In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sul setting in psicoterapia, il “contesto” di natura teorico e pratica, ovvero “la cornice” all’interno della quale sono fissati i presupposti per svolgere in maniera efficace un processo terapeutico.
La parola “setting” proviene dall’inglese e indica un contesto di ricerca delimitato in maniera rigorosa affinché quanto accade all’interno di questo spazio fisico e mentale possa avere un’attendibilità scientifica.
Il setting è di fondamentale importanza in psicologia e psichiatria per far sviluppare una relazione terapeutica nel migliore dei modi. In psicologia clinica, in particolare, il setting è un concetto cardine che ingloba tutti quegli aspetti che delimitano e sostengono l’intervento psicologico: la relazione terapeutica è differente rispetto a tutte le altre che intratteniamo in ambito personale e lavorativo in base proprio al concetto di setting, che la caratterizza.
Elemento fondamentale di ogni intervento psicoterapeutico il setting ne costituisce la “matrice funzionale” che la rende clinicamente efficace, a prescindere dall’orientamento teorico del professionista (cognitivo comportamentale, psicodinamico, gestaltico, sistemico-familiare o di altro tipo).
In questa nostra selezione dei migliori libri sul setting in psicoterapia troverete i testi di più recente pubblicazione sull’argomento e quelli che ne approfondiscono i vari ambiti applicativi a seconda dell’approccio psicoterapeutico adottato.
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La cura psicoanalitica dei casi complessi. Psichiatria e setting psicoanalitico
La letteratura psicoanalitica tende a trascurare quelle situazioni cliniche che, per le loro caratteristiche, espongono al rischio di agiti, interferenze o particolari difficoltà, poste dagli stessi pazienti o dai loro familiari, minacciando la tenuta del setting e la prosecuzione della cura. Da ciò la necessità, per il professionista coinvolto, di continui adattamenti del proprio lavoro alle criticità più diverse, ma senza potersi avvalere di un supporto teorico condiviso utile ad orientare quegli “aggiustamenti tecnici” che si vorrebbe non deviassero dai criteri più tradizionali e collaudati. La prima questione affrontata nel libro è quella della definizione di “caso complesso”, rimandando a specifici riferimenti teorici, come la forza legante della simbiosi familiare, la patologia riconosciuta o denegata dei genitori, le implicazioni transgenerazionali, le istanze figlicide e il ruolo, spesso trascurato, della realtà storica. Paradigmi che vorremmo collocare alla base di una teoria della tecnica che non può sottrarsi alla sfida della flessibilità. Viene quindi esplorata la proposta di un approccio tecnico oscillante tra una prospettiva più relazionale ed una maggiormente volta alla ricostruzione storica, per affrontare infine il delicato tema delle prescrizioni psicofarmacologiche in corso di analisi o di psicoterapia e le problematiche relative alla creazione di un doppio setting.
Il setting in psicoterapia. Lo scenario dell’incontro terapeutico nei differenti modelli clinici di intervento
Il setting è lo “scenario” in cui si svolge la psicoterapia, l’ambito in cui vengono scritte e riscritte le storie terapeutiche. Formalmente, può essere definito come “l’insieme degli elementi, precostituiti dal terapeuta in base al proprio orientamento, che contribuiscono alla strutturazione di una relazione di tipo terapeutico, del processo a cui tale relazione dà vita e, quindi, alle regole che la rendono possibile, la definiscono e la organizzano”. Il presente volume racchiude i contributi di alcuni tra i più autorevoli esponenti delle diverse forme di psicoterapia, i quali riflettono sul tema tenendo conto del proprio approccio di riferimento e, soprattutto, dell’esperienza acquisita sul campo. Il risultato è una panoramica ampia, se non esaustiva, della pratica psicoterapeutica in Italia e l’esplorazione di tematiche delicate e cruciali che vanno dalle limitazioni della relazione terapeutica alla libertà di espressione emotiva all’interno del contesto terapeutico. La parte teorica è arricchita da riferimenti ad esemplificazioni cliniche e dalla esposizione di casi clinici.
Violazioni del setting
La prima edizione di “Violazioni del setting” ha affrontato un tema fino a quel momento considerato tabù. Questa edizione, interamente rivista, contiene una grande quantità di nuovo materiale, che riflette le attuali conoscenze e le tendenze emergenti rispetto alle violazioni dei confini. Il volume, basato sulla trentennale esperienza dell’autore nella valutazione, nel trattamento e nella consulenza in oltre trecento casi di violazione dei confini, rappresenta una lettura essenziale per psicoanalisti e altri professionisti della salute mentale. Forse la forma più evidente di violazione del setting è quella sessuale, e l’autore si sofferma ad analizzare come tali situazioni si sviluppino, come distruggano la relazione analitica e come diverse tipologie di analisti non rispettino i confini per motivazioni differenti, sia consce sia inconsce. Altre forme di violazioni del setting (per esempio quelle non sessuali e quelle relative al rapporto di supervisione) sono comunque trattate, incluso un capitolo istruttivo sulle violazioni nel contesto del cyberspazio, una tipologia di violazione del setting che vent’anni fa non poteva neppure essere prevista.