Non si muore in un giorno di festa Edito da Morellini editore nel 2022 • Pagine: 216 •
Jonathan, chiamato da tutti Jonni, è un educatore che vive una profonda crisi personale e lavora presso una grande cooperativa sociale affiliata all’Opera religiosa di Santa Giustina, guidata da un vescovo potente e ambizioso.
Dopo un evento traumatico, l’uomo viene retrocesso in una fantomatica squadra traslochi, che ha il compito di svuotare le case lasciate in eredità dagli anziani ospitati all’interno dell’Opera. Qui incontra dei personaggi davvero bizzarri, ma soprattutto conosce Berto, ex tossicomane con cui stringerà amicizia, e Fanti, uomo senza scrupoli, caposquadra e nipote del vescovo.
Durante uno sgombero la squadra ritrova alcuni diari appartenuti a una donna: Sofia. Quelle pagine celano un terribile segreto che il vescovo, con l’aiuto del malvagio nipote, farà di tutto per nascondere. Spetterà allora a Jonni e Berto salvare i diari e, con essi, la memoria di Sofia, donna di origine ebraica la cui vita è stata segnata per sempre dalla guerra e da un evento drammatico perpetrato dall’odio fascista.
Come è nata l’idea di questo libro?
Il libro nasce da un’esperienza vera. I diari li ho trovati veramente anche se poi è intervenuta la finzione letteraria per rendere la storia un romanzo.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Ho lavorato circa un anno su questo libro ed è avvenuto abbastanza naturale tutto il processo creativo e di scrittura.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
I miei autori di riferimento sono Offutt, Von Shirac e Hemingway.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Vivo a Ravenna dove sono sempre stato.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
I miei progetti per il futuro sono scrivere un nuovo romanzo.