Il mercante di ricordi nel 2022 • Pagine: 238 •
Mike Jenkins è un mercante di ricordi, attività considerata illegale dal governo, che preleva ricordi dai cadaveri per poi rivenderli ai suoi clienti. Trascorre le giornate nel suo appartamento tecnologico a lavorare su quei ricordi, mentre parla con la sua assistente virtuale Jenny, una avanzata intelligenza artificiale che gestisce la sua casa e la sua vita. La sua attività procede indisturbata, tra il lavoro al suo computer e il trasferimento di quei ricordi nella mente dei suoi clienti, fino a quando si imbatte nei ricordi di un investigatore privato. Visionando quel materiale, scopre che quell’investigatore privato stava indagando su di una donna, Mary Godhand, che risulta essere una giornalista indipendente. Curioso di scoprire il motivo per cui quella donna veniva spiata, cerca di contattarla per poi venire coinvolto in una situazione che non si sarebbe mai aspettato.
Come ogni mattina, mi annunciò le previsioni meteo della giornata e gli impegni che avrei dovuto svolgere, ricordandomi anche l’appuntamento con Friedman, al quale avrei dovuto consegnare quei nuovi ricordi che stava aspettando da diversi giorni.
Mi alzai dal letto con calma e, dopo aver indossato vestaglia e pantofole, mi recai in cucina, dove la colazione mi stava aspettando sulla tavola da pranzo, con il mio solito passo barcollante che mi accompagnava dopo ogni risveglio.
Per quella mattina, la mia assistente Jenny aveva pensato di richiedere una colazione piuttosto abbondante, pensando probabilmente che avrei saltato il pranzo per dedicarmi alla finitura del lavoro che avrei dovuto consegnare nel tardo pomeriggio.
Comunque, sulla tavola, oltre alla solita brioche al cioccolato e alla solita tazza fumante di caffè, trovai del succo d’arancia, uno yoghurt alla frutta ed una mela.
Dopo aver visionato quanto si trovava su quella tavola che avevo di fronte agli occhi, mi accomodai e, dopo aver sistemato il tovagliolo sopra le gambe, mi apprestai a consumare la mia colazione.
Finito di mangiare il tutto, afferrai la tazza per poi alzarmi dalla sedia e andare ad affacciarmi alla finestra come ero solito fare ogni mattina.
La vita sotto di me era iniziata con il suo solito movimento ondulato come accadeva ogni mattina.
Così, rimasi ad ammirare quanto si presentava sotto ai miei occhi, mentre sorseggiavo il mio caffè bollente ripensando agli impegni della giornata.
«Mike. Mi duole ricordarti che hai diversi impegni questa giornata… vorrei suggerirti di non perdere troppo tempo» fece Jenny che era rimasta in silenzio per tutto il tempo che avevo trascorso a consumare la mia colazione.
«Grazie, Jenny… mi metto subito al lavoro» risposi prima di abbandonare la finestra per dirigermi verso il mio angolo da lavoro.
Appoggiai la tazza di caffè di fianco alla tastiera, per poi accomodarmi sulla mia poltrona ergonomica e afferrare gli occhiali che tenevo sempre lì vicino.
Con calma, iniziai a ricontrollare tutto il lavoro svolto negli ultimi giorni, in modo da verificare che tutto fosse pronto per la consegna che avrei effettuato nel pomeriggio, mentre continuavo a sorseggiare quel caffè.
*****
«Mike. Mancano tre ore all’appuntamento. Suggerisco di archiviare il lavoro e prepararti per incontrare il signor Friedman» intervenne Jenny per indicarmi che era arrivato il momento di recarmi al mio appuntamento.
«Tre ore all’appuntamento?» chiesi sorpreso dal suo annuncio «Non mi sono accorto che fosse passato tutto quel tempo!»
Come suggerito dalla mia assistente virtuale, archiviai il lavoro che avrei dovuto consegnare a Friedman in un supporto di memoria, in modo poi da trasferirlo nel computer portatile che utilizzavo quando mi spostavo fuori dal mio appartamento, qualora avessi riscontrato dei problemi.
Come è nata l’idea di questo libro?
Avevo l’idea di un uomo chiuso in un appartamento che si nascondeva da qualcosa che lo terrorizzava e avevo intenzione di ambientarlo in un futuro piuttosto distopico, dove il personaggio svolgeva un’attività illegale.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Nei primi capitoli mi sono concentrato sulla vita del personaggio e sul suo lavoro, ed è stata la parte che ha scorso meglio. La parte difficile è stata quella di ricreare lo scenario descritto nel prologo, inventare qualcosa che potesse turbare lo stato d’animo del personaggio, fino ad indurlo a nascondersi in quel monolocale. Quindi ho faticato nel trovare qualcosa che potesse dare quelle sensazioni.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Non faccio riferimento a nessun autore, cerco di mantenere un mio stile senza farmi influenzare.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Vivo a Jesi, in provincia di Ancona.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Al momento sto scrivendo un nuovo libro di fantascienza, dove un uomo si imbatte nei famosi oggetti volanti non identificati, o ufo.