Quali sono i migliori libri su Van Gogh? Quali i volumi da sfogliare per ammirare al meglio le sue opere e quali quelli da leggere per conoscere la sua vita? Ecco una panoramica di ottimi testi riguardanti il grande artista olandese autore di ben 900 dipinti, mille disegni e moltissimi altri schizzi. La nostra panoramica dei migliori testi parte da alcuni splendidi libri illustrati dedicati alle sue opere per poi passare a biografie, lettere, saggi di grande interesse e, per finire, anche un paio di libri adatti ai bambini. La lista include alcuni volumi “classici” e altri molto recenti.
Oltre a rappresentare delle grandi occasioni di scoperta, studio e approfondimento per gli appassionati del pittore olandese, questi libri, data l’immensa popolarità di Van Gogh, rappresentano anche delle ottime idee regalo per qualunque appassionato d’arte.
Ad aprire la nostra lista è l’interessantissimo volume dello stesso Van Gogh pubblicato col titolo “I miei quadri raccontati da me” che racchiude molte lettere del pittore in cui Van Gogh parla delle proprie opere, fornendo un percorso di approfondimento molto peculiare. Da valutare è anche la monografia ottimamente illustrata di Enrica Crispino pubblicata da Giunti, intitolata “Van Gogh. Il colore dell’anima”.
Per chi possiede già diversi volumi dedicati all’artista abbiamo incluso anche alcuni testi di approfondimento più di nicchia, come il catalogo delle opere disperse di De Robertis e Smolizza edito da Ilisso.
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I miei quadri raccontati da me
Follia? Vita di Vincent van Gogh
Una delle più celebri biografie di Vincent Van Gogh, che ci trasporta nella vita dell’artista facendocelo conoscere passo dopo passo, mentre realizza alcuni capolavori assoluti dell’arte moderna e contemporanea e mentre affronta, come sappiamo, durissime vicissitudini.
Van Gogh. Il colore dell’anima
Altro volume illustrato di pregevole fattura e dall’ottima qualità di stampa pubblicato da Giunti e a cura di Enrica Crispino. Riporta un’ampia selezione di opere con alcuni zoom per l’analisi dei dettagli, con sintetico accompagnamento di testi, molto utili e ben organizzati.
Lettere a Theo
Van Gogh. L’autobiografia mai scritta
Grande opera biografica recente di un grandissimo esperto d’arte, Marco Goldin, caldamente consigliata per la sua completezza, per l’acume del critico curatore, per l’accuratezza e la profondità del racconto della vita dell’artista. Dello stesso autore segnaliamo anche lo splendido “Gli ultimi giorni di Van Gogh” edito da Solferino, in cui Goldin fa parlare il pittore immaginandone le parole, portando avanti una narrazione molto coinvolgente.
Melanconia e creazione in Vincent van Gogh
Un libro per una prospettiva diversa, eminentemente psicanalitica, firmato da Massimo Recalcati. Un’indagine, in particolar modo, sul sentire malinconico dell’artista, sulle sue psicosi e il legame tra tutto ciò è il processo creativo.
Le opere disperse
Un volume assolutamente particolare, una vera e propria investigazione alla ricerca delle opere perdute dell’artista. Consigliato per appassionati che hanno già una buona conoscenza della produzione di Van Gogh.
Scrivere la vita. 265 lettere e 110 schizzi originali
Vincent Van Gogh e i colori del vento
Un volume adatto ai più piccoli. Età di lettura: a partire dai 7 anni.
Cenni biografici
Vincent Willem Van Gogh (nato a Zundert nel 1853 e mort a Auvers-sur-Oise nel 1890), è considerato uno dei più grandi pittori di tutti i tempi. Produsse circa 900 quadri e oltre 1000 disegni. Come è noto l’artista soffrì di disturbi mentali e morì suicida ancora giovane, a 37 anni di età. Benché avesse iniziato a disegnare in tenera età, si dedicò alla pittura solo quando aveva compiuto 27 anni, con molti dei suoi capolavori realizzati nell’ultimo biennio della sua vita.
Il rapporto particolare e importantissimo con il fratello Theo è testimoniato dal libro riportato sopra, “Lettere a Theo”, dal quale è possibile comprendere molte delle sfumature assunte dalla vita di Van Gogh. Il padre del pittore era un pastore protestante di Zundert. Vincent ebbe modo di lavorare in diverse case d’arte all’Aja, a Londra e a Parigi, dove si trasferisce nel 1875. Il suo soggiorno nella capitale francese diede modo a Van Gogh di conoscere l’impressionismo, le stampe giapponesi e molti importanti pittori dell’epoca.
Nel 1880 l’artista abbandona il lavoro e gli studi religiosi per dedicarsi a tempo pieno alla pittura di poveri lavoratori. La sua salute mentale si deteriora progressivamente, ed è noto che Van Gogh soffrì di allucinazioni e di comportamenti ossessivi. La morte giunse dopo un’impressionante serie di vicissitudini, nel 1890, quando Vincent decise di togliersi la vita in un campo.
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