
Con il termine farmaco in antica Grecia si indicava non solo un medicamento, una sostanza in grado di curare una patologia, ma anche un veleno. Ippocrate, il padre della medicina, indicava con tale parola qualsiasi sostanza in grado di cambiare lo stato di esistenza di un certo organismo cioè di agire sul suo funzionamento. Ed ancora oggi vige questa definizione che abbraccia la duplice valenza del farmaco, cura o veleno, in molti casi quello che fa la differenza è la dose, la posologia di queste sostanze.
E’ un farmaco quella molecola che apporta beneficio al paziente agendo sullo stato morboso nel quale versa ed è altresì un farmaco l’inquinante ambientale come gli interferenti endocrini, sostanze nocive per la salute umana.
La farmacologia è la scienza che studia, classifica e sintetizza i farmaci e monitora gli outcome del loro impiego in terapia. Come poche altri rami della scienza questa disciplina che ha cambiato la vita e il futuro dell’uomo.
L’origine e l’evoluzione di questa disciplina ricalca il cammino stesso dell’umanità. L’uomo primitivo ha imparato, masticando e ingerendo cortecce, fiori e radici, quali effetti scaturissero dall’uso di queste sostanza, come sonnolenza o disturbi gastrointestinali, ha imparato quanto è nocivo il morso del serpente dagli effetti talvolta fatali che ne seguivano…Fino a circa cinquemila anni fa, quando l’emergere delle grandi civiltà, come quella cinese e indiana, ha portato alle prime classificazione dei farmaci esistenti in natura.
Da allora ad oggi il mondo e la società è cambiata, si è giunti alle nanotech e alla chimica farmaceutica. Sempre nuovi farmaci vengono sintetizzati in risposta a test di farmacogenomica e farmacogenetica: nuovi farmaci intelligenti sono stati messi a punto, sostanze in grado di colpire target specifici, per una terapia il più efficace e personalizzata possibile, nuovi vaccini sono stati ottenuti tramite ingegneria biomolecolare, basti pensare alla pandemia Covid-19.
Il farmacologo si interessa non solo della classificazione dei farmaci ma ne studia l’appropriatezza della prescrizione, l’efficacia e la tossicità secondo le attuali leggi nell’ambito della farmacovigilanza.
Sono di pertinenza farmacologica ad esempio:
- lo studio della farmacocinetica, ovvero delle modificazioni funzionali e biochimiche prodotte da qualunque sostanza attiva;
- la posologia ottima del farmaco, ovvero l’esame delle modalità dell’assorbimento, delle trasformazioni e dell’eliminazione dei farmaci;
- la segnalazione delle forme di allergia (farmacoallergia) o farmacoresistenza;
farmacogenetica, lo studio degli effetti farmacologici in funzione di varianti genetiche degli organismi; - la tossicologia.
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