
In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri su Jeff Buckley.
Il 29 maggio del 1997 Jeff Buckley annega fra le melmose acque del Mississippi. A soli trent’anni scompare uno dei cantautori più talentuosi e tormentati della musica mondiale. In molti ancora si interrogano sulla dinamica della morte di Jeff, ma poi, per quanto se ne discuta, ciò che davvero conta sono soltanto le canzoni. Ancora oggi basta ascoltare “Grace” per innamorarsi di questo artista.
Nell’album, pubblicato il 23 agosto 1994, sono contenuti sette inediti e tre cover tra cui la famosissima versione dell”Hallelujah” di Leonard Cohen. Il successo è stato fulmineo e mondiale, con il cantante osannato contemporaneamente dal pubblico e dai critici musicali.
In questa nostra selezione dei migliori libri su Jeff Buckley abbiamo inserito i testi di più recente pubblicazione sul cantautore e alcuni volumi di approfondimento sulle sue opere: non si può amare la Musica e non conoscere Jeff Buckley.
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Jeff Buckley. La sua vera voce
“Quando tutta questa musica avrà il suono di quello che vuoi dire, allora ne sarà valsa davvero la pena. Sarai qualcosa di completo per te stesso, presente e unico.” Nel 1994, all’indomani della pubblicazione dell’acclamatissimo album di debutto “Grace”, Jeff Buckley è stato salutato da critica e pubblico come uno dei talenti più dirompenti degli anni Novanta. Dotato di un’estensione vocale prodigiosa, in grado di spaziare dal rock al blues, dal jazz all’hardcore, di una sensibilità appassionata e di un gusto eclettico, Buckley era destinato a un futuro luminoso. Tragicamente, solo tre anni dopo perdeva la vita nel fiume Wolf, a Memphis. Aveva trent’anni. Per gran parte della sua vita, Jeff Buckley ha tenuto diari in cui appuntava desideri, obiettivi, ispirazioni e i suoi sforzi creativi e compositivi. La sua era una scrittura straordinariamente dettagliata e appassionata, a tratti nervosa, a tratti divertente e autoironica. Finalmente, grazie al lavoro della madre Mary Guibert e del giornalista David Browne, questi diari sono ora accessibili a tutti e ci restituiscono una visione inedita di Jeff Buckley e della sua vera voce. “In queste pagine, disposte in modo da creare quello che speriamo sia il memoir che non ha mai potuto scrivere, seguiamo Jeff nella sua vita e, per la prima volta, leggiamo ciò che gli è passato per la testa in molti momenti cruciali. Leggiamo i pensieri sulla sua storia musicale e familiare; ricordi vividi e a volte dolorosi dell’infanzia e adolescenza nel sud della California; ricordi del primo trasferimento a New York e dell’incontro con Bob Dylan nel backstage. Siamo testimoni della meraviglia mista a diffidenza quando firma il contratto con la Sony Music, entrando quindi nell’industria musicale mainstream; e del tumulto personale e creativo che lo ha travolto dopo l’uscita di Grace con l’aumento delle aspettative sulla sua carriera. Leggendo, siamo testimoni di momenti di concentrazione e di caos, di gioia e di scoramento. Assistiamo a Jeff che si confronta con problemi di autostima e con la sua voce artistica. Per lui la cosa più importante era restare fedele a se stesso.” Questi scritti, che comprendono anche lettere, appunti, testi di canzoni mai registrate, rappresentano una delle testimonianze più complete che un artista abbia mai lasciato. Insieme a una selezione di oggetti personali – gli strumenti, le collezioni di musica, gli abiti – Jeff Buckley. La sua vera voce ci accompagna nelle profondità della mente e della vita di uno dei musicisti più talentuosi e iconici di sempre.
Jeff Buckley. Una goccia pura in un oceano di rumore
In questo libro “Una goccia pura in un oceano di rumore”, l’autore omaggia la figura umana e professionale di Jeff Buckley, una figura poetica e appassionante, nonché uno dei rappresentanti più puri del rock che ci ha lasciati troppo presto, perso nelle acque torbide del Mississippi, a soli trent’anni. La vita di Jeff è stata una vita da nomade, dalla fanciullezza, da lui stesso definita “spazzatura da roulotte”, a Orange County, in California, all’approdo a Hollywood, poi a New York e a Memphis. La fama era nel suo destino, il destino di un ragazzo delicato, con una voce eterea: il solo album che di lui abbiamo è bastato a portarlo nell’olimpo della musica. In questo bel libro la figura di Jeff Buckley viena raccontata dai ricordi degli amici e degli amanti che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
L’impressione di essere eterno. Interviste perdute
Il 29 maggio del 1997 Jeff Buckley, giovane musicista dal talento cristallino, moriva tragicamente fra le melmose acque del Mississippi, consegnando il suo nome alla leggenda. Diventato immediatamente un mito, imitato e apprezzato tanto dai fan quanto dagli stessi musicisti, ha saputo fissare degli standard quasi irripetibili per quelli che lo hanno seguito. In questo libro – che raccoglie quasi tutte le interviste rilasciate da Jeff nella sua breve vita – il musicista si svela senza filtri né censure fra paure, insicurezze, la carriera in ascesa, il difficile rapporto discografico con la Columbia e i tanti dubbi mentre in sala d’incisione sta registrando il monumentale “Grace”. E poi il successo, la stanchezza per i lunghi tour, il difficile rapporto con le droghe, il fantasma del padre Tim sempre presente…
Once I was. Un ritratto di Jeff Buckley
Il reading musicale “Once I Was” è nato nel dicembre 2013 per rendere omaggio al cantautore americano Jeff Buckley. Il testo tratto dallo spettacolo è un diario ricostruito a partire da fatti realmente accaduti che prende forma attraverso i ricordi dell’artista per raccontare i desideri, le paure e la fragilità di un ragazzo sulla strada del successo e non ancora divenuto il mito che conosciamo. L’intento è raccontare il lato più umano di Jeff evitando di alimentare quella dimensione tragica e misteriosa in cui troppo spesso è stato ingabbiato a causa delle circostanze della sua morte. Un importante contributo in tal senso ci è stato dato dalle parole della sua amica e fotografa Merri Cyr che ci ha traghettati in un flusso di ricordi e immagini capaci di disegnare i contorni di una persona autentica, illuminata da un raro talento. Questo è il nostro ritratto di Jeff Buckley.
Last goodbye. Un tributo a Jeff Buckley. Biografia a fumetti
29 maggio 1997. Il giorno prima di iniziare a incidere il suo secondo album Jeff Buckley, trent’anni, viene inghiottito dal Wolf River a Memphis. Venti anni dopo, sette persone che l’hanno conosciuto in vita scoprono di non essersi rassegnate alla scomparsa della sua stella, la cui luce non ha ancora smesso di brillare.
Dark angel. I testi di Jeff Buckley. Ediz. illustrata
Alla fine contano soltanto le canzoni e poco importa domandarsi cosa accadde veramente a Jeff BuckIey quella sera del 29 maggio 1997. Ci resta invece la sua officina creativa, da Grace a Sketches e ancora oltre, un piccolo canzoniere ispirato da una cultura letteraria tutt’altro che superficiale dove sì intrecciano amore e morte, politica e religione, sogni e incubi: perché non si può cantare la Grazia senza aver prima conosciuto l’intero spettro del buio. Fare musica è come strapparsi pezzi di carne di dosso e il figlio di Tim Buckley nato vicino a Disneyland costringe ancora chi lo ascolta a vibrare forte, suscitando il riverbero di pulsazioni cosmiche profonde: questo sa farlo soltanto un artista. E ogni volta che ci accosteremo ai suoi testi senza cercarvi oscuri presagi sarà il miglior ringraziamento per averci aiutato a trasformare la vita in una faccenda importante.
Touched by grace. La mia musica con Jeff Buckley
Jeff Buckley. Alleluia
Un volume edito per celebrare il cantautore e chitarrista statunitense Jeff Buckley, annegato nel fiume Mississippi all’età di 31 anni. Una biografia del leggendario musicista, e un’antologia delle sue principali interviste.
Sono tantissime le dichiarazioni di stima sul lavoro di Jeff Buckley da parte di illustri colleghi. David Bowie, il Duca Bianco, ha indicato nell’album “Grace” uno dei dieci dischi che avrebbe voluto portare con sé su un’isola deserta, durante una famosa intervista rilasciata per Village Voice. Il musicista Jimmy Page e Robert Plant hanno dichiarato entrambi di considerare l’album di Jeff il loro disco preferito del decennio. Anche Bob Dylan, il menestrello del rock, ha espresso tutta la sua ammirazione per Buckley definendolo uno dei più grandi compositori del decennio.