema, adesso non lo è più.
Scrivere un colloquio. La trascrizione clinica sintetica
La difficoltà di trascrivere un colloquio clinico rappresenta da sempre una delle problematiche centrali del lavoro psicoterapeutico, alimentando un dibattito che parte da Freud. La necessità di una trascrizione fedele del testo si trova a fare i conti con la soggettività del terapeuta e con la particolarità dei mezzi di trascrizione, analitici e sintetici, di cui si dispone in letteratura. Il libro propone una mappa concettualizzata, la Trascrizione Clinica Sintetica (TCS), uno strumento per riassumere il colloquio clinico attraverso una sintesi ragionata. La TCS può risultare utile, in termini sintattici e semantici, per sintetizzare i nuclei narrativi e i significati terapeutici delle informazioni, in termini pragmatici, per rintracciare nuove possibili direzioni nella viabilità terapeutica.
L’ascolto empatico. Breviario essenziale di base per la relazione d’aiuto
Ascoltare con empatia è prestare tutta la nostra attenzione all’interlocutore per sentirsi accolti in un clima di fiducia affettuosa. È necessario trasmettere nel modo più utile un messaggio di restituzione cercando conferma e verificando sempre se l’altro si è sentito compreso e soddisfatto.
L’epilogo della cura terapeutica. I colloqui conclusivi dei trattamenti psicologici
Quando terminare in modo soddisfacente un proprio percorso di psicoterapia? Quali strategie facilitano il processo decisionale per la conclusione di una buona relazione d’aiuto? Come attraversare proficuamente la fine di un rapporto terapeutico significativo e proiettarsi con discreto ottimismo verso il futuro?
Il colloquio con l’anziano. Tra psicoterapia e supervisione nelle istituzioni
Spesso si pensa che un intervento psicologico e psichiatrico sull’anziano sia motivato esclusivamente ad indagarne il grado di decadimento cognitivo o comunque per problematiche dovute all’età avanzata. Non è così. Il colloquio clinico con gli anziani si rivela un potente mezzo per approcciare e aiutare queste persone in difficoltà. Ma ad una certa età quali sono le motivazioni che spingono le persone a cercare un sostegno psicologico?
Il colloquio clinico con l’anziano si lega spesso alla necessità della persona di dipanare aspetti non integrati della propria esperienza di vita, come le crisi legate al bilancio della propria esistenza, vecchi rancori dovuti ad esperienze pregresse mai elaborate, etc…
Accurata su libri attuali, molti dei quali li ho già letti,
questa recensione è una preziosa bussola per farsi un’idea dei libri acquistati on line, ovvero quando non si ha la possibilità di sfogliarli o leggere l’indice.