Il cuore dalla parte giusta Edito da Portoseguro Firenze nel 2022 • Pagine: 214 •
Nel piccolo borgo di Pioppi, nella splendida cornice della Costa Cilentana, Giovanni, figlio di pescatori, artigiano di giorno e soccorritore del 118 di notte, incontra Dora, un affabile ragazza, figlia di un ricco imprenditore italo-tedesco, la quale si dimostra da subito attenta ai suoi pensieri, É sulla spiaggia che i due iniziano a muovere i primi passi dell’amore, pur sapendo di appartenere a due mondi diversi. Al termine dell’estate i due giovani si promettono di non perdersi, ma all’improvviso un avvenimento sconvolge bruscamente i loro piani: Giovanni è chiamato alle armi. Coinvolto nel dramma del conflitto, un misterioso incontro avvenuto sul campo di battaglia lo aiuterà infine a ripercorrere la strada del cuore.
E adesso cosa gli racconto? ripeté a sé stessa.
Si infilò le mani nelle tasche come se stesse cercando la risposta corretta, scritta in qualche foglietto appallottolato, magari rimasto naufrago dall’ultimo bucato. Frugò prima in quelle dei pantaloni, poi in quelle della giacca. Niente da fare, erano vuote.
L’attenzione dei bambini si concentrò su di lei, come dei fari alogeni puntati su un campo di calcio.
Guardò la porta, voleva scappare. In quel momento si sentì piccola, piccola quanto uno scarafaggio, pronta per essere calpestata.
La borsa pensò. Sì, proprio lei. Sul fondo, avrebbe trovato la risposta, forse. In quella che normalmente dovrebbe essere un accessorio e che, tipicamente, per un insegnante è un pesante contenitore di cianfrusaglie; chiavi di casa, caramelle, borsello, compresse per il mal di testa, insomma un ammasso di diavolerie di ogni genere, all’infuori di quello che serve. Nel fianco di una tasca, lo sguardo si fermò. All’interno c’era una busta bianca affrancata. Era l’ultima lettera di Giovanni. L’aprì, era datata 20 febbraio 2029.
Si ricordò di averla letta e riletta più volte mentre era accovacciata sul davanzale della finestra di camera sua. Era una piccola stanza con le pareti dipinte di una tonalità crema e con le tende della finestra che la separavano dal mondo esterno, che a dispetto di quanto accadesse là fuori, quel drappeggio floreale ammorbidiva solo marginalmente quel senso di inadattabilità.
Alternava lo sguardo di quando in quando per seguire gli ultimi bagliori del sole che si stavano spegnendo dietro l’orizzonte, sperando che da quel lontano posto, un tempo magico, lo stesso da cui era arrivato l’amore, sbucasse prima o poi il suo Giovanni. La scrittura era sofferta, si vedeva che aveva fatto dei grandi sforzi per trovare una grafia decente, degna di quanto aveva scritto, o forse per far bella figura a colei che l’avrebbe ricevuta.
Ma il senso era assolutamente chiaro, le parole erano semplici, dirette, pulite, e Dora pensò che anche i bambini le avrebbero comprese senza alcuna difficoltà, in quell’ultima lezione prima della chiusura definitiva delle scuole.
Quando iniziò a leggerla agli alunni, si chiusero in silenzio e restarono attenti con la bocca spalancata.
“Mio unico amore,
l’inchiostro spinge la mia mano per scrivere queste parole, parole che voleranno insieme al vento sperando che arrivino il prima possibile, a te. Io non farò rumore nella vita se non nella tua, ma ciò è tutto quello che mi basta, perché ho realizzato tutto quello che desideravo. Quando guardo i tuoi occhi vedo la bellezza del mondo, e dimentico tutto quello che ci fa male.”
Sollevò a fatica gli occhi per guardare i bambini, ma continuò ad andare avanti:
“Questa guerra è come una malattia, mi ha tolto molto, ma mi insegnato qualcosa di prezioso sulla natura dell’uomo, dell’amore e della fratellanza, sui rapporti che non avevo, e che probabilmente non avrei mai compreso. Se non avessi fatto la consapevole scelta di rimanere me stesso, non mi riconosceresti più come la persona di cui ti sei innamorata, ma sarei sprofondato in questo oblio di crudeltà, diventando l’uomo che non voglio essere, malvagio e spietato.
Ho incontrato un bambino, un essere speciale, che mi ha parlato come nessun adulto riesce a fare.
Adesso ho capito da che parte stare. Come tu capirai, combatterò diversamente, senza sottrarmi al dovere, ma non con le armi, e se mai un giorno dovessi spegnermi, penserò di essermene andato con la felicità di essere stato salvato dal tuo amore, come spero di aver fatto la stessa cosa io per te.
Un bacio,
Giovanni
Come è nata l’idea di questo libro?
La fonte d’ispirazione per questo romanzo è stato a dir poco bizzarro. L’idea di scrivere un romanzo maturava già da anni, così alla fine del 2019 è arrivata l’idea attraverso un sogno. La narrazione di questo romanzo romantico è la descrizione di un sogno dall’inizio alla fine.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
La mancanza di tempo è stata la difficoltà più importante. Ho cercato di seguire uno schema rigido: mezz’ora o un’ora al giorno ma con costanza per due anni. Immancabili sono stati i blocchi dello scrittore.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
I miei autori preferiti sono: Camilleri, Malvaldi, Desiati, Calvino, Rodari.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Vivo a Perignano un piccolo paese della provincia di Pisa, lontano dal trambusto delle grandi città, ma ho nostalgia delle mie origini campane: Pioppi, un piccolissimo borgo di mare della Costa Cilentana in provincia di Salerno.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il primo romanzo piace, e tutti si congratulano condividendo la mia scelta, seppur lontana dal mio lavoro: l’informatica. Penso di continuare a far sognare i miei lettori con lo stesso stile e genere.