Gladiatori. I protagonisti del primo Talent Show della storia Edito da Niccolò Arcangeli nel 2022 • Pagine: 140 •
Quanto guadagnavano i gladiatori? È possibile fare un paragone con gli ingaggi dei moderni idoli sportivi?Quanto guadagnavano i gladiatori? È possibile fare un paragone con gli ingaggi dei moderni idoli sportivi? Come funzionava il loro ranking? Questo libro si propone di dare delle risposte alle mille e più domande che circondano quel mondo di sangue e violenza. Partendo dal mito ed analizzando fonti storiche e studi recenti, l’indagine tenta di dimostrare come i combattimenti dei gladiatori abbiano rappresentato il primo esempio di Talent Show in assoluto. Uno spettacolo moderno e interattivo, dove il pubblico si è ritagliato il proprio spazio fino a sovvertire l’ordine prestabilito. Quanto guadagnavano i gladiatori? È possibile fare un paragone con gli ingaggi dei moderni idoli sportivi? Come funzionava il loro ranking? Questo libro si propone di dare delle risposte alle mille e più domande che circondano quel mondo di sangue e violenza. Partendo dal mito ed analizzando fonti storiche e studi recenti, l’indagine tenta di dimostrare come i combattimenti dei gladiatori abbiano rappresentato il primo esempio di Talent Show in assoluto. Uno spettacolo moderno e interattivo, dove il pubblico si è ritagliato il proprio spazio fino a sovvertire l’ordine prestabilito.Come funzionava il loro ranking? Questo libro si propone di dare delle risposte alle mille e più domande che circondano quel mondo di sangue e violenza. Partendo dal mito ed analizzando fonti storiche e studi recenti, l’indagine tenta di dimostrare come i combattimenti dei gladiatori abbiano rappresentato il primo esempio di Talent Show in assoluto. Uno spettacolo moderno e interattivo, dove il pubblico si è ritagliato il proprio spazio fino a sovvertire l’ordine prestabilito.
Ogni spettacolo che si rispetti necessita di un’organizzazione seria e scrupolosa per funzionare al meglio, e soprattutto di accordi legali che stabiliscano chiaramente le modalità e i costi delle singole prestazioni. Data la natura puramente economica del rapporto tra lanista (offerente) e organizzatore dei giochi (richiedente), entrambi si impegnavano a sottoscrive un contratto che stabiliva chiaramente i termini dell’accordo, il cui nome “traditio gladiatorum” deriva dal verbo latino tradere (fornire).
Nelle Insitutiones, opera in quattro libri scritta da Gaio, il giurista romano analizza a fini didattici il contratto che ha per oggetto la prestazione dei gladiatori, e si interroga se possa trattarsi di vendita oppure di locazione.
“Ci si domanda se sia stata contratta una vendita o una locazione, nel caso in cui io ti abbia consegnato dei gladiatori con l’intesa che, per tutti quelli che saranno usciti dal combattimento indenni, per la fatica mi siano dati 20 denari; e per quelli che saranno uccisi o resi inutilizzabili (per il combattimento), (mi siano dati) 1.000 denari. È sembrato più convincente (ritenere) che ci sia stato un contratto di locazione riguardo a quelli che sono usciti dal combattimento indenni, e di vendita per quelli che sono stati debilitati o uccisi. E questo appare dalle circostanze, come se ogni gladiatore sia stato oggetto di compravendita o di locatio-conductio sotto condizione. Oggi, infatti, non si dubita che le cose possano essere vendute o locate sotto condizione”.96
Il giurista si riferisce al contratto tra lanista, colui che mette i suoi combattenti a disposizione dello spettacolo, e l’editor, colui che si impegna a pagare per il servizio offerto. L’accordo tra le parti è definito in tutte le sue caratteristiche, ed è così dettagliato da prevedere anche una sub condicione, e cioè il risarcimento previsto in caso di morte o ferimento di un gladiatore. Se un gladiatore viene restituito integro dopo il duello, l’editor è tenuto al pagamento di una somma di venti denari (l’importo è puramente simbolico) al lanista come compenso per la prestazione svolta dal lottatore. Se invece un gladiatore viene ucciso durante l’esibizione, oppure rimane menomato a causa di essa, il corrispettivo da pagare diventa di mille denari (sempre prezzo simbolico) come risarcimento per la perdita dell’investimento. In pratica il costo della prestazione viene moltiplicato di cinquanta volte a causa dell’impossibilità di riutilizzare il combattente.
Secondo l’interpretazione di Antonio Guarino, la traditio gladiatorum ricorda molto la formula di un moderno contratto “misto” sconosciuto alla giurisprudenza romana: il leasing di fornitura. Quest’istituto d’origine anglosassone prevede che il concedente dia in godimento all’utilizzatore un bene dietro il corrispettivo di un compenso e per un determinato periodo di tempo, alla scadenza del quale la parte che ha in fruibilità il bene può restituirlo o divenirne proprietaria pagando la differenza tra quanto già versato e il valore effettivo. Nel caso del contratto tra lanista ed editor, la vendita o la locazione dipendono da una condizione che si verifica non nel momento iniziale, quando cioè viene stipulato il contratto ma alla fine, quando si fa “l’inventario” dei superstiti e si controlla la loro abilità o inabilità fisica. Questa è la condizione che accomuna la traditio gladiatorum al leasing e dimostra anche quanto il lanista (offerente) fosse interessato a riavere indietro i suoi lottatori integri, in modo che potessero continuare a generare profitto, mentre l’interesse dell’editor (richiedente) era che i gladiatori rimanessero vivi ed abili, in modo da non spendere una fortuna per risarcire il lanista.
Come è nata l’idea di questo libro?
L’esigenza di scrivere un libro è nata a causa di questa maledetta pandemia che, come un tornado, ha spazzato via il lavoro degli ultimi dieci anni. Come tutti i mali però, anche il Covid si è rivelato un’opportunità, e così è nata l’idea di impiegare il tempo a disposizione per “seminare” la mia conoscenza, scrivendo un libro sui gladiatori.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Portarlo a termine non è stato così difficile quanto “disboscarlo”, ovvero eliminare tutte quelle parti di testo che, rileggendo il libro, suonavano pedanti oppure potevano annoiare il lettore.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Adoro Alberto Angela, Federica Guidi, Mary Beard e tutti coloro che hanno dato il proprio contributo a far rivivere la cultura e la società romana.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Sono romano DOC, vivo e lavoro come guida turistica nella Città Eterna. Senza esagerare, potrei dire che Roma è la mia passione e la mi ragione di vita.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho quasi completato un altro libro sui gladiatori, solo che questa volta analizzerò le tecniche e gli stili di lotta che li contraddistinguevano.