Insoliti percorsi d’arte Edito da Mimesis Edizioni nel 2023 • Pagine: 200 •
Il saggio di Di Gioia e Tarditi guida attraverso percorsi atipici nella storia dell’arte, per mostrare il forte legame che sussiste tra le rappresentazioni artistiche e gli accadimenti della vita. Gli autori approfondiscono alcuni dei principali temi che agitano l’esistenza e l’animo umano, quali l’amore e la morte, la solitudine, il rapporto con la vecchiaia, la dimensione del lavoro inteso come fatica ed espressione di valori universali, interpretando inoltre le grandi trasformazioni della storia tramite il prisma dell’opera artistica. Ne sono un emblema la linea curva, che, in antitesi alla compostezza della linea retta, si presenta proprio nei momenti di crisi, o il grido ribelle con cui l’Eva di Masaccio prorompe nell’Umanesimo; altri esempi sono la riscossa del mutamento sulla staticità nella pittura impressionista e la rivoluzione anticlassica di Picasso che prende vita ne Les Demoiselles d’Avignon. Impreziosisce il volume la Prefazione di Vittorio Sgarbi, in grado di farne emergere in modo brillante lo spirito e gli scopi.
Sulla destra avanza contro corrente una figura scura, è da sola e dà le spalle all’osservatore per cui non possiamo vederne il volto. Non cammina, come gli altri, sul marciapiede, ma in mezzo alla strada, quasi incurante del pericolo.
Forse è la personificazione dell’artista. In ogni caso questa figura solitaria che procede controcorrente rappresenta il senso di solitudine dell’uomo ed il senso di estraneazione proprio di chi non riesce a relazionarsi con gli altri oppure non vuole neppure omologarsi a loro.
In realtà il sentimento della solitudine è rappresentato non solo da questa figura, ma anche dai componenti della folla per i quali la deformazione dei tratti somatici è il segno lampante di un’umanità desolata, in cui l’individuo ha perso la sua vera identità e, non riuscendo neppure a comunicare con gli altri, sprofonda nello smarrimento e nella solitudine.
E’ la solitudine dell’uomo che si sente solo nella folla, che si muove come in una lugubre processione, quasi fosse un funerale in cui le maschere ceree tolgono ai visi allungati e scavati ogni colore, rendendoli esangui.
Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea di questo libro è nata in seguito alle sollecitazioni di chi aveva letto i nostri articoli su temi di critica d’arte e ci ha spronato ad ampliare le nostre analisi ed a raccoglierle in un’opera più organica ed unitaria. L’interessante Prefazione di Vittorio Sgarbi ha poi arricchito il nostro saggio.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Non è stato difficile portare a termine il nostro libro, in quanto, avendo privilegiato quei temi esistenziali che ci toccano da vicino, anche sul piano emotivo, ne siamo sempre stati coinvolti.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
I nostri autori di riferimento sono stati prevalentemente Heidegger, Groddeck, Sgarbi.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Siamo praticamente vissuti sempre a Milano.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Pensiamo di continuare ad approfondire temi universali, visti attraverso l’opera d’arte.