In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri su transfert e controtransfer, due concetti cardine in ambito clinico legati all’inconscio che dalla psicoanalisi si sono estesi ad ogni forma di psicoterapia contemporanea.
Transfert e controtrasfert sono ormai parole entrate nell’immaginario collettivo.
Il transfert identifica, nello specifico, un processo inconscio connesso alle relazioni oggettuali durante l’età dello sviluppo e che spinge il paziente a proiettare sull’analista aspettative e schemi che ricalcano il rapporto con i propri genitori durante l’infanzia.
Il controtransfert è la reazione speculare dello psicoanalista al transfert del paziente: nella stanza del terapeuta ‘danzano’ insieme l’inconscio che il paziente proietta sull’analista assieme a quello dell’analista che tende a proiettare aspetti inconsci della sua psiche nella relazione con quest’ultimo.
Questa diade concettuale risale alla psicoanalisi di Freud che identifica all’interno della relazione medico-paziente i meccanismi proiettivi che portano inesorabilmente al transfert e controtransfert. Compito del buon terapeuta è riuscire a gestire quest’ultimo.
Secondo il padre della psicoanalisi infatti:
“Il transfert, destinato a divenire il più grave ostacolo per la psicoanalisi, diviene il suo migliore alleato se si riesce ogni volta a intuirlo e a tradurne il senso al malato”
Il transfert è lo strumento più importante in psicoanalisi e psicoterapia, necessario per comprendere il paziente e progettare il cambiamento.
Nella nostra selezione dei migliori libri su transfert e controtransfer troverete i testi più importanti sull’argomento, destinati a studenti del settore e a psichiatri e psicoterapeuti.
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Transfert e contransfert
Una delle premesse basilari al rapporto terapeutico era, per Jung, l’incontro la la parte malata del pazienete e qualla sana dell’analista. Questa iterazione richiede un confronto, una interpretazione di transfert e controtransfert al fine di eleborare e integrare i contenuti del paziente. Nell’affrontare questi concetti cruciali, gli autori dei saggi raccolti in questo libro cercano di vincere molte delle resistenze e rimozioni ancora presenti nel mondo analitico.
La colomba di Kant
Il libro si proprone come utile strumento per la ricerca teorica e la pratica clinica in merito al rapporto transferale e controtransferale. Dopo un’attenta disamina storica sui tentativi terapeutici precedenti la nascita della psicologia dinamica, I’autore sottolinea l’aspetto emotivo della relazione duale che da sempre, secondo la sua ricerca, ha caratterizzato ogni processo terapeutico fondato soprattutto sulle parole. La sua analisi inizia dai tempi di Mesmer per chiudersi ai nostri giorni, non esimendosi dal rivolgere l’attenzione anche a Popper e alle sue critiche nei confronti della psicoanalisi. Muovendosi da queste considerazioni, Carotenuto esplicita che la relazione analitica nasconde pericoli ed insidie, in risposta ai quali si è sviluppata una tecnica che da un lato protegge l’analista da un coinvolgimento, dall’altro si giustifica come una filiazione diretta di alcune concezioni teoriche. Un tema questo non particolarmente approfondito dai contemporanei.
Rive e derive del contro-transfert
La relazione fra analista e paziente rappresenta il fondamento del processo analitico. Il transfert e il contro-transfert ne incarnano l’essenza. Lungi dal considerarlo come un ostacolo da superare, è ormai ampiamente riconosciuto che il contro-transfert non soltanto è inevitabile, ma costituisce un fondamento insostituibile nella comprensione del processo analitico e nella dinamica della cura. In questo volume Denis ripercorre la controversa storia del contro-transfert nella letteratura e nella pratica psicoanalitica, i suoi sviluppi, la complessa fenomenologia e le aporie che ancora persistono. Accanto a riflessioni teoriche originali – l’analista come oggetto e anti-oggetto, il contro-transfert che induce dipendenza, fobie della cura e nella cura – in tutte le pagine è costante l’attenzione che Denis rivolge alle questioni etiche inerenti al lavoro analitico.
Il controtransfert
Argomento centrale di questo volume è il controtransfert, vale a dire l’insieme degli atteggiamenti e sentimenti, consci o inconsci, dell’analista riguardo al suo paziente. Secondo l’autore l’analista deve riconoscere con onestà e umiltà i pensieri, le fantasie e le emozioni, anche i più personali, che vengono suscitati in lui dal rapporto con un determinato paziente, come derivanti in massima parte dalla storia di vita del paziente stesso. Il volume prende in esame i diversi processi psicodinamici caratteristici dei pazienti borderline, schizoidi, narcisisti o gravemente nevrotici, e ripropone intuizioni teoriche dell’autore quali il concetto di simbiosi e l’immagine del “paziente come terapeuta del suo analista”.
Capire il transfert
Questo libro tratta della creazione e della natura di un nuovo metodo di misura della personalità, misura che concerne il modello centrale, il programma o lo schema che ogni persona adotta nel condurre le relazioni. Tale metodo venne elaborato in modo graduale e, all’epoca in cui fu concepito, senza molta consapevolezza di ciò che sarebbe diventato; inizialmente, era solo un parametro collaterale per la creazione di un altro metodo di misura, quello dell’alleanza terapeutica (Luborsky, 1976). Ma, una volta che quest’ultimo ebbe preso forma, il suo uso portò come naturale conseguenza a porsi la domanda: come si colloca l’alleanza nel modello relazionale centrale? Se, per esempio, un paziente è pronto a sentirsi aiutato dal terapeuta e mostra altri segni di alleanza positiva, una tale alleanza potrebbe essere parte di un modello generale di prontezza del paziente a sentirsi aiutato da altre persone, così come si sente aiutato dal terapeuta. Questa prospettiva allargata permise l’intuizione di ciò che sarebbe poi diventato il metodo del “tema relazionale conflittuale centrale” (CCRT).
La terapia focalizzata sul transfert per il disturbo borderline di personalità
Lo sviluppo di una terapia psicologica è un processo lungo e di elevato livello tecnico, implica una sequenza di passi che vanno dall’analisi della patologia del paziente, all’elaborazione dei principi generali della terapia fino alle linee guida per l’indagine empirica dell’efficacia del trattamento in diverse condizioni. Il Personality Disorders Institute (PDI) del New York Presbyterian Hospital/Weill Cornell Medical Center è impegnato nella diagnosi e nella terapia di gravi disturbi di personalità fin dal 1980, e il primo manuale di terapia per pazienti con organizzazione borderline di personalità è apparso nel 1999. L’approccio terapeutico descritto in questo volume, la terapia focalizzata sul transfert (Transference Focused Psychotherapy, TFP), non è un approccio statico. Infatti, le migliorate conoscenze su tale patologia, supportate da sviluppi teorici e dai risultati di studi in area evolutiva e neurocognitiva, hanno permesso di ampliare e meglio definire la terapia stessa. L’obiettivo continua a essere quello di elaborare un intervento terapeutico per il disturbo di personalità in sé, non soltanto per i sintomi che derivano dalla struttura patologica di personalità. Un obiettivo a lungo termine, più ambizioso, è quello di modificare l’organizzazione e la struttura di base della personalità del paziente in terapia.
L’empatia psicoanalitica
Per lo psicoanalista, è un’esperienza soggettiva, relazionale e clinica indimenticabile poter fruire, in alcuni momenti rari e privilegiati, di una felice congiuntura di affetto, fantasia e pensiero che permette a paziente e analista di conoscere a fondo e bene quanto sta accadendo tra loro. Bolognini si occupa da vent’anni di ‘empatia’, uno dei concetti più significativi ma anche più difficilmente definibili, oltre che dei più dibattuti, nella storia recente della psicoanalisi. In questo libro, rintraccia le origini filosofiche del concetto e ne ripercorre lo sviluppo in Freud e nei primi psicoanalisti, fino alla sua valorizzazione negli anni cinquanta, parallelamente al nuovo modo di considerare il controtransfert. Propone poi, come contributo originale alla teoria psicoanalitica, una riflessione che lo porta al cuore stesso dell’analisi, mantenendo tutta la feconda problematica del concetto di empatia e nello stesso tempo valorizzando la reale complessità del vissuto empatico, meta privilegiata e trasformativa del rapporto tra analista e paziente.
La regolazione del terapeuta: Interventi somatici per gestire il controtransfert
Il lavoro di psicoterapeuta porta al confronto costante con situazioni di dolore e angoscia. Nonostante il terapeuta sviluppi una soglia di tolleranza elevata nei confronti di situazioni che occasionalmente o cronicamente possono mettere a repentaglio il suo equilibrio psicologico, nondimeno il rischio di essere seriamente coinvolto nelle esperienze traumatiche delle persone che supporta deve essere tenuto in considerazione. Questo libro dal taglio pratico si presenta come un workbook per terapeuti, identificando le proprie difficoltà con i pazienti, riconoscendo i segnali di allarme, e utilizzando strategie regolatorie per proteggersi e gestire il controtrasfert.