In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri di olivicoltura per scoprire trucchi e segreti nascosti nell’antichissima pratica della coltivazione della pianta di olivo.
Bisognerebbe imparare dagli ulivi a lasciarsi modellare dal vento senza perdere il proprio carattere.
(Fabrizio Caramagna)
Nel nostro paese parlare di olivi significa parlare della Puglia, terra magnifica caratterizzata da distese a perdita d’occhio di questi giganti sempreverdi secolari, dai magnifici e suggestivi tronchi, simboli della tradizione economico-culturale pugliese.
L’olivo è una pianta longeva che può vivere anche mille anni.
Da una decina d’anni circa questi antichi giganti non sono però più quelli di un tempo: l’arrivo della Xylella fastidiosa, uno dei batteri fitopatogeni più pericolosi in natura, capace di colonizzare i vasi xilematici dell’ospite, causandone l’ostruzione ed il conseguente disseccamento ha devastato il mondo dell’olivicoltura pugliese. Si calcola che circa il 40% degli esemplari presenti in Puglia sono stati infettati dal batterio della Xylella.
I danni non sono solo di tipo economico, il disseccamento degli ulivi ha comportato la distruzione del paesaggio e un colpo al cuore all’anima stessa degli abitanti delle sue terre.
L’ulivo non è solo una pianta, l’ulivo è cultura.
Tradizionalmente quando parliamo di olivicoltura intendiamo tutte le tipologie e i trucchi legati alla coltivazione della pianta di olivo e dei suoi frutti.
L’olivicoltura moderna abbraccia invece la complessità delle attività legate all’intera filiera produttiva che parte dalla selezione dell’esemplare alla vendita del pregiatissimo olio ricavato dalle olive.
In questo articolato processo concorrono diverse fasi e diverse figure professionali: il vivaista, l’agricoltore (produttore), la lavorazione nel frantoio, fino alla distribuzione commerciale del prodotto finito (il pregiatissimo olio di oliva famoso in tutto il mondo per le eccezionali proprietà nutritive ed organolettiche).
L’ulivo è un simbolo della sacralità nel mondo mediterraneo, araldo della prosperità sin dall’antica Grecia, pianta legata all’identità culturale del paesaggio e degli abitanti delle zone in cui l’olivo viene tradizionalmente coltivato. Nel Salento gli ulivi non sono solo il cuore della produzione agroalimentare pugliese ma simbolo sacro del territorio e della popolazione salentina.
La coltivazione delle olive è stata gravemente colpita dall’epidemia di Xylella scoppiata nel 2013, la fitopatologia più grave oggi presente in Europa: più di 6,5 milioni di alberi di ulivo in Puglia sono stati infettati, causando un gravissimo danno economico alla produzione olivicola salentina.
Nella Grecia antica l’ulivo si diffuse al pari dell’evoluzione della civiltà, la morte di questi giganti millenari nel Salento, anche ad opera delle conseguenze della globalizzazione, è una ferita profonda nel cuore del nostro Paese. Nella nostra selezione dei migliori libri di olivicoltura troverete i testi di più recente pubblicazione sull’argomento con una piccola appendice sulla Xylella fastidiosa, il terribile patogeno che sta devastando la piantagione degli ulivi e uccidendo tantissimi esemplari millenari, sperando che si riesca al prima a trovare una cura efficace per questa terribile piaga.
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Tecnologie di lavorazione delle olive in frantoio. Rese di estrazione e qualità dell’olio
Il libro riunisce i più importanti risultati che la ricerca ha conseguito negli ultimi anni nello studio dei vari sistemi meccanici utilizzati negli oleifici industriali e dei relativi impianti dedicati all’estrazione meccanica dell’olio dalle olive. La sintesi contempla non solo la comparazione aggiornata delle efficienze estrattive tra le varie tipologie d’impianto ma considera anche l’efficacia delle macchine operanti la frangitura delle olive e la gramolazione delle paste ottenute, operazioni di notevole importanza ai fini della resa e della qualità, chimica e organolettica, dell’olio estratto, trattando inoltre l’impiego dei coadiuvanti di estrazione e l’adozione del rinnovato ciclo della doppia estrazione dell’olio, meno comuni in Italia. Uno specifico capitolo è stato dedicato alle tecniche di conservazione dell’olio vergine di oliva in relazione al mantenimento della qualità nel tempo e un altro alla tematica dei sottoprodotti dell’oleificio e del loro impiego quale fonte di energia rinnovabile (sanse) e quale fonte di macro-elementi e sostanza organica (acque di vegetazione), in un’ottica di economia circolare e agricoltura sostenibile.
Oleum. Qualità, tecnologia e sostenibilità degli oli da olive
Il volume copre l’intera filiera: dalle caratteristiche compositive alla qualità dell’olio, in relazione alle variabili agronomiche e tecnologiche di produzione, alla valorizzazione dei co-prodotti d’estrazione, in un’ottica di economia circolare, fino agli aspetti normativi relativi alla commercializzazione. Vengono inoltre esaminate le più moderne metodiche analitiche sia per indagare la caratterizzazione e l’origine geografica degli oli sia per approfondire gli aspetti relativi alle fonti di contaminazione e di sicurezza alimentare. Largo spazio trovano inoltre le innovazioni di processo nel settore dell’estrazione meccanica degli oli vergini di oliva. Un capitolo è completamente dedicato al rapporto tra consumo di olio d’oliva e salute.
Potatura dell’olivo. Metodo COLP. Ediz. a colori
La spiccata longevità e l’adattabilità fanno dell’olivo una pianta versatile che però tenderà sempre a divenire ciò che è in natura e cioè un cespuglio. Il Metodo COLP (Conoscenza, Osservazione, Lettura, Potatura) è una forma di allevamento cespugliata piramidale, dove ogni parte di pianta dialoga in equilibrio con le altre, per conferire all’olivo il maggior impeto vegetativo e il maggior carico produttivo possibile. Fusione di concetti e forme di allevamento e potatura (Monocono, Vaso Policonico, Globo ecc.) coniugate con la legatura di parti della pianta, il metodo COLP ha l’obiettivo di mantenere e rendere maggiormente performanti gli scenari olivicoli tradizionali, assecondando, senza stravolgerla, la natura stessa della pianta.
Olivicoltura. Coltivazione, olio e territorio
In una moderna olivicoltura sono possibili diverse scelte progettuali ognuna delle quali, implicando l’adozione di un diverso modello di coltivazione e di un diverso livello di meccanizzazione, conduce a differenti risultati economici. È opportuno, saper valutare fin dall’inizio la scelta tecnica migliore per riuscire ad ottimizzare la redditività dell’impresa, evitando dolorosi interventi agronomici successivi. L’innovazione delle tecniche colturali da praticare nell’intero ciclo vegetativo e produttivo dell’olivo e la realizzazione di modelli olivicoli costituiscono quindi “le fondamenta” per ottenere un sistema oleicolo nel quale la gestione tecnica ed economica dell’oliveta è parte integrante e primaria del processo produttivo di un olio “da olive”, la cui elevata qualità e tipicità sono il vero traguardo dell’olivicoltore anche sul piano dei risultati economici.
Potatura e forme di allevamento dell’olivo
La potatura è un’operazione fondamentale nella gestione dell’oliveta e può incidere in modo rilevante sull’entrata in produzione, sulla produttività e sui costi della coltura. La coltivazione moderna, mirata al conseguimento di elevate produzioni di alta qualità al costo più basso possibile ed ad una gestione compatibile con l’ambiente e sostenibile nel tempo, deve ottimizzare le risorse durante il ciclo produttivo dell’olivete. L’obiettivo di questo libro rimane di riassumere in modo organico le informazioni più aggiornate possibile sulle tecniche di potatura e sulle forme di allevamento consigliabili per l’olivo. Le nuove parti riguardano principalmente la gestione della chioma negli oliveti ad altissima densità, il recupero e l’utilizzazione del materiale di potatura, gli attrezzi per la potatura e le problematiche inerenti la ricostituzione della chioma, con due nuovi paragrafi sugli interventi necessari per ridurre l’altezza degli alberi e la potatura di riforma dal monocono al vaso.
L’olivo a vaso policonico. Terroir e sostenibilità
Il tessuto olivicolo nazionale è formato in gran parte da aziende in cui le dimensioni e la tipologia degli alberi impediscono un’efficiente meccanizzazione, con conseguenti costi di produzione non sostenibili. Questo porta spesso all’abbandono o alla poca cura dell’oliveto a causa della bassa redditività e l’incuria può portare all’innesco e alla diffusione di patologie pericolose. In questo libro gli autori analizzano la filiera in senso agronomico e di prodotto con intenti formativi, proponendo una forma d’allevamento che semplifica la potatura con effetti positivi sul massimo potenziale produttivo degli alberi e sulla riduzione dei costi, permettendo di adottare in seguito meccanizzazioni adeguate. La produzione di frutti sani, raccolti integri al giusto grado di maturazione e destinati tempestivamente all’estrazione, permetterebbe la piena valorizzazione economica dell’ampia biodiversità olivicola italiana e una giusta remunerazione dei produttori.