In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri su David Bowie, Il Duca Bianco del panorama musicale internazionale, star ed icona di una intera generazione.
David Robert Jones, in arte David Bowie, nato a Londra l’8 gennaio del 1947, è stato un poliedrico artista britannico. Cantautore, performer, attore e musicista, Bowie per quasi un cinquantennio ha dominato la scena pop e rock mondiale ed è ancora oggi uno dei musicisti più influenti del ventesimo secolo.
Idolatrato da milioni di fan in tutto il mondo e acclamato dalla maggior parte della critica musicale, David è il simbolo per eccellenza dell’artista anticonformista, fedele soltanto a se stesso. Sono passate alla storia le sue esibizioni con i Queen e i Placebo, con Lennon e Gilmour.
Con 136 milioni di dischi venduti, carismatico e magnetico, le sue esibizioni pubbliche, sempre curatissime nel look, sono ormai parte della storia del costume. Sebbene spesso inserito fra gli artisti glam rock, art rock e new wave, lo stile di David Bowie è unico e impossibile da classificare in maniera univoca.
Il Duca Bianco nel corso della carriera ha esplorato altre arti, dedicandosi principalmente alla pittura e al cinema. Bowie ha lavorato con successo come attore per grandi registi come Lynch, Scorsese e Christopher Nolan.
In questa selezione dei migliori libri su David Bowie abbiamo inserito i testi di più recente pubblicazione sul Duca Bianco e alcuni volumi di approfondimento su vita e poetica di questo indimenticabile artista.
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David Bowie. Rock’n’Roll with me. Ediz. illustrata
Immagina se il tuo amico geniale ti avesse chiesto: «Ti andrebbe di unirti alla mia band, gli Spiders from Mars, e venire in tour con noi? E ti dispiacerebbe viaggiare via mare in prima classe fino a New York per poi navigare verso San Francisco, il Canada, le Hawaii e il Giappone? E poi attraversare la Russia in Transiberiana e arrivare a Mosca il giorno della parata del primo maggio, fermarsi all’Hotel George V di Parigi all’ora del tè e andare a Roma per una vacanza di puro relax?» E se un giorno, quando pensavi che il divertimento fosse finito, lo stesso amico geniale ti avesse detto: «Ti andrebbe di essere uno dei Diamond Dogs e tornare a New York a bordo di una nave ancora più bella, mangiando sempre caviale e poi entrare in un’altra band e un’altra ancora, e magari darmi una mano a chiudere sei dei miei dischi, spassarcela e goderci la vita per un paio d’anni ancora?» Voi come gli avreste risposto? Geoff gli disse di sì.
Un dono di suono e visione: David Bowie e il teatro di Lazarus
Che fine ha fatto Thomas Jerome Newton? L’alieno caduto sulla Terra è rimasto bloccato qui, tra il sogno di tornare indietro e il dolore di una realtà che lo sta divorando. Qual è la colonna sonora di una vita che si snoda in un labirinto sospeso tra reale e irreale? Che suono ha la morte? E il risveglio? Che colori hanno l’amore, il dolore, l’arte e l’attesa che essa giunga in nostro soccorso? Il saggio analizza “Lazarus”, lo spettacolo scritto da Enda Walsh e David Bowie (un’opera rock definita “Il regalo d’addio di David Bowie al mondo”), non con lo scopo di trovare delle risposte, ma con il desiderio di seguire tutte le domande, per porsene altre, in una ricerca senza conclusione definitiva. Perché “Lazarus” è un dono di Suono e Visione, da scartare con la curiosità di chi non smette di cercare, seguendo la scia che il razzo di Newton lascia idealmente nel cielo di ognuno di noi, come fossimo sempre quei ragazzini anonimi, che provano a disegnare la forma delle nuvole sognando di vivere l’impossibile, in universi lontani ma più probabili di quelli che abbiamo a portata di mano. Perché non c’è addio nell’arte, nell’amore e nell’universo: c’è solo trasformazione.
David Bowie. L’arborescenza della bellezza molteplice
Una vita ispirata, ossessionata e imprendibile. David Bowie volle costantemente ridiventare ciò che era prima di essere, e questa è la sua arte. Ciò che è diventato, la sua bellezza molteplice, la sua eleganza decadente e solitaria, il firmamento malinconico delle sue canzoni, la prolissità ridondante ma impeccabile delle sue provocazioni ricordano meno gli esteti e i dandy dell’Europa tardo-moderna che gli asceti orientali di un redivivo Medioevo iniziatico. Al pari di Hafez, Rāmānanda, Huineng, egli è stato l’artista dell’incompiutezza prismatica che si fa voce, il folgorato poeta dell’esasperazione tecnologica, il non sospetto interprete della postmodernità senza scampo.
David Bowie: Le storie dietro le canzoni. Volume 1. 1964-1976 (Vol. 1)
Una guida fondamentale per orientarsi nel labirinto del Bowie anni ’70. David Bowie è un personaggio immenso e ingombrante per la cultura rock, che copre sei decenni e vanta una discografia monumentale. Qui si parte dagli anni ’60, dall’imberbe Davey Jones che è ancora un personaggio in cerca di autore, e si arriva al 1976, dopo i tentativi nel mondo beat e folk, dopo le prove teatrali con il grande mimo Lindsay Kemp, dopo che David è diventato Ziggy Stardust, re della musica glam. Una straordinaria cavalcata nel “classic rock” scandita da canzoni epocali come Space Oddity, Changes, Life On Mars?, Starman, raccontando come è regola nella serie la genesi, la storia, la fortuna o sfortuna di tutte le canzoni, con aneddoti poco raccontati e, soprattutto, con le dichiarazioni del loquace egocentrico protagonista.
David Bowie. Blackstar. Le storie dietro le canzoni. 1977-2016 (Vol. 2)
David Bowie è un personaggio immenso e ingombrante per la cultura rock, che copre sei decenni e vanta una discografia monumentale, tanto che un volume solo non poteva bastare a indagarne l’opera. Questo secondo volume parte dalla leggendaria “trilogia berlinese” con Brian Eno e prosegue con i successi pop degli anni ’80, il ritorno al rock con i Tin Machine, i lavori elettronici di fine millennio e il lungo tramonto, fino al guizzo finale di Blackstar, l’album-testamento realizzato negli ultimi mesi di vita e pubblicato all’indomani della morte, nel 2016. In questa seconda parte più che le singole canzoni contano gli album e le idee espresse tematicamente: quelle di Low, di Heroes, di Let’s Dance, di Black Tie – White Noise, inquietante viaggio nelle ossessioni dell’uomo e dell’artista. Di ogni brano vengono trattati la genesi, la storia, le fortune e le incomprensioni, con aneddoti poco raccontati e le molte dichiarazioni del protagonista.
David Bowie. Rock’n’Roll with me. Ediz. illustrata
Immagina se il tuo amico geniale ti avesse chiesto: «Ti andrebbe di unirti alla mia band, gli Spiders from Mars, e venire in tour con noi? E ti dispiacerebbe viaggiare via mare in prima classe fino a New York per poi navigare verso San Francisco, il Canada, le Hawaii e il Giappone? E poi attraversare la Russia in Transiberiana e arrivare a Mosca il giorno della parata del primo maggio, fermarsi all’Hotel George V di Parigi all’ora del tè e andare a Roma per una vacanza di puro relax?» E se un giorno, quando pensavi che il divertimento fosse finito, lo stesso amico geniale ti avesse detto: «Ti andrebbe di essere uno dei Diamond Dogs e tornare a New York a bordo di una nave ancora più bella, mangiando sempre caviale e poi entrare in un’altra band e un’altra ancora, e magari darmi una mano a chiudere sei dei miei dischi, spassarcela e goderci la vita per un paio d’anni ancora?» Voi come gli avreste risposto? Geoff gli disse di sì.
David Bowie. Tutti gli album
Un volume completo nel quale viene descritto Bowie musicista, con approfondimenti dedicati alla sua parallela attività cinematografica e ai suoi video-clip. Un’analisi discografica album per album, compresi i live memorabili, le antologie, i box set retrospettivi e le emissioni speciali. Francesco Donadio (Roma, 1963), ricercatore e scrittore, collabora con «Classic Rock» ed è caporedattore della testata «Extra! Music Magazine». Ha pubblicato diversi libri su tematiche musicali ed è uno dei più accreditati esperti italiani di David Bowie, al quale ha dedicato altri tre volumi. Un ritratto a 360 gradi di una tra le figure più imprevedibili della storia del rock.
David Bowie. Il divino alchimista
“David Bowie. Il divino alchimista” è una biografia assolutamente atipica, perché prende le mosse dalla tradizione aneddotica che accompagna sin dall’antichità le vite di personaggi straordinari, ovvero la cosiddetta Leggenda dell’Artista. In essa ricorrono alcuni fattori diventati nel tempo dei veri e propri topos narrativi: l’estrazione sociale di umile origine, la formazione autodidatta, l’incontro con straordinari Magister (L. Kemp, W. Burroughs), le tecniche misteriose utilizzate (abiti sacri, cut-up, tarocchi). La biografia approfondisce anche uno dei temi cari a Bowie: la ricerca di spiritualità. Una sete di conoscenza, a tratti ossessiva, che lo spinge a mostrare interesse, fino alla fine della sua vita, per le dottrine esoteriche più estreme. Molte le tracce di questa fascinazione per l’occulto: il dito sulla bocca che invita al silenzio arpocratico; le braccia incrociate sul petto simbolo di Osiride risorto. Ma la ricerca spirituale di Bowie si lega a doppio filo con la sua personale fabbrica dei personaggi, che ha molto a che vedere con il processo alchemico di trasformazione spirituale del proprio io. L’immaginazione bowiana diviene il dispositivo per la proiezione delle manifestazioni inconsce universali. Con il ricorso alla mitizzazione della sua figura attraverso l’archetipo del dio che muore e rinasce, Bowie ci svela il mistero legato alla finzione letteraria dei suoi alter ego (Ziggy Stardust, il messaggero del messia alieno; l’extraterrestre Newton caduto sulla Terra in cerca di acqua per salvare il suo popolo; il cabalistico Duca bianco alla ricerca del Graal; il Minotauro di 1.OUTSIDE; Button Eyes di Blackstar e Lazarus, il risorto). Profeta di se stesso, Bowie si è definito con ironia un Dio del rock: mai affermazione è stata così ermeticamente veritiera.
Leggere Ziggy. David Bowie e la letteratura inglese: da George Orwell a Hanif Kureishi
“Leggere Ziggy” indaga il rapporto di Bowie con la scrittura letteraria e in particolare con la letteratura inglese, traducendo il discorso artistico bowiano in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui musica e letteratura interrogano altri linguaggi artistici, quali cinema e fotografia, e in cui immagine, parola letteraria e suono (musicale) si ridefiniscono a vicenda. Le canzoni di Bowie si caratterizzano per una dimensione fortemente teatrale, non solo per la capacità dell’artista di creare personaggi e maschere diverse all’interno di una stessa canzone o album, ma anche grazie alla loro capacità di “risuonare”, come avrebbe detto Michail Bachtin, della parola altrui. Molti dei suoi brani includono riferimenti più o meno diretti a testi e autori da lui particolarmente amati e “messi in musica”. Il volume si sofferma su cinque personalità che hanno avuto un ruolo centrale nel definire l’immaginario bowiano: l’Arthur Clarke di 2001: A Space Odyssey, letto in rapporto al Bowie di Space Oddity; il George Orwell di Nineteen Eighty-Four, messo in relazione all’album (e allo show di) Diamond Dogs; il Christopher Isherwood di Goodbye to Berlin, analizzato in rapporto alla trilogia berlinese del 1977-1979, e infine il Colin MacInnes di Absolute Beginners e l’Hanif Kureishi di The Buddha of Suburbia, ripensati alla luce delle omonime opere bowiane, pubblicate rispettivamente nel 1986 e nel 1993.
Starman. David Bowie’s Ziggy Stardust year. Ediz. italiana
Reinhard Kleist racconta la gioventù di David Bowie e gli anni in cui per tutto il mondo era semplicemente Ziggy Stardust. Con il montaggio incrociato di due distinti piani temporali, e una narrazione emotiva, ma fattuale al tempo stesso, Kleist crea un’opera evocativa come il grande musicista britannico, sottolineandone il genio e sancendone il mito in una forma narrativa abbagliante e spettacolare.
Sono l’uomo delle stelle. Vita, arte e leggenda dell’ultima icona pop
La filosofia di David Bowie. Wilde, Kemp e la musica come teatro
Parlare della musica di Bowie come teatro significa tradurre il suo discorso artistico in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui la musica interroga altri linguaggi artistici e in cui l’immagine, la parola letteraria e il suono si ridefiniscono a vicenda. Partendo dallo stretto rapporto che lega Oscar Wilde all’emergere della cultura glam nella seconda metà del ventesimo secolo e dalla dialogica che lega Bowie e uno dei suoi maestri, il mimo Lindsay Kemp – la cui poetica dissonante e contraddittoria influenzerà profondamente il cantante – il libro si pone come spazio di accesso da un lato all’affascinante officina dell’immagine bowiana, dall’altro alla profonda teatralità dei testi delle sue canzoni abitati da una molteplicità di maschere create dall’artista, ma anche da parole altrui. L’aspetto forse meno indagato nel discorso bowiano, al quale questo volume rivolge particolare attenzione, è dato dall’innovazione musicale e dalla ricerca sonora che sono alla base della sua filosofia artistica; come si vedrà, la finalità di queste pagine è il far comprendere al lettore come nella filosofia di Bowie la musica in quanto teatro sia in grado di rivolgersi direttamente alle emozioni degli ascoltatori coinvolgendoli in quanto veri e propri attori nel processo di produzione di senso.
David Bowie. Ediz. illustrata
“David Bowie by Sukita” racconta lo straordinario rapporto professionale e umano tra una delle più importanti icone del XX secolo e il maestro della fotografia giapponese che lo ha immortalato per oltre 40 anni. Pubblicato in Italia in anteprima mondiale e narrato in prima persona, con aneddoti ed episodi esclusivi, testi e immagini anche inedite, il libro ripercorre cronologicamente il legame tra Bowie e Sukita sullo sfondo della scena musicale e culturale internazionale dall’inizio degli anni ’70.
Bowie. Una biografia
David Bowie è stato più di un cantante, molto più di un artista. Come ha detto il suo biografo ufficiale David Buckley «la sua influenza sulla cultura popolare è unica, ha permeato e cambiato più vite di qualunque altra figura pubblica». Con il suo alter ego Ziggy Stardust ha scardinato il concetto stesso di identità e i confini della performance musicale diventando fonte di ispirazione e icona per i giovani di ieri, di oggi, di domani. Con 136 milioni di dischi venduti e canzoni come Starman e Space Oddity, è entrato nel cuore di intere generazioni. La sua carriera artistica è legata a una storia personale fitta di luci e ombre. Come un geroglifico, David Bowie è un mistero ancora tutto da interpretare e la biografia di María Hesse, con le sue illustrazioni, ci accompagna in un viaggio di scoperta della vita e della musica di uno dei più grandi artisti del nostro tempo.
David Bowie. L’arte di scomparire. Indagine sugli ultimi dodici anni dell’Uomo delle stelle
Il 10 gennaio 2016 l’improvviso annuncio della morte di David Bowie ha lasciato sconcertati tutti i suoi fan, che fino a qualche ora prima avevano avuto modo di apprezzare il ritorno sulle scene di una star forse invecchiata ma comunque sempre al passo con i tempi, in grado di realizzare negli ultimi mesi di vita due opere che hanno lasciato il segno. La verità è che Bowie era scomparso dai radar già molto tempo prima. A partire dal 25 giugno 2004 – quando sul palco dell’Hurricane Festival a Scheefiel, in Germania, avvertì un lancinante dolore al petto che si rivelò essere un infarto in atto, trattato con un urgente intervento di angioplastica – e per undici anni e mezzo, Bowie aveva smesso di essere la rockstar presenzialista dei decenni precedenti, non rilasciando più interviste e assumendo un bassissimo profilo per uscire di casa solo raramente per eventi selezionati. Un po’ come Greta Garbo, Scott Walker, J.D. Salinger o il nostro Lucio Battisti. Questa è la visione comune. Ma è andata veramente così? Cosa è realmente accaduto in questa dozzina di anni, tra complicazioni di salute, passeggiate in incognito per Manhattan e progetti avviati e poi cancellati? C’è ancora qualcosa che può – anzi che deve – essere raccontato? Questo libro si propone di far luce su quei mesi, tra il 2004 e il 2016, che l’Uomo delle Stelle ha voluto (o dovuto?) passare lontano dalla luce dei riflettori. Una ricostruzione per quanto possibile accurata, sulla base delle testimonianze dei suoi collaboratori e della cronologia dei suoi avvistamenti, dei dodici anni “misteriosi” di David Bowie. Gli anni senz’altro più tormentati e difficili della sua vita e della sua carriera, ma assai meno vuoti di quanto comunemente si pensi dal punto di vista artistico, sfociati negli splendidi ritorni di “The next day” e “Blckstar”, oltre al musical “Lazarus”.
Bowie 1947-2016. La biografia
Il 10 gennaio 2016 Ziggy Stardust è tornato nello spazio da cui era venuto. Ha però lasciato un segno indelebile sul nostro pianeta, diventando una delle leggende del rock più amate di sempre. Nel corso di cinque decenni, David Bowie si è trasformato, incarnando ogni volta un personaggio diverso per dare libero sfogo alla sua esplosiva creatività, alla sua voglia di esibirsi, al suo amore per la musica; qualità che lo hanno reso uno dei personaggi più innovativi di sempre. E ora l’artista trasgressivo e ribelle, l’icona fashion dallo stile caleidoscopico che ha influenzato intere generazioni, se n’è andato sulla scia delle profetiche parole contenute in Blackstar. In questa biografia, aggiornata fino ai suoi ultimi giorni e completata da foto evocative, Wendy Leigh ha raccolto testimonianze esclusive di amici e persone vicine a Bowie, per farne un ritratto non solo musicale ma intimo, privato. Partendo dal quartiere popolare di Londra in cui è nato, l’autrice ripercorre l’infanzia di David, l’influenza della famiglia e l’ossessione di soccombere alla stessa malattia del fratello; racconta i problemi dovuti agli eccessi di droghe; parla della profonda amicizia con Lou Reed e John Lennon e del rapporto controverso con Mick Jagger; svela i segreti della sua insaziabile vita sessuale e il suo amore per le donne, tra cui Tina Turner, Elizabeth Taylor, Susan Sarandon, Amanda Lear e infine Iman. Tra confessioni, aneddoti e rivelazioni, emerge la verità sull’enigma David Bowie.