In questo articolo scopriremo quali sono i migliori libri sulla violenza sulle donne, un problema di sanità pubblica sempre più urgente, oltre che una grave violazione dei diritti della persona.
Ogni giorno la cronaca ci restituisce storie raccapriccianti di violenza sulle donne. La maggior parte delle persone vede ancora questo fenomeno come un qualcosa di lontano dalla propria vita e dal “proprio mondo”. Eppure la violenza contro le donne permea la nostra società capillarmente. Si tratta di un fenomeno multifattoriale che affonda le proprie radici negli stereotipi di genere. La violenza di genere ha, infatti, una matrice culturale, ancorata sul patriarcato.
I dati disponibili ci dicono che oltre il 75% delle violenze subite dalle donne si consuma tra le mura domestiche, ad opera del compagno.
La violenza contro le donne, dall’abuso psicologico fino alle molestie e ai maltrattamenti fisici, lascia tracce indelebili sulla salute mentale, sessuale e riproduttiva della vittima. Può manifestarsi come violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, sociale.
In questa nostra selezione dei migliori libri sulla violenza contro le donne abbiamo inserito i testi di più recente pubblicazione sull’argomento e alcuni manuali di approfondimento.
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Donne che amano troppo
Dacia Maraini firma la prefazione di questo classico di Robin Norwood: “Donne che amano troppo”. In questo libro l’autrice cerca di spiegare come mai molte donne riescano a rovinare la propria vita sentimentale legandosi al partner sbagliato. E soprattutto per quale ragione pur riconoscendo questo partner come non adeguato rimangono invischiate in relazioni malsane e non appaganti, senza riuscire a staccarsene. Allora l’amare diventa “amare troppo”. Ma quali sono i meccanismi psicologici che scattano? E come cercare di diventare più consapevoli di sè e delle proprie dinamiche relazionali disfunzionali? Leggendo questo bel libro molte donne si riconosceranno e verranno accompagnate dall’autrice a prendere più consapevolezza di sè e del proprio mondo interiore.
La violenza sulle donne. I bambini disegnano
Attraverso i disegni dei bambini racconta storie vere di convivenze famigliari in cui la donna/madre non è protetta né amata. I disegni evidenziano simbolicamente realtà di violenze delle quali i bambini sono testimoni che generano in loro emozioni.
Donne che si amano poco… e come possono amarsi di più
Perché ancora così tante donne, pur avendo capacità e competenze, sono del tutto prive di autostima? Come si forma l’immagine negativa che hanno di sé stesse? Perché diventano spesso dipendenti affettive e sono più predisposte di altre a farsi del male cadendo nella trappola delle relazioni tossiche? La guida «preventiva» per le donne che vogliono prendere in mano la propria vita: per sconfiggere il vittimismo e stimolare l’autostima e l’intraprendenza, i veri anticorpi da ogni relazione tossica. Perché ancora così tante donne, pur avendo capacità e competenze, sono del tutto prive di autostima? Come si forma l’immagine negativa che hanno di sé stesse? Perché diventano spesso dipendenti affettive e sono più predisposte di altre a farsi del male cadendo nella trappola delle relazioni tossiche? La guida «preventiva» per le donne che vogliono prendere in mano la propria vita: per sconfiggere il vittimismo e stimolare l’autostima e l’intraprendenza, i veri anticorpi da ogni relazione tossica. Con l’introduzione di Francesca Saccà, psicologa clinica e psicoterapeuta.
Sopravvissute. La violenza narrata dalle donne
L’esperienza della violenza maschile contro le donne e il lungo percorso che le vittime devono compiere per liberarsene, raccontato con le parole delle sopravvissute. Flaminia Saccà e Rosalba Belmonte indagano, in particolare, la rappresentazione che le intervistate hanno degli autori della violenza, i fattori decisivi nella scelta di denunciare, il ruolo svolto dal contesto familiare e di prossimità, dalle istituzioni (forze dell’ordine e magistratura) e dai centri antiviolenza. L’obiettivo è quello di dare voce alle donne, depurando così il racconto della violenza da quegli stereotipi e pregiudizi che, ancora troppo spesso, distorcono la realtà togliendo dignità alle vittime.
Dalla donna angelo al femminicidio
Una breve storia della donna, dall’antichità ad oggi, prendendo in considerazione usi, costumi, leggi e necessità. Emilia Polidoro affronta un tema difficile con metodo e con un occhio di riguardo per il pensiero femminile, senza dimenticare gli avvicendamenti che hanno portato, e che stanno portando, la donna a una parità di diritti con l’uomo, nonostante, ancora oggi, si assistano a episodi di violenza continui che hanno come bersaglio proprio le donne.
Fiele e miele. La violenza contro le donne spiegata e narrata
“Questo è uno dei pochissimi libri che ho accettato di introdurre perché ho scorso tra le righe due ingredienti fondamentali per il raggiungimento di un obiettivo quale la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e domestica in particolare: la professionalità e la passione che può tradursi nell’alta motivazione a far pervenire un messaggio. Davide Sinibaldi, Sostituto Commissario della Polizia di Stato di Tivoli, che da lungo tempo si occupa di violenza sulle donne e maltrattamenti e abusi sui minori apre il libro con un’accurata analisi delle origini della situazione della donna nella storia e della sistematica negazione dei suoi diritti nel corso dei secoli, cui fa seguito una prospettiva critica inerente gli stereotipi di genere, l’epidemiologia del fenomeno e un’interessante prospettiva maschile che si chiude con un invito rivolto agli uomini di smettere di essere parte del problema per iniziare, invece, a diventare parte della soluzione. (…) Nella seconda parte del libro, Cinzia Merletti, musicista e scrittrice eclettica, estremamente attenta alla tematica già trattata in precedenti testi, si concentra sul dar voce alla sofferenza di una serie di donne maltrattate e doloranti delle quali narra la storia con un realismo non privo di tinte poetiche che talvolta si mescolano provocando una profonda pena in chi riesce a immedesimarsi in certe biografie. L’Autrice (…) invia un messaggio potente (…): occorre lottare per l’autoconsapevolezza. Bisogna smetterla di raccontarsi storie, ma occorre imparare a prendersi per mano, farsi aiutare, elaborare e riacquistare la dignità perduta. Un gioiellino nel suo genere. Che dopo la prima lettura viene voglia di riprendere in mano.” (Cinzia Mammoliti)
Dire di no alla violenza domestica. Manuale per le donne che vogliono sconfiggere il maltrattamento psicologico
Un manuale per aiutare le donne che vivono una situazione di maltrattamento psicologico a capire le dinamiche che stanno vivendo e a sciogliere quell’inevitabile confusione che le potrebbe distruggere. Un manuale, corredato di esercizi semplici da svolgere, scritto in un linguaggio semplice e discorsivo, ma che in realtà ha dietro vent’anni di lavoro approfondito, di ricerca e studio sui temi della violenza domestica. Dalle pagine emergono la complessità delle relazioni di maltrattamento psicologico, così come l’aggressività delle donne stesse, le caratteristiche del maltrattante, le conseguenze sui figli e gli aspetti relazionali della violenza. L’autrice ha lavorato per diciassette anni con le vittime di violenza, ma ha sviluppato anche un’importante esperienza nel campo del lavoro con uomini autori di violenza. Questa particolare formazione e sensibilità dà un taglio diverso e getta una luce nuova sui temi della violenza e della domanda “Perché lui lo fa?”. Oltre alle donne (e qualche uomo?), che troveranno risposte e riusciranno a capire meglio la propria situazione e cosa possono fare per stare meglio, il testo risulta una utile guida anche per i professionisti che vi rintracceranno strumenti pratici di comprensione e di lavoro.
Prigioniere. Saman e le altre. Perché l’Islam ha un problema con le donne
Figlie ferite dell’Africa. La mia battaglia per salvare le donne dalla violenza
«Verrà il giorno in cui una sola voce, quella di tutto il popolo e di tutte le chiese, si leverà così forte da spazzare via le forze del male. Solo allora potremo finalmente voltare pagina.» Da giovane medico congolese, Denis Mukwege è testimone delle difficoltà che hanno le donne incinte del suo paese ad accedere a cure adeguate. Le loro gravidanze terminano spesso in tragedie. Nasce così la sua vocazione: si trasferisce in Francia per specializzarsi in ginecologia e ostetricia e sceglie poi di far ritorno a Lemera, tra le montagne del Congo orientale. Dieci anni dopo, in piena guerra civile, fonda l’ospedale Panzi per offrire cure alle donne vittime di violenze sessuali. In quella regione infatti stupri e mutilazioni sono armi strategiche delle milizie armate: colpiscono le donne per distruggere le famiglie e quindi le strutture sociali ed economiche del luogo. Sfidando le minacce di morte ricevute, Denis Mukwege decide di portare il fenomeno all’attenzione prima del suo governo – che a lungo si ostina a negarlo – e poi della comunità internazionale, e nel 2018, per il suo straordinario impegno in difesa dei più deboli e dei diritti delle donne, riceve il premio Nobel per la Pace.
Donne, bambine e diritti. I mille volti della violenza di genere
Il volume risponde all’impegno scientifico, educativo, politico e sociale di affrontare la molteplicità dei silenzi delle donne vittime di violenza e il conseguente più grave silenzio dei minori vittime di violenza assistita che entrano in questa “spirale della violenza di genere”. Con uno sguardo ampio, che attraversa diverse discipline e latitudini, che interroga le paure, l’impotenza delle donne violate, i corpi del femminicidio, delle vittime di maltrattamenti e abusi e quelle di violenza assistita, si costruisce una traccia di speranza e di riscatto che intreccia anche le voci di chi resiste, di chi si oppone e di chi lotta. Le Autrici, con le loro molteplici narrazioni, reagiscono all’“afonia sociale e politica” attraverso la militanza nella ricerca accademica, impegnata a trovare dialogo, risonanza critica, prassi e progettualità con il territorio. In una logica di partenariato, il volume intende proporre linee per generare solidarietà sociale, cambiamento, resistenza culturale ed etica, promuovendo empowerment e costruendo un processo polifonico, in un pluralismo di voci, per favorire “coscientizzazione” intorno ai mille volti della violenza.
Le bambine non esistono
«Il mio cuore è in pezzi per il popolo afgano e per i milioni di ragazze e donne che devono affrontare la terribile realtà di vivere sotto un regime che sin dall’inizio le ha sistematicamente brutalizzate e terrorizzate, deprivandole dei loro diritti». KHALED HOSSEINI
La violenza psicologica. Cosa c’è prima di un femminicidio
Cos’è un maltrattamento? Come riconoscere un abuso psicologico? Quali conseguenze fisiche e psicologiche può generare una relazione di questo genere? Come si innesca la dinamica fra maltrattante e vittima? Quali sono i pregiudizi che ancora oggi avvolgono questo fenomeno, che nei suoi risvolti più tragici si manifesta con il reato del femminicidio? La violenza psicologica è stata per secoli sottovalutata non solo a livello giuridico, ma anche a livello sociale e psicologico. Oggi sappiamo che di violenza psicologica ci si può anche ammalare e morire. Ma come si fa a non confonderla con una relazione conflittuale? Quali sono le dinamiche che possono concorrere a “incastrare” la vittima in una relazione perversa? A questa e altre domande rispondo con questo libro, pensato per il professionista, per il lettore interessato e soprattutto per chi si riconoscerà come vittima e vorrà rinascere, cominciando da qui.
Violenza sulle donne. Aspetti psicologici, psicopatologici e sociali
Quali sono le motivazioni che possono spingere un uomo ad usare violenza fisica, psicologica o sessuale nei confronti di una donna? Quali sono gli effetti psicologici e psicopatologici della violenza sulla vittima? Quali sono le caratteristiche psicologiche dell’offender? Qual è la natura della relazione fra offender e vittima? Le risposte a queste e ad altre domande permettono di superare valutazioni e soluzioni semplicistiche che rischiano di adombrare la complessità di un fenomeno e di suggerire rimedi inadatti, laddove prevenirlo piuttosto o oltre che reprimerlo giova alla tutela sia del benessere individuale delle potenziali vittime che della sicurezza collettiva.
Corpi violati. Condizionamenti educativi e violenze di genere
Sono cronache di ordinaria follia quelle che leggiamo ogni giorno sui giornali: donne ammazzate, stuprate, massacrate di botte, senza che vi sia un limite nemmeno di età… e non solo in lontane società arretrate ma qui, nel nostro paese, nelle grandi città come nei piccoli centri. Come leggere questi fenomeni? Come soprattutto provare a contrastarli davvero? Questo volume – che accoglie i saggi di Anna Antoniazzi, Irene Biemmi, Francesca Borruso, Daniela Dato, Francesca Dello Preit, Rosa Gallelli, Silvia Leonelli, Anna Grazia Lopez, Elisabetta Musi, oltre che della stessa Simonetta Ulivieri, tutte pedagogiste – ha il merito di proporre una lettura non sociologica o psicologica ma finalmente pedagogica di questa tragedia, perché educativo è il dispositivo che lo fonda e solo educativa sarà la via d’uscita. Le radici del male non vanno cercate nelle “anomalie” delle singole storie, delle infanzie ferite, dei raptus imprevedibili, ma nella normalità di un ordine simbolico intrinsecamente violento. Alla pedagogia, più che ad ogni altra disciplina, spetta dunque il compito di individuare pratiche e dispositivi inediti con cui riformulare l’ordine simbolico che incornicia le relazioni tra i soggetti. Perché quando si hanno le parole per nominare la realtà, si hanno anche gli strumenti per trasformarla.
I migliori libri sulla violenza contro le donne secondo il diritto
La violenza contro le donne: Verso un approccio clinico-giuridico
La tematica della violenza di genere (e in particolare della violenza contro le donne) è di grande attualità e interesse per le scienze criminologiche, ma non solo. È diventata infatti una questione trasversale a una serie di discipline appartenenti all’ambito psicologico, giuridico, sociale, economico, politico, ecc. Il volume è composto di due parti: nella prima si trattano questioni introduttive necessarie alla comprensione del fenomeno, mentre nella seconda si analizzano esperienze dirette. L’intento è quello di verificare se i modelli teorici esplicativi, presentati nella parte generale del volume, trovino effettivo riscontro nei modelli operativi di intervento sul campo o, per contro, se solo attraverso l’esperienza diretta sia possibile perfezionare i modelli teorici. Gli autori auspicano che le riflessioni presentate in questo volume possano rappresentare uno stimolo e un aiuto per tutti coloro che intenderanno occuparsi dell’importante questione relativa alla violenza contro le donne, per contrastarla e prevenirla.
Prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne tra diritto e cultura
Il volume raccoglie i contributi frutto del progetto “Prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne tra diritto e cultura” promosso dal 2019 dal Dipartimento di diritto, economia e culture dell’Università dell’Insubria, sotto la responsabilità scientifica di Valentina Jacometti, con il finanziamento della Regione Lombardia per la promozione di progetti e percorsi formativi nel sistema universitario lombardo sulle tematiche di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne. Il volume adotta un approccio interdisciplinare, che prende in considerazione, da un lato, il quadro normativo esistente e gli strumenti giuridici attualmente a disposizione a livello nazionale e sovranazionale, e dall’altro, le ragioni storico-culturali del fenomeno in prospettiva storico-comparatistica. La prospettiva comparatistica e il contributo di esperti del settore consentono di mettere in luce le buone prassi nazionali e internazionali in materia di parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne, ma altresì le criticità che si riscontrano in questo ambito in diversi contesti culturali.
Donne migranti e violenza di genere nel contesto giuridico internazionale ed europeo
La presente opera affronta il tema della violenza rispetto alle donne migranti, alla luce del collegamento violenza/genere/migrazioni che risulta analizzato mediante una riflessione su questioni giuridiche che, in alcuni casi, non risultano sufficientemente esplorate. Essa declina il tema dell’indagine lungo una doppia direttrice che si riflette nelle due sezioni in cui si articola l’opera: quella relativa alla violenza esercitata contro le donne nei Paesi di origine che assurge a fattore di migrazione “forzata” e quella relativa alla violenza di cui possono essere vittime le donne negli Stati di destinazione con un particolare (ancorché non esclusivo) focus dedicato al nostro Paese. La circolarità dei fenomeni trattati impedisce di creare una netta separazione tra i due piani di indagine che si intersecano anche con le delicate problematiche che riguardano il viaggio delle donne migranti e le sue non infrequenti criticità. L’auspicio è che la riflessione proposta contribuisca a consolidare un approccio alla tutela delle donne migranti, fondato su una valutazione della dimensione individuale e di gruppo delle loro vulnerabilità, atto a profilare soluzioni idonee a colmare le lacune esistenti negli strumenti normativi vigenti.