In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri di psicologia e psicoterapia esistenziale, ovvero la moderna evoluzione dell’idea di far terapia compenetrando l’ orientamento psicodinamico psicoanalitico classico con quello fenomenologico-esistenziale.
La psicologia e la psicoterapia esistenziale si basano su assunti e concetti presi direttamente dall’omonimo approccio filosofico, quindi sull’importanza di libertà di scelta e ricerca di senso. Scopo di questo nuovo approdo alla terapia è rivelare l’esistenza primordiale di una persona e il suo essere-nel-mondo, filosoficamente parlando.
La psicoterapia esistenziale, infatti, rappresenta la moderna fusione degli assunti alla base della psicologia del profondo con quelli propri della psicologia umanistica. Quella esistenziale è una terapia basata su tecniche che si occupano di aiutare a ‘sbloccarsi’ persone sofferenti, traumatizzate, confuse. La terapia basata sull’approccio esistenziale centra l’individuo sempre all’interno del suo contesto ambientale e della rete di relazioni in cui è immerso, al di là delle pareti dello studio del terapeuta.
Rispetto alla maggior parte dei metodi contemporanei di counseling e di psicoterapia, come la TCC, la psicoterapia esistenziale sposta l’obiettivo della terapia dall’immediata eliminazione o riduzione dei sintomi alla ricerca delle ragioni del conflitto esistenziale in atto che ne sono la radice e che deve essere vissuto e esplorato piuttosto che semplicemente sradicato il più presto possibile.
Allo scopo i terapeuti esistenziali si avvalgono dell’applicazione di quello che viene chiamato ‘metodo fenomenologico’: secondo questo approccio il terapeuta deve sforzarsi di percepire il paziente e il suo vissuto nel modo più diretto possibile, senza interpretazione eccessiva. Me consegue che la terapia esistenziale è di tipo esperienziale ed esplorativo, concentrandosi sulla realtà soggettiva dell’individuo. I terapeuti esistenziali hanno quindi un approccio integrato alla terapia, utilizzando diverse tecniche proprie di altre forme di psicoterapia, come la psicoanalisi, la Gestalt, la terapia umanistica, quella centrata sulla persona, quella sistemica, la terapia cognitivo-comportamentale. Ma sempre sotto l’ottica filosofica che la contraddistingue da quest’ultime che hanno comunque un approccio più razionale.
In questa nostra selezione dei migliori libri di psicologia e psicoterapia esistenziale abbiamo inserito i testi fondamentali per chi si approccia e per chi voglia approfondire questa moderna concezione della terapia.
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Psicoterapia esistenziale
Nel 1892 Sigmund Freud trattò con successo il caso di una giovane donna che soffriva di difficoltà deambulatorie psicogenetiche e attribuì il buon esito della terapia alla tecnica psicoanalitica della riemersione dei desideri e dei pensieri traumatici. Se si fruga, tuttavia, tra i suoi appunti, come indica Yalom in queste pagine, si scopre agevolmente che Freud fece ricorso a numerose altre attività terapeutiche. Interagì con la famiglia a favore della paziente, aiutò la donna ad affrontare i complessi problemi familiari, e a più riprese la consolò e la rassicurò sui suoi sentimenti di colpa. Si avvalse, insomma, di «aggiunte» che sfuggono alla teoria formale, ingredienti elusivi, difficili da definire e insegnare, così come è difficile definire e insegnare la compassione, l’attenzione, il toccare il paziente a un livello più profondo. Queste «aggiunte» costituiscono il cuore della «psicoterapia esistenziale» esposta in questo volume. Una psicoterapia che, attraverso il suo approccio dinamico, «si focalizza sulle preoccupazioni radicate nell’esistenza dell’individuo». Come il filosofo rivolge il suo pensiero alle questioni della vita e della morte, così anche il terapeuta deve, per Yalom, incoraggiare l’individuo a guardare dentro di sé e a occuparsi della propria situazione esistenziale. Una cura di sé che non può sottrarsi alle quattro preoccupazioni ultime radicate nell’esistenza dell’individuo: la morte, la libertà, l’isolamento e l’assenza di senso. Ciascuno di noi brama l’idea del perdurare, dell’avere fondamento, della comunità e del senso; e tuttavia dobbiamo tutti fronteggiare la morte, l’assenza di fondamento, l’isolamento e l’assenza di senso.
Manuale di psicoterapia umanistica esistenziale
Questo manuale parte dall’esperienza dell’Istituto IPUE, fondato da De Marchi, che, dopo la sua morte, ha continuato a sviluppare e a far evolvere quell’indirizzo scientifico, didattico e terapeutico con lo stesso spirito laico e inclusivo scelto dal suo fondatore. A partire dall’incontro e dalla contaminazione con altri indirizzi fino a costituire una sintesi quanto più possibile ampia e organica; forse è la più ampia finora proposta, grazie ad un’esposizione storica, teorica e pratica, suffragata da una robusta ed eloquente casistica clinica. L’ambizione è duplice: illustrare gli approcci storici della psicoterapia esistenziale (con una speciale attenzione per l’opera di Yalom) e schiudere la porta ad approcci recenti, come la Psicoterapia cognitivo-analitica, la Dignity Therapy, aperta da Chochinov insieme alla Meaning Therapy, e l’integrazione della farmacoterapia utile per lenire la sofferenza. Sono anche approfondite la Managing Cancer and Living Meaningful (CALM), la Cognitive Analytic Therapy (CAT) e la Terapia di Riorientamento Esistenziale (RET) che mirano alla ricostruzione delle condizioni di emotività sostenibile dopo esperienze traumatiche e disorientanti.
Per una psicoterapia fenomenologico-esistenziale
Il manuale illustra a psicologi e psicoterapeuti come lavorare in area clinica utilizzando un impianto teorico fenomenologico-esistenziale. L’autore, appoggiandosi su chiavi di lettura che vedono nel dialogo tra sé e sé e tra sé e l’altro il centro di qualsiasi processo di cambiamento, offre chiare indicazioni operative attraverso la trascrizione di sedute commentate e collegate, di volta in volta, al presupposto teorico di riferimento. L’autore è un noto psicoterapeuta a cui fanno capo numerose scuole di psicoterapia e di counseling dislocate su tutto il territorio nazionale e all’estero (Portogallo, Spagna, Messico, Polonia, Brasile, Thailandia…) ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più autorevoli terapeuti di orientamento gestaltico con approccio fenomenologico-esistenziale.
Cognitivismo esistenziale. Dal significato del sintomo al significato della vita
Il “cognitivismo esistenziale” non vuole essere contro nessun approccio specifico. Apprendere l’applicazione di tecniche è di grande rilievo per la remissione dei sintomi ma se non viene considerato (più di quanto non sia già stato fatto finora) anche la centralità del significato che si dà alla vita, specie di alcuni casi, la psicoterapia potrebbe essere considerata incompleta o superficiale. Il “cognitivismo esistenziale” intende passare “dal significato del sintomo al significato della vita” per cogliere una radice più profonda della sintomatologia. Il termine “esistenziale” sta ad indicare la disponibilità del terapeuta ad affrontare – se il paziente ne fa richiesta e se le condizioni cliniche lo permettono – anche questioni “esistenziali” come: il senso della vita, della morte e della sofferenza. Quando il paziente riesce a mettere in discussione il proprio stile di vita potrà ri-orientarsi verso scopi esistenziali più funzionali al benessere proprio ed altrui. La psicoterapia ad impostazione “esistenziale” non ha per oggetto solo il sintomo ma anche lo stile di vita che scorre sul delicato binario della libertà e responsabilità. L’approccio più vicino a questa impostazione è “l’analisi esistenziale” di Viktor Frankl che già dal 1938 ne aveva intuito l’efficacia, sperimentandola, purtroppo, nella propria vicenda esistenziale a supporto della propria sopravvivenza all’esperienza dei campi di concentramento.