In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri di psicologia analitica, una importante teoria psicologica di Carl Gustav Jung che ne coniò il termine dopo lo ‘scisma’ dal suo maestro Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi.
La psicologia analitica è un complesso modello di funzionamento della psiche che presuppone l’esistenza, oltre che di un inconscio individuale, anche di un inconscio collettivo, portatore di immagini primordiali o archetipi.
L’inconscio personale non è per Jung il “luogo del rimosso” freudiano, un contenitore vuoto alla nascita che verrà poi arricchito dal vissuto personale, al contrario questo recipiente psichico è popolato da figure interiori e da un’immagine, un daimon, che è unico e solo nostro di cui non siamo consci quando veniamo al mondo.
È il daimon che ci ricorda il contenuto della nostra immagine, la vocazione che è in noi da sempre, che per lunghi periodi può restare segreto, essere ignorato, ma che prima o poi ci chiamerà a sé.
L’inconscio non è soltanto male, ma è anche la sorgente del bene più alto; non è solo buio ma anche luce, non solo bestiale, semi-umano, demoniaco, ma sovrumano, spirituale e, nel senso classico del termine, “divino“.
Carl Gustav Jung
Nella nostra selezione dei migliori libri di psicologia analitica abbiamo inserito i testi cardine sull’argomento che esplorano questo complesso di teorie psicoanalitiche e di prassi psicoterapeutiche.
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Psicologia analitica. Prospettive contemporanee di analisi junghiana
Questo libro lavora su quelli che gli autori chiamano assi: l’intellettuale-storico – che non forma solo la matrice culturale per il modello della psiche di Jung, ma si comporta anche da cornice per il successivo sviluppo intellettuale e organizzativo della psicologia analitica; e l’evolutivo – che comprende la riconsiderazione e la rielaborazione di concetti centrali della teoria e del metodo. Fin dal suo primo capitolo, che considera la storia della psicologia analitica, il libro mantiene e combina l’attenzione sul passato, il presente e il futuro. Gli autori attingono al corpo del lavoro di Jung, lo mettono a fuoco e, fino a un certo punto, danno forma all’attuale stato della psicologia analitica e indicano aree future di indagine. Descrivendo gli sviluppi degli studi neuroscientifici, evolutivi, psicoanalitici, filosofici e storici sia gli autori che i curatori invitano il lettore a entrare in un importante territorio interdisciplinare. Nonostante la sua natura specializzata e la complessità delle idee che contiene, questo volume si mantiene leggibile, accessibile e stimolante sia per un pubblico generale, di professionisti che per chi si occupa di psicologia analitica.
Frammenti di psiche. Processi traumatici complessi e psicologia analitica
Il libro, nel suo complesso, si costituisce come un ponte attraverso cui realizzare un incontro strutturato e approfondito tra uno dei temi più discussi e più studiati di questi ultimi anni, quello dei processi traumatici complessi, e la psicologia analitica. Un incontro fin qui mai affrontato organicamente, ma divenuto ineludibile alla luce della centralità, nel corpus teorico junghiano, dei concetti di dissociazione psichica e dei complessi autonomi a tonalità affettiva. Il recente superamento del concetto unitario di trauma ha coinciso infatti con l’identificazione di una tipologia di esperienze traumatiche con caratteristiche specifiche, potenzialmente capaci di indurre quadri psicopatologici complessi e impegnativi, accomunati da alterazioni profonde di tipo dissociativo. L’attenzione rivolta dai clinici e dai ricercatori verso i processi traumatici complessi ha (ri-)portato al centro del dibattito clinico il tema dei fenomeni dissociativi e della dissociabilità psichica, anche attraverso la riscoperta delle straordinarie intuizioni di autori, come Pierre Janet, che per decenni erano stati “dimenticati”. Numerosi studi critici, del resto, hanno evidenziato lo stretto collegamento delle idee junghiane al pensiero di Janet, in particolare riguardo alla concezione generale dell’architettura psichica. I concetti junghiani di dissociabilità della psiche e di complesso autonomo a tonalità affettiva appaiono dotati di inesauribile valore euristico e concettualmente (quanto mai) appropriati per l’elaborazione di un modello interpretativo originale, permeabile ai dati clinici e neurobiologici più recenti e dialogante con altri modelli teorico-clinici, che possa supportare sia il lavoro clinico, sia la ricerca e la definizione di forme e modalità d’intervento più appropriate ed efficaci.
Dizionario di psicologia analitica
«”Irrazionale”. Uso questo concetto non nel senso di “antirazionale”, ma in quello di “extrarazionale”, ossia di ciò che non può essere fondato sulla ragione. Ne fanno parte i dati di fatto elementari, ad esempio che la terra ha un satellite, che il cloro è un elemento, che l’acqua raggiunge la sua massima densità a 4°C. Una lunga esperienza mi ha insegnato che proprio nei lavori di psicologia non si è mai abbastanza cauti nell’uso di termini e di concetti, giacché in nessun campo i concetti subiscono maggiori variazioni che in quello della psicologia; le quali variazioni spesso danno adito ai più irriducibili malintesi».
La psicologia analitica. Una scienza moderna
Jung sentiva in modo forte l’esigenza di dimostrare la natura scientifica della psicologia analitica e, definendosi l’empirista, sottolineava il suo punto di vista esclusivamente fenomenologico, in contrasto con altri approcci basati su preconcetti speculativi e idealistici. Gli autori di questo volume, appartenenti alla Società di Psicologia Analitica londinese, affrontano il complesso lavoro di Jung cercando di distinguere tra le tesi essenziali e gli aspetti marginali della sua teoria. Lo studio della strutture della psiche nelle sue impostazioni teoriche ed evidenze cliniche – si concentra, in molti contributi, sullo sviluppo del bambino e sulla pratica della terapia infantile. Quello centrato sul bambino era, infatti, un interesse particolarmente forte tra gli analisti londinesi. Molti di loro sono approdati alla psicologia analitica dopo essersi dedicati all’infanzia in altri ambiti pratici, e i loro studi ed esperienze hanno contribuito a chiarire e ad arricchire le teorie derivate dal lavoro di Jung.
descrizione
Il campo analitico e le sue trasformazioni
Il volume illustra il modello postbioniano del campo analitico, che sta emergendo internazionalmente come un nuovo paradigma in psicoanalisi. Fra i temi trattati, la metafora, la confrontazione, l’influsso di Merleau-Ponty sulla psicoanalisi, la figura di Grotstein, la componente artistica del lavoro dell’analista. Il modello del campo analitico rifiuta di immobilizzare rigidamente i fatti dell’analisi all’interno di un quadro storico o di una visione esclusivamente intrapsichica del soggetto. L’intenzione è invece far emergere la storicità del presente, il modo in cui il campo emotivo inconscio determinato dall’incontro fra analista e paziente prende forma istante per istante. A partire da un sottile gioco di identità e di differenza, analista e paziente sono visti come impegnati in una sorta di “sognare assieme”: che dà un senso all’esperienza e fa crescere la mente di entrambi.
Opere complete: Edizione digitale completa
L’edizione delle Opere di Carl Gustav Jung – che Paolo Boringhieri affidò alla direzione di Luigi Aurigemma e a cui collaborarono 35 traduttori – è l’unica completa e annotata realizzata in Italia, e appartiene a pieno diritto alla storia della psicoanalisi italiana. Di questa storia, le Opere di Jung costituiscono, insieme alle Opere Complete di Freud, uno dei principali momenti fondativi, e certamente uno dei maggiori contributi che la Bollati Boringhieri ha dato nel corso degli anni alla cultura psicoanalitica italiana.