
Si sente parlare sempre più spesso, a volte anche impropriamente, di disturbi della personalità.
Per capire cosa sia un disturbo della personalità bisogna preliminarmente specificare cosa sia la personalità stessa e come possiamo definire questo fondamentale concetto psicologico:
la personalità è quel complesso delle caratteristiche psicologiche e intellettuali di un individuo che lo rendono unico e che si manifestano nel suo modo di relazionarsi con il mondo esterno.
La personalità si forma precocemente nella prima infanzia della mutua interrelazione tra fattori genetici (cioè ereditari) e ambientali (come il rapporto con i genitori e l’ ambiente sociale e culturale di appartenenza).
Lo sviluppo neuroaffettivo del bambino, risente profondamente, ad esempio, del tipo di attaccamento sviluppato con il caregiver di riferimento (la mamma soprattutto). Quando lo sviluppo della personalità non è congruo allora il fanciullo tenderà a manifestare da adulto un disturbo (o più disturbi in comorbilità) della personalità.
In psichiatria e psicologia clinica un disturbo di personalità viene inteso come una compromissione pervasiva di pensiero e comportamento che emerge in adolescenza o nella prima età adulta, rimane costante nel tempo e comporta una grave compromissione della vita relazionale del soggetto che ne è portatore.
Si tratta, nello specifico, di un pattern di risposte emotive, cognitive e comportamentali che si discostano decisamente rispetto alle aspettative poste per età, genere e cultura dalla società e che causano gravi compromissioni nella sfera sociale, affettiva e lavorativa di chi ne è affetto.
Il DSM-5 (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali) espone e classifica i 10 disturbi di personalità oggi riconosciuti dalla comunità scientifica raggruppandoli all’interno di 3 macro aree dette cluster (A-B-C):
Cluster A – disturbi di personalità caratterizzati da condotte di comportamento bizzarre o eccentriche:
- Disturbo Paranoide di Personalità;
- Disturbo Schizoide di Personalità;
- Disturbo Schizotipico di Personalità.
Cluster B – disturbi di personalità caratterizzati da condotte di comportamento drammatiche, emotive o disregolate.
I disturbi di personalità del Cluster B sono:
- Disturbo Borderline di Personalità
- Disturbo Narcisistico di Personalità
- Disturbo Istrionico di Personalità
- Disturbo Antisociale di Personalità
Cluster C – disturbi di personalità caratterizzati da condotte di comportamento ansioso o inibito.
I disturbi di personalità del Cluster C sono:
- Disturbo Evitante di Personalità;
- Disturbo Dipendente di Personalità;
- Disturbo Ossessivo-compulsivo di Personalità.
La diagnosi di un disturbo di personalità può essere efficacemente svolta solo dai professionisti della salute mentale (psicologi e psichiatri).
Allo scopo vengono somministrati al soggetto test specifici che verificano il grado di compromissione del funzionamento del sé oltre alla presenza di tratti patologici che la persona manifesta nelle relazioni con gli altri. Gli psichiatri hanno stimato una diffusione dei disturbi di personalità nel 4-10% della popolazione. Si tratta di un numero relativamente grande di persone da cui la grande importanza dell’argomento e di una buona informazione da fornire alla popolazione sullo stesso.
Quale terapia per i disturbi di personalità (DP)?
Nella pratica clinica ogni Scuola di Specializzazione in Psicoterapia offre il proprio approccio al problema assai complicato del trattamento dei DP.
Si tratta, infatti, di casi complessi di pazienti che, nei casi più gravi, vanno accompagnati verso una ristrutturazione completa o quasi della personalità.
Ricordiamo tra le migliori Scuole che forniscono ottime terapie per i DP:
- La TCC (Terapia Cognitivo Comportamentale);
- Le psicoterapie “Della Terza Onda”;
- La Psicoterapia Centrata sul Cliente ;
- La Terapia Metacognitiva Interpersonale dei disturbi di personalità (TMI).
Oggi si tende a curare i pazienti affetti da uno o più DP con un approccio di tipo integrato.
Ogni Scuola di Specializzazione in Psicoterapia, infatti, ha storicamente posto l’accento su uno specifico aspetto della patologia, per esempio nella terapia dialettico comportamentale (DBT) la disregolazione emotiva, nella Schema Therapy gli schemi e i bisogni…etc. Ma la complessità di questi casi clinici richiede, solitamente, al terapeuta, una marcia in più data, appunto, da un approccio di cura di tipo integrato.
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Manuale dei disturbi di personalità
. I disturbi di personalità sono un tema centrale nella ricerca clinica: in questo manuale si spiega al terapeuta come effettuare una diagnosi accurata delle varie forme di disturbo e il trattamento più effiace per aiutare il paziente. Vengono illustrati al lettore l’organizzazione della valutazione dei test, l’assessment clinico, il primo colloquio, la diagnosi differenziale e la strutturazione della supervisione. Vengono sintetizzate le prove di efficacia e il contributo delle neuroscienze aiutano nella comprensione della psicopatologia. Particolare rilievo è dato agli aspetti epidemiologici e alla gestione del rischio suicidario.
Disturbi gravi della personalità
Otto Kernberg illustra tecniche di interpretazione del transfert, gestione del contratransfert e analisi delle difese primitive. I numerosi dialoghi terapeutici commentati e le linee guida per la supervisione clinica rendono questo libro uno strumento indispensabile per terapeuti e psichiatri che lavorano con pazienti a elevata complessità emotiva e comportamentale.
Disturbi di personalità e diagnosi precoce
Mario Militerni si concentra sulla rilevazione precoce dei tratti disfunzionali in età evolutiva. Descrive strumenti come il Child Personality Assessment Scale (CPAS) e protocolli di parent training per insegnanti e genitori. Le sezioni operative spiegano come implementare programmi di psicoeducazione e group-training socio-emotivo, riducendo il rischio di evoluzione verso forme borderline o antisociali.
Trattato dei disturbi di personalità
A cura di John G. Gunderson e colleghi, questo trattato combina revisioni teoriche, linee guida farmacologiche e protocolli EMDR per il trauma. Ogni disturbo viene esplorato in capitoli autonomi, corredati da sintesi dei punti chiave e spunti per ricerche future, con attenzione alle varianti culturali e allo stigma sociale.
DSM-5-TR L’essenziale
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