In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sulla postmodernità.
La postmodernità non ha ancora trovato una definizione univocamente condivisa. Ad oggi con questo termine si indica la cultura nata a partire dagli anni ’80 e caratterizzata dalla scomparsa di quasi tutti i sistemi ideologici tipici della modernità.
La postmodernità è contraddistinta dalla diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione tra gli individui, come i Social Network, e dalla nascita, grazie alla globalizzazione, di una società decentralizzata e dominata dai media, in cui le idee sono semplici simulacri.
Più precisamente possiamo indicare con postmodernità la condizione antropologica e culturale nata dopo il tramonto della modernità nelle società del capitalismo maturo, dagli anni Sessanta del Novecento circa.
In questa nostra selezione dei migliori libri sulla postmodernità abbiamo inserito in cima un libro dello psichiatra e antropologo italiano Paolo Cianconi “Addio ai confini del mondo”, per noi della redazione di LibriNews una lettura imprescindibile per avvicinarsi alla natura della postmodernità, in cui vengono illustrate le caratteristiche di questo nuovo tipo di società, le derive psicopatologiche annesse e tutte le grandi questioni mosse dal postmodernismo. Come a fine della netta distinzione tra i generi, tra mascolinità e femminilità: il nuovo individuo postmoderno, apparentemente più libero che in passato, si rivela in realtà spaesato e irrisoluto, perso nei meandri della moderna società globalizzata.
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Addio ai confini del mondo. Per orientarsi nel caos postmoderno
Paolo Cianconi, medico psichiatra, psicoterapeuta e antropologo firma questo bellissimo libro sulla postmodernità. La nostra società e il mondo stesso ha cambiato volto a partire dal 1980 in poi e due generazioni sono rimaste strette nell’interregno tra due ere: quella oramai superata della modernità e ciò che viene dopo. La società e i suoi vecchi valori si stanno dissolvendo e l’individuo oggi vaga incerto e sperduto nel mondo della globalizzazione, dei social network, della eradicazione della distanza fisica a favore di quella virtuale attraverso il web. Ma siamo veramente più vicini agli altri? Più connessi con le altre persone e con noi stessi? In ambito psicopatologico arrivano i primi importanti fenomeni di disagio, legati soprattutto all’ indifferenza. Questa va identificata nel disinteresse all’esistenza dell’altro, o più propriamente come assenza di riconoscimento della diversità.
Le parole proibite. Senso del sacro e divieti postmoderni
Il proibito è mutato di segno nella mentalità del pensiero debole postmoderno. Non è più la trasgressione in ogni sua forma, non è più il piacere. Ciò che adesso è proibito – perlomeno nel senso di sconveniente, anacronistico, persino ridicolo – è parlare del bene. È al limite di questo precipizio che l’etica, la materia più intrinsecamente umana eppure più ampiamente, storicamente inapplicata, cessa di essere sovrastruttura e si fa a sua volta struttura. Diventa cioè questione di vita o di morte per la sopravvivenza di una società. Riprendere parole come Verità, Bene, Dio non significa imporle o possederle, ma avvicinarle con pudore, accoglierne l’intima luce per rischiarare i sentieri che conducono oltre il nichilismo.
Postmodernità e pandemia. L’uomo marginale ai tempi del Covid-19
Il mondo, come lo si conosceva prima della pandemia del 2020, non esiste più. Messo a nudo di fronte alla Storia, l’uomo postmoderno pare assurgere a fragile espressione di società strutturalmente precarie, rimodellate dal tramonto delle grandi narrazioni di stampo ideologico, dal progressivo indebolimento dei corpi intermedi e dai processi di ri-spazializzazione figli della rivoluzione digitale. Società pervase dal dominio dell’eterno presente, in cui la memoria, svuotata dalle funzioni educative, diventa pallido ricordo e il futuro, da terra di opportunità, assume inquietanti contorni distopici. Società edonistiche, nelle quali la spasmodica ricerca di consenso individuale prevale sull’analisi della complessità e sulla costruzione di verità condivise mediate dalla ragione. Società contraddittorie, dove la corsa alla modernizzazione partorisce asincronie madri di nuove sacche di marginalità: linee di frattura che, sovente, violano le un tempo impenetrabili mura domestiche. Il brusco risveglio imposto dal Covid-19 sarà sufficiente a determinare un cambio di rotta?
Il disagio della postmodernità
Non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicità per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, è altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis. I guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il più felicemente possibile. Ma non è mai esistito, e mai esisterà, un bilancio dove ci sia la voce dell”avere’, ma non quella del ‘dare’. La gioia della vita civile si ottiene solo insieme alla sofferenza, la soddisfazione va sottobraccio al disagio e l’obbedienza alla ribellione. La civiltà, quest’ordine artificiale imposto sul disordine naturale dell’umanità, è un baratto, un compromesso sempre rimesso in questione e volta a volta rinegoziato. “Il disagio della postmodernità” è uno dei libri fondamentali di Bauman. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia capire il suo tempo in tutte le sue implicazioni e le sue contraddizioni.
La condizione postmoderna
Uscito nel 1979, il libro di Lyotard si è imposto fin da subito, e non solo nel dibattito filosofico, come un testo di riferimento. In questo libro l’autore, con radicalità, chiude i conti con la tradizione storico-filosofica del pensiero classico. Una tradizione che aveva segnato con forza, nel bene e nel male, la storia del Novecento. Non più quindi sistemi filosofici e grandi narrazioni basate sull’eredità dell’Illuminismo e sui grandi sistemi emancipativi, in primo luogo l’hegelismo e il marxismo, ma comprensione piena e accettazione di un nuovo modello di pensiero che identifica una nuova idea di modernità, basata essenzialmente sulla rottura netta con il passato: il “postmodernismo” per l’appunto. Questa espressione del filosofo francese fu immediatamente usatissima in tutto il dibattito culturale. Nel cambiamento epocale di paradigma Lyotard identifica un fattore centrale di trasformazione: il sorgere e il mutare di senso dell’apparato di pensiero tecnoscientifico, e con esso l’avanzare impetuoso delle nuove tecnologie, in grado di diventare vere e proprie protesi di linguaggio, cioè modi del pensiero dalla struttura innovativa. Lyotard non intendeva solo valorizzare la tecnoscienza, ma anche, e soprattutto, dare pari dignità a tutti i linguaggi, senza più porre una modalità di pensiero come “superiore” alle altre.
Globalizzazione asimmetrica. L’instabilità e le sfide della postmodernità
Comprendere e governare la globalizzazione asimmetrica è la nuova sfida per tutti gli Stati nel terzo millennio. Viene comandata solo da chi ha una vision precisissima del proprio Paese, ha accesso a informazioni molto riservate, da quelli poi che ne sanno sfruttare rapidamente e sapientemente le sue continue asimmetrie, da quei Paesi infine che impongono il loro gioco con una vasta gamma di “strategie indirette”. L’autore analizza i principali fenomeni legati a questa nuova globalizzazione e gli scenari in cui si muove: dall’Europa della Brexit al nuovo ruolo dell’Italia nel g7; dalla diplomazia muscolare di Trump e Putin alla prossima Cina di Xi Jinping; dal Mediterraneo e il mondo arabo alla diplomazia Vaticana.
Il disagio psichico nella post-modernità. Configurazioni di personalità e aspetti psicopatologici
Il volume propone un viaggio all’interno dell’area-limite della clinica e della psicopatologia dei disturbi di personalità che, nell’epoca attuale, sembrano diffondersi al pari di una normopatia. Attraverso il contributo di autori di elevata esperienza clinica, ma anche attivamente presenti nel panorama scientifico, viene offerto uno scenario dai riflessi mutevoli, di interesse sia per gli specialisti che per il lettore attento a questi temi. Oltre a contributi di ricerca, sarà possibile porsi in ascolto di storie di vita e di sofferenza umana accolte all’interno della relazione terapeutica. In una fase della civiltà umana caratterizzata da una tumultuosa accelerazione del progresso tecnologico, che determina fenomeni di frammentazione e ibridazione culturale e radicali cambiamenti nella sensorialità e nella sfera cognitiva e affettiva, i processi di definizione identitaria rischiano di assumere quelle caratteristiche di eclettismo, indifferenziazione e liquidità proprie dei continui e caotici scambi e relazioni che oggi si realizzano in una miriade di spazi virtuali tecno-mediati. Riflettere su questi aspetti appare indispensabile per un corretto approccio alle patologie della personalità nell’epoca post-moderna.
Note sulla postmodernità
Cosa sta accadendo ai baluardi del moderno? Allo stesso modo della sua declinazione architettonica, la postmodernità è quindi una costruzione plurale fatta di “pezzi” differenti. Il testo tenta di chiarire le caratteristiche di questo mosaico insistendo su alcuni aspetti: la critica della doxa individualista; l’importanza del ludico e della funzione archetipale; la necessità di mettere in gioco, contro il razionalismo dominante, la “ragione sensibile”; l’aspetto essenziale dello spazio, ovvero il fatto che, in misura sempre maggiore, il luogo è il legame.
Cadenze. Note filosofiche per la postmodernità
La postmodernità è in generale la situazione della società e della cultura contemporanee nell’età del capitalismo realizzato. Questo libro si propone di esporre alcune linee di un progetto filosofico e critico per questa cultura, che, in alternativa al pensiero dionisiaco corrente, si presenti come un pensiero lirico della postmodernità. Tale pensiero, nell’assenza della nuova forma, che ancora non c’è, si lascia orientare dalla presenza di quell’assenza. Sospeso tra il passato della modernità e il futuro della postmodernità, che non è ancora configurato, il pensiero filosofico si svolge come una cadenza musicale, che produce significati nel vuoto tra le culture. Su tre temi caratteristici del pensiero postmoderno: la negazione dell’identità e l’affermazione delle differenze, il soggetto infranto, l’assenza di una teleologia nella storia e nella politica, il libro svolge alcune cadenze, nell’intento di proporre un umanesimo postmoderno.
Deleuze e il postumano. Corpo e soggetto nella postmodernità
Che ne è del Corpo e del Soggetto nell’epoca del postumano? Questa la domanda alla luce della quale il volume esamina le molteplici voci del panorama postumanista, ripercorrendone la genesi da un punto di vista storico e teoretico. Consapevoli o meno, infatti, il postumano è il nostro presente, che decide i nostri corpi e qualifica il tipo di soggettività di cui possiamo essere protagonisti. Diventa quindi filosoficamente necessario prenderne le distanze per affrontarlo criticamente, così da poter resistere ad un futuro che sembra già deciso. Questa operazione di distanziamento e messa a fuoco è realizzata assumendo come punto di vista privilegiato la filosofia di Gilles Deleuze. Vengono indagate le implicazioni dell’ontologia immanentista deleuzeana, per evidenziare come questa comporti una teoria del corpo e (quindi) della soggettività alternative al dettato postumanista. Al modello chimerico dell’Ibrido postumano si contrappone la sollecitazione etico-teoretica del Divenire deleuzeano.
Sociologia della postmodernità
«La cosiddetta “postmodernità” non fu che il momento in cui imparammo quali promesse della modernità erano pretese truffaldine o ingenue, quali delle sue ambizioni erano manifestazioni di una e quali intenzioni latenti si nascondevano sotto gli obiettivi dichiarati a voce alta… Il termine “postmodernità” mascherava e nascondeva più di quanto rivelasse il vero senso di ciò che stava accadendo a quel tempo». (Bauman-Bordoni 2015) “Intimations of Postmodernity” (1992) è l’ultimo grande inedito di Zygmunt Bauman tradotto col titolo “Sociologia della postmodernità”. Comprende la sua più autentica dichiarazione di fede in un socialismo umano e la presa di distanza dal comunismo. Il libro che svela la personalità di uno dei più autorevoli pensatori contemporanei prima della liquidità. Prefazione di Carlo Bordoni.
Memoria e postmodernità
Le tematiche economiche e finanziarie, mai come oggi, non sono in grado di assicurare quella qualità umana delle relazioni necessaria alla convivenza civile. Le persone si sentono sempre più impotenti, schiacciate sempre più da una forma di schiavitù non tanto fisica quanto spirituale. Nel popolo si creano artificiosamente contrapposizioni per la politica, per l’economia, per la religione, per la etnia; mentre le élite vengono rese sterili mediante la corruzione. Una società dove il tempo libero è più importante del lavoro. Una società che tende a dividere la popolazione in due classi distinte e separate, quasi inconciliabili tra loro: una elitaria abituata ad operare a livello globale, detentrice dei simboli e un sempre crescente numero di persone con poche speranze di trovare una occupazione e obbligate a vivere con il sostegno dell’assistenzialismo e della carità. Il mito del benessere a tutti i costi è stata la frontiera ingannevole su cui è caduta la dignità umana, il senso della vita, i rapporti umani. La civiltà non viene misurata dai valori ma dalla quantità, dall’egemonia dei mezzi.
Dal divano dell’analista freudiano, Cyborg e tachioni: Capire la postmodernità
Se gli abitanti del futuro riusciranno a scavare nel nostro passato, diciamo tra almeno 100 anni, i resti della nostra civiltà stereotipata includeranno silicone nei seni, protesi artificiali, chip di identificazione, e case molto povere con molte somiglianze con quelle di qualsiasi epoca ma anche con residui di radiazioni di telefoni cellulari o cellulari, come vengono chiamati in Messico, come case con tecnologia all’avanguardia. Come saranno in futuro i nostri spremiagrumi per il caffè e i televisori al plasma?
Postmoderni
postmoderni, con la p minuscola, è una raccolta di poesie sparse scritte in periodi diversi della vita, accomunate tuttavia da tratti stilistici e temi interni: il contemporaneo o meglio (peggio?) il postmoderno; la solitudine; la rete virtuale e la rete reale; le relazioni; l’incomunicabilità; la sintesi e l’analisi; lo scavo psicologico e il volo pindarico; lo scarto surreale; l’essenziale e il superfluo. postmoderni tritura la poesia del Novecento e, fedele al suo titolo, cerca di offrirne una rilettura, o forse semplicemente una riproposizione, consapevole che l’atto poetico o è scomparso o si è moltiplicato all’infinito, di nuovo scomparendo. postmoderni si nutre anche di cinema e dei suoi immaginari; delle sue visioni e dei suoi incubi. Nondimeno, postmoderni vuole anche e ancora essere un atto di (r)esistenza: perpetuare cioè un certo senso morale proprio, se vogliamo, della poesia classica. Anche se, intendiamoci, molto probabilmente ceci n’est pas de la poésie.
Adolescenti della postmodernità. Alla ricerca del Sé sconosciuto
Come può il sistema formativo formale intercettare la generazione dei nuovi adolescenti senza ridurre gli insegnanti a influencer del brand “Scuola”, con tutto quanto ne consegue in termini di reali competenze, di valori e prospettive? Per creare e sostenere e amplificare motivazioni formative coerenti al percorso di autoformazione continua oggi e domani indispensabile, è necessario tener conto: 1. della dimensione digitale cui va riconosciuta nonostante tutto la potenza del genio della lampada di Aladino: funzionale alla rimozione delle disuguaglianze e utile in un progetto di costruzione di una autentica comunità educativa, quando gli attori che la strofinano sanno già cosa chiedere, perché consapevoli di sé, coesi, stabili e vivi di relazioni; diversamente, potenza distruttrice e amplificatrice di incubi e mostri, oltre che di disuguaglianze sociali. 2. della rivincita che il corpo di questi adolescenti s-corporati si prende attraverso patologie psichiche come i comportamenti autolesionisti, costringendoci a interrogarci sui modelli di riferimento che a loro offriamo. Costante sempre l’attenzione generativa, che ci permette di controllare e valutare il processo formativo con un atteggiamento di autenticità e apertura, e ci protegge dalle nostre sicurezze che potrebbero dare tutto per scontato, i risultati, il percorso e l’Altro.
Societing. Il marketing nella società postmoderna
La postmodernità si riflette anche nell’architettura. L’architettura postmoderna si identifica nel ritorno dell’ornamento e per l’utilizzo del citazionismo. E proprio a causa di queste due sue pecularietà è stata anche definita architettura neoeclettica. Nel linguaggio dell’architettura postmoderna trovano grande risalto alcuni elementi di origine classica e neoclassica tipici dell’architettura greco-romana: i critici si dividono tra chi la considera un valido tentativo di reinterpretazione dell’antico al fine di creare un nuovo stile architettonico e chi invece considera l’architettura postmoderna come un tentativo fallito e autoreferenziale di creare un nuovo stile architettonico.