In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri di Filosofia della Mente, uno dei settori della riflessione filosofica più affascinanti e al confine con molte altre discipline.
I filosofi, i neuroscienziati e gli psicologi ancora oggi non sono in grado di fornire una spiegazione completa e unitaria sulla la natura della mente.
Intendiamo con “filosofia della mente” lo studio filosofico relativo agli atti, alla coscienza, alle funzioni mentali e alle loro mutue interazioni con il corpo fisico del soggetto pensante e con il mondo esterno. Per fare questo, gli studiosi della materia, sia filosofi che scienziati, applicano allo studio della coscienza e del pensiero sia il metodo speculativo (attraverso esperimenti mentali), sia le più moderne tecniche e scoperte medico-scientifiche applicabili in questo campo di studio, come la PET (la tomografia ad emissione di positroni) e la fMRI (la risonanza magnetica funzionale per immagini).
In questa nostra selezione dei migliori libri di filosofia della mente andremo a scoprire tutti gli attuali orientamenti sullo studio dei fenomeni mentali, compresa la prospettiva sostanzialista o essenzialista che intende la mente come una cosa a sé, che ha sede nel cervello ma è distinta da esso. Nella sua forma più estrema l’ipotesi sostanzialista sulla natura della mente collide con quella teologica che vede nei fenomeni mentali una manifestazione fisica dell’anima che sopravvive alla morte fisica e ritorna a Dio, il suo creatore.
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Filosofia della mente. Corpo, coscienza, pensiero
In questo testo si indaga la natura, il funzionamento, l’architettura della mente e dei fenomeni mentali e tutti i grandi problemi al centro della ricerca contemporanea in questo ambito: cosa sono e che caratteristiche hanno i fenomeni mentali, esiste la possibilità di darne una spiegazione scientifica e quali sono le ipotesi filosofiche secondo cui la mente può appartenere al mondo fisico? Si affrontano nel testo anche le ipotesi sul funzionamento mentale proprie della scienza cognitiva contemporanea: la mente è costituita da una serie di computazioni realizzate nel cervello o gli stati mentali coincidono con gli stati cerebrali? Quanto conta il corpo nella realizzazione delle attività cognitive? Dall’excursus storico-teorico sulla nozione contemporanea di “mente” fino alle ultime ricerche scientifiche che portano allo scontro-incontro-intreccio tra le istanze metafisiche più tradizionali e la naturalizzazione della filosofia della mente, questo bellissimo libro affronta in maniera efficace il tema del funzionamento e della natura dei fenomeni mentali.
Verso un’ecologia della mente
“L’ecologia della mente” scrive Bateson in apertura di questo volume, che contiene i suoi più importanti scritti teorici, “è una scienza che ancora non esiste come corpus organico di teoria o conoscenza”. Ma questa scienza in formazione è nondimeno essenziale. Essa sola permette di capire, ricorrendo alle stesse categorie, questioni come “la simmetria bilaterale di un animale, la disposizione strutturata delle foglie in una pianta, l’amplificazione successiva della corsa agli armamenti, le pratiche del corteggiamento, la natura del gioco, la grammatica di una frase, il mistero della evoluzione biologica e la crisi in cui oggi si trovano i rapporti tra l’uomo e l’ambiente”.
Filosofia della mente
La filosofia della mente è oggi parte della scienza cognitiva, ossia l’impresa scientifica che negli ultimi decenni ha contribuito maggiormente a illuminare il funzionamento della mente umana. Nello spiegare perché il fenomeno mentale governa tutte le esperienze umane, il libro parte da questioni metafisiche (che cos’è la mente?) per concentrarsi poi su questioni epistemologiche (come funziona la mente? come facciamo a saperlo?), e da ultimo affronta questioni applicative (qual è l’utilità della filosofia e della scienza della mente nella vita concreta.
La mente fenomenologica. Filosofia della mente e scienze cognitive
Che cosa intendiamo quando parliamo di coscienza? Quale rapporto c’è tra la coscienza delle cose che ci circondano e la coscienza che abbiamo di quella particolare cosa che noi siamo? Possiamo pensare ai nostri sé e alle nostre identità senza imbatterci nell’esperienza del tempo? E ancora: Che cosa significa percepire? Che cosa è un’azione? Che effetto fa essere un cervello in una vasca? Ed essere una mente in un corpo? Come riusciamo a comprendere gli altri, le loro azioni e le loro emozioni? È una capacità che condividiamo con gli altri animali? Oppure è qualcosa che ci rende davvero speciali? Sono solo alcune delle domande cui Shaun Gallagher e Dan Zahavi cercano di dare risposta in questo volume, facendo propri il metodo e lo stile di indagine della fenomenologia. Non si tratta semplicemente di un omaggio a una grande tradizione di pensiero che ha visto tra i suoi protagonisti autori come Edmund Husserl, Martin Heidegger, Maurice Merleau-Ponty e Jean-Paul Sartre. Piuttosto, è un viaggio dentro la mente fenomenologica, che mostra come essa consenta di rispondere alle sfide delle neuroscienze cognitive, meglio forse di altre celebrate filosofie della mente – a patto che non tema di contaminare il rigore dell’analisi con i dati della ricerca empirica.
I misteri della mente. Viaggio al centro dell’uomo
Che cos’è la mente? In cosa consiste realmente l’esperienza del Sé? In che modo la mente si differenzia dal cervello? Spesso si descrivono i contenuti mentali, le emozioni, i pensieri, i ricordi; l’essenza della mente, invece, viene di rado, se non mai, definita. Daniel Siegel impiega qui la sua peculiare sensibilità e la sua formazione interdisciplinare per proporre una definizione che possa rispondere agli interrogativi sul “cosa, come, dove, quando e perché” della mente, su chi siamo e su chi potremmo aspirare a essere. A partire dai più recenti risultati scientifici, ma anche dalla sua biografia, Siegel conduce il lettore in un viaggio che indaga in profondità dimensioni come la coscienza, l’esperienza soggettiva e l’elaborazione delle informazioni, svelando il processo di auto-organizzazione della mente che trae origine sia dal corpo sia dalle relazioni che intrecciamo l’uno con l’altro e con il mondo circostante. Rendendo accessibili e appassionanti le più differenti discipline scientifiche – dalla neurobiologia alla fisica quantistica, dall’antropologia alla psicologia – questo viaggio al centro dell’uomo stimola la riflessione su interrogativi fondamentali che riguardano l’identità, le relazioni e la capacità di vivere al meglio che ognuno potenzialmente possiede.
Mente e corpo. Dai dilemmi della filosofia alle ipotesi della neuroscienza
Tramontata la fiducia in una spiegazione comportamentistica, un gruppo di filosofi australiani propose negli anni Sessanta una teoria dell’identità tra stati mentali e stati fisici cerebrali. Contro questi materialisti si levarono ben presto le voci dei funzionalisti con la tesi che la mente non è realizzata fisicamente, ma svolge le funzioni del programma di un computer. Il funzionalismo, però, non è riuscito ad affermare una terza via tra riduzionismo e dualismo. La fine degli anni Settanta ha visto poi l’ingresso delle neuroscienze in un dibattito che era stato tipicamente filosofico. La prospettiva adottata in questo volume auspica una limitazione delle pretese della neurofisiologia, senza incorrere nel dualismo.
Mente e cosmo. Perché la concezione neodarwiniana della natura è quasi certamente falsa
Se la coscienza non può essere spiegata dalla fisica e dalla biologia nella loro forma attuale, e se la mente è un prodotto dell’evoluzione biologica, “allora”, afferma Nagel,”la biologia non può essere una scienza puramente fisica”. Convinto del fallimento della concezione materialistica della natura, che non spiega i tratti fondamentali del nostro mondo connessi con la mente (coscienza, intenzionalità, significato, valori), Nagel sostiene la necessità di rileggere l’intera storia dell’evoluzione assumendo la centralità dei fenomeni mentali e coscienti, governati da principi che, nella loro forma logica, sarebbero teleologici piuttosto che meccanicistici. La visione riduzionistica del mondo, che pone la materia a fondamento di tutta la realtà, è ancora molto diffusa. Riconoscerne i limiti – è questo il senso della proposta di Nagel – rappresenta il primo passo nella ricerca di possibili alternative.
La mente che scodinzola. Storie di animali e cervelli
Ci sono due idee sulle menti e i cervelli che diamo per assodate. La prima prende origine dalla concezione secondo cui esisterebbe una sorta di scala ascendente delle creature viventi, che vede collocate sui gradini più bassi le creature meno complesse e meno evolute e agli apici quelle più complesse ed evolute. Tale gerarchia si applicherebbe a tutte le strutture dell’organismo, cervello incluso. Vi sarebbe perciò anche una scala ascendente e progressiva delle funzioni mentali, con la sommità occupata dalla nostra specie. La seconda è l’idea che i cervelli servano a darci una rappresentazione veridica della realtà. Le due idee hanno in comune vari aspetti, tra cui quello, ritiene l’autore, di essere entrambe sbagliate. I biologi sanno che per gli organismi viventi non ha alcun significato parlare di specie più o meno evolute. Tutte le specie viventi sono egualmente evolute. La complessità della vita mentale è associata tradizionalmente al fatto che gli esseri umani avrebbero una migliore, più completa rappresentazione della realtà.
Mente, cervello, intelligenza artificiale. Con Contenuto digitale
Diviso tra una parte teorica e una antologica, il libro propone testi e interviste con alcuni tra i maggiori protagonisti del dibattito contemporaneo su mente, cervello e intelligenza artificiale: da Daniel Dennett a Ray Kurzweil, da Antonio Damasio al premio Nobel per la medicina Gerald Edelman, da Alan Turing ad Elon Musk. Tratto da un longseller pubblicato da Bruno Mondadori, il volume è un nuovo progetto all’avanguardia, capace di presentare le ricerche più aggiornate facendo dialogare filosofia, neuroscienze, informatica e studi sull’intelligenza artificiale.
La riscoperta della mente
Riscoprire la mente: per John R. Searle, un imperativo tanto più indifferibile quanto più ostacolato da indagini che giudica svianti. Vede intere tradizioni filosofiche annaspare alla ricerca dell’essenza del mentale, e scienze recenti abusare insensatamente di modelli computazionali o informatici. Ma l’oggetto continua a sfuggire alle loro formule prive di potenza esplicativa: «”Lì dentro ci sono degli enunciati invisibili!” (il linguaggio del pensiero); “Lì dentro c’è un programma per calcolatore!” (cognitivismo); «”Lì dentro ci sono solo relazioni causali” (funzionalismo); “Lì dentro, non c’è nulla! (eliminativismo)». Perché, nonostante la «brama di significato» spesso spinga a ipotizzare regole profonde inconsce, non si riuscirà a studiare davvero la mente se non si partirà dalla coscienza come fenomeno naturale soggettivo e qualitativo, dotato di intenzionalità. Eseguendo fino in fondo il compito di «dare alla coscienza il posto che le spetta nella nostra generale concezione del mondo e nel complesso della nostra vita mentale», Searle approda a una compiuta e originale filosofia della mente, antimaterialistica, antidualistica, anticomportamentistica e anticognitivistica. Di rado un’opera filosofica raggiunge il triplice obiettivo di elaborare una nuova teoria, disarticolare con rigore implacabile gli argomenti degli avversari e toccare l’apice espositivo del saggismo. Tre esiti che conferiscono a “La riscoperta della mente” la statura di un classico.
La filosofia della mente è un campo di studi intrinsecamente interdisciplinare che oggi affascina tantissime persone, studenti e non. Gli studiosi che si sono applicati in questa affascinante materia non appartengono soltanto all’area degli studi umanistici, non sono infatti solo filosofi e psicologi. Molti non sanno, di fatto, che il papà del microprocessore, il nostro mitico Federico Faggin, grandissimo scienziato italiano trapiantato in California, con la sua “Federico ed Elvia Faggin Foundation”, sono anni che si dedica allo studio della natura della coscienza cercando di applicare il metodo scientifico per esplorare la mente e in senso lato i fenomeni mentali ad essa correlati.