In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri su Esistenzialismo e filosofia esistenziale, la ricerca del valore intrinseco dell’esistenza umana come cardine della riflessione e della speculazione filosofica.
L’Esistenzialismo è quel notevole movimento filosofico, poi anche letterario, che raggruppa differenti indirizzi di pensiero, tutti incardinati sul concetto di filosofia non come sapere sistematico e astratto, ma come impegno del singolo nella ricerca del significato dell'”esistenza”. La filosofia esistenziale è incentrata sulla riflessione sull’individualità, la solitudine dell’io di fronte al mondo, la precarietà, infine l’assurdo stesso dell’esistere.
L’esistenzialismo ruota, infatti, sulla problematicità del senso dell’essere stesso, in particolare in relazione al nichilismo, sui limiti e le possibilità della libertà individuale:
“che cos’è l’essere?”
“che cosa vuol dire esistere?”
A queste due domande essenziali cerca di rispondere la filosofia esistenziale.
In questa nostra selezione dei migliori libri su Esistenzialismo e filosofia esistenziale abbiamo inserito i manuali che trattano di questo argomento e alcuni testi di approfondimento sui grandi pensatori che afferiscono a questa corrente speculativa, da Kierkegaard a Sartre, Heidegger, Jaspers.
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L’esistenzialismo è un umanismo
La presente opera sartriana, pubblicata nel 1946, fornisce le linee guida del pensiero del filosofo con uno stile semplice. I grandi temi che Sartre tratta lungo le pagine del volume sono quelli tipici del suo esistenzialismo: il rapporto cioè fra essenza ed esistenza, l’ateismo, la libertà e l’angoscia che contraddistinguono la condizione umana, il valore decisivo dell’impegno per un’autentica realizzazione dell’uomo, la possibilità di essere ottimisti sul futuro dell’umanità
Breve storia dell’«esistenzialismo». Seguita da Kafka e Kierkegaard, un commento
Nel pieno della vivace temperie culturale della Francia del secondo dopoguerra, Wahl tenne nel 1946 la conferenza “Petite histoire de l’«existentialisme»”, che viene qui proposta in traduzione italiana, insieme alla “Discussione” che ne segui (animata, tra gli altri, da Berdjaev, Koyré, Lévinas, Marcel) e a “Kafka e Kierkegaard, un commento”. Cosa si intende per esistenza? E per esistenzialismo? Sartre, Heidegger, Jaspers, Marcel, sono esistenzialisti? Le origini delle grandi filosofie (Platone, Cartesio, Kant) non si trovano forse all’interno di riflessioni esistenziali? È possibile una filosofia dell’esistenza legata anche alla speranza? Un’istantanea delle posizioni del tempo ma anche una testimonianza attuale di come la filosofia comporti la costante discussione delle proprie categorie. Partendo dalle origini del lungo itinerario di Wahl e mostrando i limiti del cliché «esistenzialista» che ancora pesa sulla sua filosofia, Andrea Di Miele ci aiuta a riscoprire il tratto peculiare di Wahl filosofo e filosofo dell’esistenza.
La libertà esistenziale in J.-P. Sartre
Sul finire degli anni Quaranta dello scorso secolo Sartre è sotto attacco da parte di cattolici e marxisti. I primi gli rimproverano di aver costruito una filosofia che, escludendo Dio, non può portare alla comprensione piena dell’uomo; i secondi lo accusano di fare una filosofia borghese che non tiene conto dei problemi reali della libertà dell’uomo.
Esistenzialisti e mistici. Scritti di filosofia e letteratura
La difficile condizione umana. Una guida disincantata alle maggiori domande esistenziali
«Non essere mai nati è la fortuna che supera ogni altra. Ma se l’uomo viene alla luce, ritornare presto là da dove è venuto, è la migliore sorte che ti rimane». Nell’Edipo a Colono, Sofocle ci consegna uno degli adagi più noti della sapienza greca. Una sapienza tragica, come aveva ben colto Nietzsche nella Nascita della tragedia dallo spirito della musica. Apollineo e dionisiaco, luce e tenebre, l’esistenza umana è un pendolo sospeso tra la non esistenza pre-vita la non esistenza post-mortem. Tuttavia, pensare che vi sia una simmetria tra il non venire al mondo e l’essere annichiliti dalla morte è un’illusione. David Benatar, fratello d’elezione dall’Induismo a Jean Paul Sartre, da Edward von Hartmann a Samuel Beckett, da Peter Wessel Zapffe a Arthur Shopenhauer e Thomas Ligotti. Di Schopenhauer, Leopardi e Cioran, è il catalizzatore del Rejectionism, un modus philosophandi per il quale, direttamente o indiret «Non essere mai nati è la fortuna che supera ogni altra.
Per un esistenzialismo critico. Il rapporto tra etica e storia nella morale dell’autenticità di Jean-Paul Sartre
Il filosofo francese propone contemporaneamente una filosofia morale e una filosofia della storia, sottolineando la necessità di un’etica che possa uscire dalle dinamiche relazionali infernali e dai circoli viziosi della violenza e dell’oppressione che hanno da sempre caratterizzato la storia umana. Nonostante l’incompiutezza del progetto, è possibile ricostruire dove stesse andando il pensiero di Sartre; di più, oggi, si può andare anche oltre lo stesso autore, per indirizzarci verso una teoria normativa in grado di inserirsi nel dibattito attuale. Abbiamo chiamato questa bozza “Esistenzialismo critico”.