In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sul consenso informato nel campo medico, quella forma di autorizzazione necessariamente concessa dal paziente per ricevere un qualunque trattamento sanitario in Italia.
Di consenso informato si parla sempre moltissimo in campo sanitario, soprattutto in questo periodo di pandemia da Covid-19. Il diritto del paziente è inalienabile secondo la legge italiana ed è necessario per la sua valida espressione che il malato sia informato propriamente dal personale sanitario sulla propria salute e la propria malattia e deve esercitare il diritto alla scelta.
Tale consenso, di fatti, costituisce il fondamento della liceità dell’attività sanitaria stessa, in assenza del quale si rientra nel campo di vero e proprio reato: l’art. 32 della Costituzione italiana, infatti, sancisce che nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge, in sintonia con il principio fondamentale della inviolabilità della libertà personale (art. 13).
In questa nostra selezione dei migliori libri sul consenso informato abbiamo inserito i testi di più recente pubblicazione sull’argomento, al fine di approfondire questa tematica che tenta di promuovere l’autonomia o libertà di scelta dell’individuo nell’ambito delle decisioni mediche.
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Consenso Informato
Da tempo esaminato e dibattuto in dottrina e giurisprudenza, il consenso informato in ambito sanitario è un argomento quanto mai attuale, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca. Nel presente volume, gli autori espongono ed analizzano le più importanti e recenti tesi dottrinarie, i prevalenti orientamenti giurisprudenziali e le principali questioni applicative attinenti al tema in ambito penale e civile, con l’obiettivo di offrire, agli operatori del diritto, un’aggiornata ricostruzione sistematica dell’istituto.
Consenso informato e incapacità
Il volume analizza gli strumenti di attuazione del diritto costituzionale all’autodeterminazione terapeutica, in particolar modo qualora titolari ditale diritto siano soggetti incapaci di intendere e di volere, per i quali libertà, volontà e dignità assumono un peso tutto particolare. Il consenso informato, considerato strumento principe dell’alleanza terapeutica, viene riconosciuto nella sentenza della Corte costituzionale n. 438 del 2008 quale autonomo diritto soggettivo, rafforzato da una triplice copertura costituzionale. È dal combinato disposto degli art. 2, 13 e 32 co. 2 che si deriva la portata di vero e proprio diritto del consenso informato, espressione a sua volta della cd. autodeterminazione terapeutica. Tale riconoscimento lascia però aperta la questione dei limiti concreti di tale diritto per tutti quei soggetti che non siano in grado di manifestare viva voce la propria volontà. Quali quindi gli strumenti per tutelare il diritto costituzionale all’autodeterminazione terapeutica degli incapaci? Rispetto a questo interrogativo il presente volume prende in esame la ricostruzione ex post della volontà dell’incapace, le proposte di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (o testamento biologico), nonché l’istituto civilistico dell’amministrazione di sostegno, il quale è stato impiegato da una parte della giurisprudenza tutelare quale surrogato del testamento biologico, nelle more di una regolamentazione per via legislativa delle direttive anticipate di trattamento.
Consenso Informato E Disposizioni Anticipate
Il presente volume raccoglie i contributi di specialisti fra i più stimati in materia, che ora si sono cimentati nel commento alla legge 22 dicembre 2017, n. 219, recante norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. L’Italia arriva in Europa in grande ritardo con la sua legge, essendovi state qui in precedenza norme varie, insufficienti a porre in essere una reale disciplina. Sui meriti e demeriti della legge e, soprattutto, sull’approccio da seguire e sugli aspetti ermeneutici, gli autori hanno recato, ciascuno dalla prospettiva loro propria, un contributo che dovrebbe pesare nel contesto medico e giuridico, sia nel versante dottrinario che in quello applicativo, perché non si è di certo arrestati alla sola teoria, nel senso che avrebbe gradito Angelo Sraffa. Un impegno importante che dovrebbe consentire un dialogo non solo domestico, ma anche con i nostri colleghi e interlocutori di altre giurisdizioni, come spetterebbe in un mondo che, sul piano scientifico, dovrebbe essere soltanto un virtuoso villaggio.
Consenso informato nel contratto di assistenza sanitaria
Il volume affronta la tematica, oggi assai attuale e discussa, del consenso informatico in ambito sanitario, privilegiando la considerazione dell’istituto nel suo significato costituzionale. Un’attenzione particolare viene dedicata al contratto di assistenza sanitaria del quale si analizzano gli elementi costitutivi anche al fine di comprendere la dimensione contrattuale del consenso informato. Una parte dell’analisi, infine, è dedicata alla rilevanza penale dell’istituto ed alla casistica giurisprudenziale più significativa che ne ha determinato l’evoluzione.
La legge n. 219/2017 su consenso informato e DAT fra libertà di cura e rischio di innesti eutanasici
Il volume offre un’analisi chiara e approfondita delle previsioni della legge n. 219/2017 alla luce degli stessi principi che dichiara di tutelare e promuovere, tenendo conto, ad un anno e mezzo dalla sua entrata in vigore, delle novità, dei dati e dei fatti intervenuti. Fra questi, l’ordinanza n. 207/2018 della Corte costituzionale, che ha chiesto al Parlamento di approvare una legge che, a talune condizioni, consenta ai pazienti di terminare la propria vita attraverso «un farmaco atto a provocare rapidamente la morte», inserendo la relativa disciplina «nel contesto della legge n. 219/2017 e del suo spirito». Il libro esamina criticamente tale ipotesi, considerandone i significati e le conseguenze. In relazione al problema, il testo individua soluzioni interpretative ad alcune previsioni di difficile lettura della legge medesima, in coerenza con i consolidati principi costituzionali, europei e internazionali, che non mancano di trovare corrispondenza nel Codice di deontologia medica, per il quale doveri del medico sono «la tutela della vita, della salute psico-fisica, il trattamento del dolore e il sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona». Prefazione di Renato Balduzzi.