In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sulla medicina difensiva (MD), tema di larga e sempre più diffusa attualità in ambito sanitario e legato alla prevenzione di eventuali responsabilità medico-legali susseguenti alle cure mediche prestate da parte del personale sanitario.
Sempre più pazienti, in maniera sensata o meno, tendono a ricercare la responsabilità medica e a chiedere eventuali risarcimenti, a seguito di prestazioni sanitarie.
La medicina difensiva (MD) si occupa, praticamente, delle condotte e dei comportamenti adottati dal medico per difendere se stesso contro eventuali azioni di responsabilità medico-legali seguenti alle cure mediche prestate.
Sempre più spesso i medici si preoccupano di prevenire il rischio di denunce legali da parte di pazienti (o da parte dei loro familiari) per negligenza o condotte correlate alla “malasanità”.
Il timore di contenziosi in ambito giudiziario porta i medici a richiedere prestazioni aggiuntive che comportano un incremento artificiale delle spese sanitarie.
In letteratura la pratica della MD si divide in due sottocategorie chiamate:
- MD positiva: la tendenza dei medici di prescrivono visite e/o esami superflui;
- MD negativa: la tendenza dei medici di rifiutare di curare pazienti ad alto rischio.
In questo nostro articolo sui migliori libri di medicina preventiva abbiamo inserito i testi di più recente pubblicazione su questo tema di grande attualità in ambito sanitario e sociale: la condotta del medico che, nel prendere decisioni cliniche in merito ad un paziente, si preoccupa prima di tutto di evitare il rischio di conseguenze giudiziarie, sacrificando allo scopo la tutela della salute del malato, danneggia, infatti, non solo se stesso e il paziente ma anche l’intero SSN.
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Medicina difensiva e colpa professionale medica in diritto penale
Il volume si incentra sul rapporto esistente tra diritto penale e medicina difensiva, privilegiando nello specifico il profilo della responsabilità per colpa. Il progressivo aumento del contenzioso giudiziario e la non agevole individuazione delle norme precauzionali poste a fondamento dell’imputazione colposa favoriscono la diffusione di prassi difensive, con il rilevante rischio che le regole di condotta elaborate dalla giurisprudenza assurgano impropriamente a criterio guida dell’operato del sanitario. L’adozione di una prospettiva intrasistematica ha portato ad una revisione critica degli assetti giurisprudenziali più consolidati, nel tentativo di porre in luce talune strumentalizzazioni delle categorie dogmatiche, spesso motivate dalla necessità di colmare rilevanti ostacoli probatori, ma in aperto contrasto con gli ineludibili diritti di garanzia che caratterizzano il ricorso all’extrema ratio sanzionatoria del diritto penale.
Medicina difensiva e il diritto penale. Tra legalità e tutela della salute
Il volume affronta una delle tematiche più delicate in materia di rapporti tra attività medica e diritto penale, secondo la particolare angolazione della c.d. medicina difensiva. Tale atteggiamento della classe medica evidentemente trova la sua origine in una giurisprudenza che, dopo un’iniziale larghezza di vedute, progressivamente è diventata sempre più severa nei confronti del trattamento medico-chirurgico sino addirittura a sconfinare dal tradizionale settore dei reati colposi fino alla preterintenzione e talvolta al c.d. dolo eventuale. Da qui lo svilupparsi di un atteggiamento difensivistico da parte della classe medica che, anziché rischiare un procedimento penale, ha preferito astenersi dall’intervenire. Va di contro rilevato come più di recente la giurisprudenza, segnatamente con la sentenza della Cassazione a sezioni unite, ricorrente Giulini, ha cercato di costruire un più equilibrato rapporto tra istanze punitive e istanze garantistiche, ritenendo non integrante il fatto tipico del delitto di lesioni da parte del medico in particolare se l’esito dell’operazione è risultato favorevole anche se privo del consenso del paziente. Per evitare il perpetuarsi di questa situazione, il governo tecnico a guida del Sen. Monti ha varato il c.d. decreto Balduzzi, che ha reso penalmente rilevante l’operato del medico solo nell’ipotesi di colpa grave e a condizione che siano state osservate le linee guida e le buone pratiche cliniche.
La medicina difensiva. Questioni giuridiche, assicurative, medico-legali
L’opera si pone come strumento di ausilio per tutti coloro che si occupano di responsabilità professionale sanitaria. Si cerca di analizzare l’esigenza della adeguata “informazione” che risulta una priorità non solo del paziente, ma anche di chi in concreto se ne prende cura, e che non infrequentemente si sente condizionato nelle sue scelte diagnostiche e terapeutiche più dal timore di incorrere in “guai” giudiziari, che dal perseguire ciò che “scienza e coscienza” gli consiglierebbero. Parimenti non trascurabile è la necessità di una mirata informazione anche degli “addetti ai lavori” non sanitari (avvocati, assicuratori ecc.) riguardo a temi che necessariamente richiedono approfondimenti e aggiornamenti continui. Identificando la Medicina Difensiva come una forma patologica del fare medico, sarebbe forse stato meglio procedere alla disamina dell’argomento in discussione attraverso i seguenti capitoli: anamnesi, esame obiettivo, diagnosi, prognosi e cura.