In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri su Francis Bacon, pittore irlandese nato a Dublino e famoso in tutto il mondo per la sua arte, cruda ed inquietante.
Francis Bacon è riconosciuto dalla critica come uno dei giganti dell’arte contemporanea. L’artista ha cominciato a dipingere solo dopo i trent’anni ed è riuscito a riversare nelle sue opere una sensibilità oscura e dolorante, popolata da immagini di viva crudezza, corpi mutilati, deformi, straripanti di disperazione.
Bacon è un uomo tormentato, omosessuale dichiarato, alcolizzato, dedito al gioco d’azzardo, che dipinge a partire dalla propria visione esistenzialista e cupa soggetti che specchiano la sua sensibilità, fino a raggiungere un “sublime al negativo”.
Il pittore raggiunge i confini estremi della figurazione: Munch, Schiele, Picasso…L’artista irlandese trae ispirazione ma travalica e scavalca la visione dell’uomo e dell’arte fino ad allora conosciuta spingendo fino all’estremo i soggetti della sua pittura, contorcendo figure, deformando teste, scarnificando carni. Amico di Lucian Freud, Bacon estremizza l’umanità rappresentata nei suoi quadri, amici, papi, uomini d’affari. I soggetti vengono dilaniati dalla sua furia, egli disseziona, esamina e strazia negli autoritratti e nei ritratti ogni soggetto, come a volerci “scavare all’interno” alla scoperta della vera essenza dell’umano.
Nella nostra selezione dei migliori libri su Francis Bacon troverete i testi per approfondire vita ed opere di uno dei maggiori esponenti dell’arte internazionale, testimone del disagio connesso alla condizione umana.
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Francis Bacon
«Quel che mi affascina in Bacon – come del resto in Giacometti – è che i suoi quadri gridano presenza, in un modo assoluto. Una tela di Bacon è viva quanto la vita stessa, esiste e si rivolge a noi con una potenza e un fascino senza pari. Il problema autentico per un pittore consiste nel rappresentare la natura colma di una vita autonoma, di una concentrazione vitale che si riverberi sullo spettatore e conferisca all’opera una presenza reale più forte di quella che può avere, ad esempio, un albero o una sedia. Certo, per far questo, deforma. Ma un pittore come Bacon non deforma mai per vezzo, per cercare, ad esempio, il mostruoso. Bacon non è un espressionista e le deformazioni che fa subire alla figura umana non nascono neppure da una finalità politica o religiosa. Bacon non polemizza, non vuol provare nulla. Breton ha scritto: “La bellezza sarà convulsiva o non sarà”. Così è per Bacon. Bacon ha capito che perché una figura esista in arte, la natura deve esser violentata. La verità profonda non si rivela che al di là del naturalismo. Cosa può esserci, d’altra parte, di più caotico del mondo in cui viviamo, di più disperante della nostra specie minacciata di estinzione? Ma Bacon non cerca di testimoniare tutto questo. Si limita a guardare il mondo così com’è, e non può non dipingere quella che è la nostra verità profonda: l’angoscia. Nulla in lui è confortevole: si è insediato sull’orlo del terribile, va direttamente al nodo della condizione umana. Mostrando l’uomo nella sua verità, si apre ineluttabilmente al tragico». (Dalla conversazione tra Jean Clay e Michel Leiris)
Francis Bacon. Logica della sensazione. Ediz. illustrata
Francis Bacon. Una vita dorata nei bassifondi
Francis Bacon or the Measure of Excess
Francis Bacon: Books and Painting
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