Per quanti volessero approfondire le idee dei grandi anarchici o conoscere le riflessioni dei grandi autori contemporanei sull’anarchismo abbiamo selezionato dodici testi, che vanno dai classici di Bakunin, Kropotkin ed Etienne de La Boëtie fino a classici contemporanei come “Anarchia. Idee per l’umanità liberata” di Noam Chomski, passando per grandi saggi come il recentissimo “Anarchia come organizzazione” di Colin Ward edito da Elèuthera, tra l’altro da poco ripubblicato in una nuova edizione.
Il discorso anarchico è profondo e complesso, e affonda le sue radici nell’ideale libertario di una società che si basi sull’autonomia dell’individui dalle forme di potere costituito, che per dirla con Proudhon sostituisce alla proprietà intesa come diritto esclusivo il possesso inteso come utilizzo.
Nel tempo si sono succedute idee di stampo anarchico molto eterogenee, tanto da racchiudere sotto l’ombrello dell’anarchismo teorie pacifiste al fianco di teorie legate all’insurrezione di stampo rivoluzionario. Dei buoni libri sul tema possono aprire a una comprensione molto più profonda tanto dei capisaldi del movimento quanto delle sue svariate ramificazioni, nonché sulla sussistenza di teoria anarchiche oggigiorno, e sulla loro possibilità di influire sul futuro.
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Stato e anarchia
La famosa opera di Michail Bakunin, scritta nel 1873 e qui suggerita nella versione italiana di Feltrinelli, con introduzione di Maurizio Maggiani, venne pubblicata in quel di Zurigo da un insieme di giovani scappati o comunque allontanatisi dalla Russia; l’opera fu dapprima stampata senza indicazione dell’autore, poi fu diffusa in forma clandestina l’anno successivo anche in Russia, con ampia influenza sulla fascia della popolazione studentesca. Il testo di Bakunin crebbe in popolarità e per molti anni fu un punto di riferimento imprescindibile per molte istanze rivoluzionarie, non solo in terra russa. Assolutamente da leggere per comprendere la filosofia anarchica e la sua storia.
Anarchia come organizzazione
Dopo un grande classico passiamo a un testo assai più recente e molto interessante, firmato da Colin Ward e pubblicato in Italia da Elèuthera. “Anarchia come organizzazione” indaga la forma anarchica nelle sue possibilità di organizzazione del sociale in condizioni di non gerarchia, andando ad analizzare anche la sua esistenza a margine delle società e dei pensieri sociali più diffusi in passato come nella modernità. Colin Ward spazia tra vari campi e vari argomenti per andare a indagare questa specifica idea di anarchia, e lo fa in modo perspicace e convincente.
Storia dell’anarchismo
Classico testo di Jean Preposiet pubblicato da Dedalo, perfetto per chiunque cerchi una panoramica vasta e documentata del fenomeno anarchico, dalle sue prime apparizioni fino ai giorni nostri. Concentrandosi in particolar modo su “alcuni momenti decisivi nei quali l’anarchia si manifesta come “lievito della storia”, fermento rivoluzionario insopprimibile e dirompente, l’autore mostra la natura esorbitante dell’anarchismo, fenomeno che supera la dimensione del “politico”, e diviene addirittura contrario alla logica stessa della lotta per la conquista del potere”.
Discorso della servitù volontaria
Altro testo assolutamente fondamentale, da leggere senza se e senza ma se si vuole capire cosa ha significato e cosa può significare il servilismo nei confronti dei potenti. Il testo ha una sua collocazione storica di riferimento e un suo bersaglio (fondamentalmente i regimi autoritari) ma è, noi crediamo, ancora di enorme attualità nella sua essenza, cioè come discorso sul rapporto tra soggetto e collettività e su come questo debba opporsi alla sua più o meno esplicita nullificazione.
La morale anarchica
Pëtr Kropotkin è uno dei più importanti teorici del pensiero anarchico, di lui sono disponibili diversi volumi in italiano, di cui vi segnaliamo in particolar modo questo: un testo molto breve ma denso di considerazioni profonde con cui ciascun lettore sarà chiamato a confrontarsi.
Anarchia. Idee per l’umanità liberata
E veniamo a questo ben noto saggio di Chomsky pubblicato da noi da Ponte alle Grazie, in cui il grande teorico contemporaneo, voce critica di grande rilievo in molteplici campi, affronta il tema dell’anarchia in un’ottica di possibile libertà umana futura, e affronta senza paura e senza giri di parole alcuni dei principali problemi contemporanei portando avanti di pari passo una ricostruzione del pensiero anarchico e della sua possibile relazione con l’attualità del nostro mondo capitalista occidentale.
Utopia e azione. Per una storia dell’anarchismo in Italia
Volume davvero interessantissimo di Antonio Senta che consigliamo caldamente a chiunque voglia capire cosa è stato il movimento anarchico nel nostro paese, dalle prime radici fino a metà degli anni ottanta. Un testo prezioso su questo tema specifico, che sarà di sicuro interesse anche per studenti di storia contemporanea (e di storia politica).
Il termine anarchia come lo intendiamo oggi ha origine con i testi del pensatore ed economista francese Pierre-Joseph Proudhon, mentre se torniamo molto indietro nel tempo possiamo ritrovarlo nell’antica grecia, utilizzato però in accezione del tutto negativa come degenerazione dello stato e situazione di disordine.
Secondo Bakunin, il movimento anarchico è caratterizzato da due tipi di esponenti: i distruttori che attraverso la ribellione distruggono l’autorità costituita e con essa l’ordine vigente di sfruttamento del potere dell’uomo sull’uomo; e i creatori: che sulle macerie del vecchio mondo si dimostrano in grado di apportare benefici al nuovo, diffondendo l’idea anarchica e favorendo l’instaurazione della nuova idea di organizzazione sociale libertaria.
Aggiungerei anche “La teoria anarchica” di Stammler