In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sulla Preistoria, il periodo storico antecedente alla scrittura e che può essere studiato solo attraverso dati archeologici, paleontologici e antropologici.
La parola Preistoria deriva dal latino ‘præ’ (prima) + ‘historia’ (storia), traducibile letteralmente come ‘prima della storia’, intesa in questo contesto, come quel periodo che precede la scrittura.
Si tratta, cioè, di quel ramo del sapere che studia le società che non hanno potuto lasciare testimonianze scritte, ossia di quei gruppi umani che hanno popolato la terra prima dell’invenzione della scrittura. La Preistoria copre un periodo temporale molto vasto che può essere fissato a partire da circa 2 milioni di anni fa, quando compaiono le prime testimonianze della cultura materiale, le ‘pietre del fulmine’, fino alla nascita delle società complesse del Vicino Oriente o all’inizio dell’età dei metalli nel Vecchio Mondo.
La preistoria viene convenzionalmente suddivisa in tre macro-periodi:
- Età della pietra periodo caratterizzato dalla produzione di prodotti litici, in legno, osso e pelle che comprende il paleolitico, il mesolitico, il neolitico e il calcolitico;
- Protostoria periodo caratterizzato dall’utilizzo dei primi strumenti di metallo e che comprende l’Età del bronzo e l’Età del ferro.
Se convenzionalmente con l’invenzione della scrittura si fissa, temporalmente parlando, la conclusione del periodo della civiltà umana chiamato preistoria, la fase successiva, la storia vera e propria, si considera iniziata, generalmente, con la nascita delle tre grandi civiltà mondiali, chiamate ‘civiltà idrauliche’, così chiamate perché costruite intorno a grandi fiumi e grazie a questi ultimi, con opere di ingegneria idraulica, sono state in grado di far prosperare un’economia di stampo agricolo. Queste sono la civiltà dell’antico Egitto , sorta sulle rive del fiume Nilo, quella Mesopotamica , tra i fiumi Tigri e Eufrate e infine la civiltà della valle dell’Indo sul fiume Indo.
Nella nostra selezione dei migliori libri sulla Preistoria e la Protostoria troverete tutti i testi per approfondire ognuno dei periodi che caratterizzano la civiltà umana ante-scrittura, dall’Età della Pietra in poi. Con in chiusa, una piccola appendice dedicata ai bambini ed ai ragazzi.
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Protostoria – l’Età del bronzo e Età del ferro
L’Italia nell’età del bronzo e del ferro. Dalle palafitte a Romolo (2200-700 a. C.). Con aggiornamento online
L’età del bronzo e del ferro viene spesso immaginata come un tempo nel quale gli uomini vivevano senza regole, incapaci di pensiero razionale. Questa idea nasce dalla convinzione che nulla di importante possa essere avvenuto prima dei vertici di civiltà raggiunti dalla Grecia classica e da Roma. In realtà, almeno dal Paleolitico Superiore i nostri antenati preistorici e protostorici sono biologicamente identici a noi, con le stesse capacità e potenzialità fisiche e intellettuali. Ricostruirne in una prospettiva di lungo periodo i processi di sviluppo e di trasformazione nella cultura, nelle forme di organizzazione, nel livello di avanzamento tecnologico, equivale quindi a esplorare la nostra storia più antica. Il libro, attraverso l’analisi delle tracce materiali lasciate dalle comunità dell’età del bronzo e del ferro, descrive i percorsi di formazione dei protagonisti della storia antica: latini, etruschi, fenici, greci. Oltre a un ricco apparato iconografico, i materiali online contengono un’ampia sezione teorico-metodologica.
I Popoli del Mare e il Mediterraneo orientale: storia e archeologia tra l’Età del Bronzo e il Primo Ferro
Il presente scritto, dal titolo “I Popoli del Mare e il Mediterraneo orientale: storia e archeologia tra l’Età del Bronzo e il Primo Ferro”, tratterà un argomento piuttosto ampio e alquanto dibattuto dagli studiosi. Ancora oggi ci sono molti studi in corso e varie pubblicazioni che portano alla formulazione di numerose ipotesi, alcune delle quali sfociano nella fantasia e nel fanatismo più spinto. L’argomento in questione riguarda i Popoli del Mare e il loro ruolo nella storia durante la fine dell’Età del Bronzo ed il Primo Ferro. In questo lavoro si cercherà di dare una breve descrizione del fenomeno delle invasioni dei Popoli del Mare, presentando le varie componenti etniche che sono raggruppate in tale termine ormai divenuto convenzionale. Si presenteranno anche le varie teorie riguardanti la loro identificazione e provenienza geografica e, come si vedrà, queste sono piuttosto varie e per certi versi discordanti tra di loro.In seguito verranno presentate le fonti scritte e, successivamente, iconografiche riguardanti i Popoli del Mare e, in particolare, gli Sherdana. Le fonti, come si vedrà nel dettaglio, sono numerose e trattano vari argomenti, specialmente quelle egizie, che risultano le più consistenti (rispetto a quelle ugaritiche, ittite e cipro-minoiche).Si proseguirà nell’analizzare la fisionomia e la cultura materiale di questi popoli, ovviamente da ciò che si può dedurre dall’analisi iconografica fornita dai rilievi egizi del tempio funerario del faraone Ramses III a Medinet Habu. Infatti dall’osservazione del vestiario, dell’armamento, ma anche di alcuni dettagli restituiti dalle scene della battaglia terrestre di Djahy e di quella navale nel delta del Nilo (tra Ramses III e la confederazione dei Popoli del Mare), si possono trarre delle interessanti informazioni riguardo la cultura e l’identità di questi popoli.Durante lo svolgimento di tale scritto, si tenterà di affiancare alle numerose fonti scritte ed iconografiche l’apparato archeologico, per poter confermare scientificamente ciò che la teoria ha proposto nella storia degli studi riguardante tale argomento.Infatti, l’archeologia, è sicuramente decisiva per un approccio scientifico ed obiettivo su queste questioni, le quali, come si vedrà, non sono di facile analisi.
Cimeli d’identità. Tra Etruria e Sardegna nella prima età del ferro
L’Età della pietra: Paleolitico, Mesolitico, Neolitico e Calcolitico
Preistoria. L’alba della mente umana
La preistoria è la storia del divenire umano, dei nostri primi antenati e della comparsa dell’Homo Sapiens, delle origini dell’agricoltura e della nascita della civiltà. Ma la Storia inizia con le prime testimonianze scritte risalenti a poche migliaia di anni fa, quindi lo sviluppo dell’uomo dei primordi va ricostruito grazie ai reperti archeologici. Possiamo osservare l’inarrestabile avanzata del progresso nell’architettura, nelle tecnologie, nella cultura e nei viaggi oltre ad ammirare i prodotti stessi della civiltà umana: lingua, letteratura, musica e arti visive. Ma come si svilupparono tali conquiste della mente? Renfrew ripercorre qui le tracce dello sviluppo della mente umana, sottolineando i cambiamenti cruciali verificatisi 10.000 anni fa che portarono allo sviluppo di società complesse in varie aree geografiche: e alle prime città. La chiave per decifrare tale processo evolutivo risiede nel nostro DNA rimasto sostanzialmente inalterato per 200.000 anni, ma anche nelle affascinanti conquiste della nostra mente. L’approccio dell’archeologia cognitiva vivamente ed efficacemente caldeggiato dall’autore consente di delucidare perché il mondo umano cambiò cosi radicalmente negli ultimi 10.000 anni.
Preistoria. Con estensione online
La preistoria è donna. Una storia dell’invisibilità delle donne
e
L’ultimo Neanderthal racconta. Storie prima della storia
Neandertal. Vita, arte, amore e morte
Archeologia del Neolitico
Il processo di diffusione del Neolitico in Italia è articolato da dinamiche complesse, che scavi e studi recenti consentono di percepire in forme molto più estese di quanto non fosse possibile sino a pochi decenni or sono. Lo sviluppo delle tecniche di scavo stratigrafico e di datazione radiometrica, le nuove metodologie di analisi del territorio e dell’insediamento e la più estesa e approfondita conoscenza delle forme dell’abitare e del rituale hanno enormemente sviluppato la nostra capacità di comprensione di quest’epoca cruciale della preistoria, rendendo possibile un nuovo quadro di sintesi delle tematiche principali.
Le cattedrali della preistoria. Il significato dell’arte rupestre
Come affreschi che emergono dalla penombra di grandi cattedrali gotiche, le immagini della preistoria si offrono ai nostri occhi da pareti di roccia situate in caverne sotterranee quasi inaccessibili: cavalli, bisonti, tori, dipinti circa trentamila anni fa con toni brillanti di arancio, nero, marrone e giallo. Le figure umane scarseggiano e non ci sono alberi né prati o sfondo. Spesso gli animali si sovrappongono, a volte sono accompagnati da simboli o da impronte di mani. Da grotta a grotta l’arte è misteriosamente simile. Chi ha eseguito questi straordinari disegni? Perché i CroMagnon europei, cacciatori-raccoglitori, si sono spinti sottoterra per raffigurare animali che guardano fisso, da un lontano passato? Amir Aczel accompagna il lettore in un viaggio alla ricerca di quanto possano rivelare le antiche pitture rupestri sulle origini del linguaggio, dell’arte e del pensiero umano.
Archeologia del Paleolitico. Storia e culture dei popoli cacciatori-raccoglitori
La civiltà dei sardi. Dal paleolitico all’età dei nuraghi
L’economia dell’età della pietra
Nascita delle divinità, nascita dell’agricoltura. La rivoluzione dei simboli nel Neolitico
Gerico. La rivoluzione della preistoria
Uruk la prima città
La transizione neolitica e la genetica di popolazioni in Europa
I migliori libri sulla Preistoria per bambini e ragazzi
Nocedicocco nell’età della pietra
Bestie preistoriche. Da vicino. Ediz. a colori. Con gadget
Preistoria. L’evoluzione della vita sulla Terra
Storie della preistoria. Ediz. speciale
In questo libro, superando gli schemi e la morale talvolta spietata delle favole classiche, Moravia non veste i panni del vecchio saggio o del sentenzioso maestro ma con illimitata fantasia e con sorprendente arguzia narra le avventure e le disavventure di una grande folla di animali umanizzati. O meglio: di uomini che si nascondono dietro una maschera animalesca. Come sempre accade con le favole, il debole si mescola ai forti, l’ingenuo agli astuti, il buono ai cattivi. Qui però la verità non ha le tinte della tragedia o i toni della farsa perché Moravia, attento conoscitore degli uomini, non rinuncia mai alla speranza, così che il lettore possa imparare divertendosi. Le sue storie si propongono, semplici, efficaci, esilaranti, per una lettura accattivante e per un’interpretazione autonoma e personale, adatta tanto al lettore adulto quanto a quello bambino. Sullo sfondo del tempo-senza-tempo della favola Moravia si è divertito a portare alla luce, con un’euforica libertà d’invenzione controllata da uno spirito razionale e avveduto, quell’immaginazione pura che il romanzo e il racconto realistici sono costretti a elaborare e a nascondere.