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Nelle terre estreme di Jon Krakauer
Nell’aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell’Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane.
Sulla strada di Jack Kerouac
Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell’Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l’Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall’amico, che torna negli Stati Uniti. Postfazione di Fernanda Pivano.
Strade blu di William Least Heat-Moon
1978. In un anno di speranze distrutte un ex insegnante di inglese del Missouri decide di mollare tutto per tirarsi fuori dalla solita vita. Il giorno dell’equinozio di primavera sale a bordo del suo sgangherato furgoncino e inizia un viaggio dentro l’America e dentro se stesso. Seguendo un itinerario circolare, da Columbia a Columbia, sulle strade secondarie degli Stati Uniti, quelle che un tempo le vecchie cartine segnavano in blu, attraversa le Caroline, il Texas meridionale, lo stato di Washington, il Montana e il New England. E riscopre infine un’America diversa, sconosciuta, come gli indimenticabili personaggi che popolano questo libro singolare. Un romanzo di incontri, ricerche, inaspettate svolte.
In Patagonia di Bruce Chatwin
Dopo l’ultima guerra alcuni ragazzi inglesi, fra cui l’autore di questo libro, chini sulle carte geografiche, cercavano il luogo giusto per sfuggire alla prossima distruzione nucleare. Scelsero la Patagonia. E proprio in Patagonia si sarebbe spinto Bruce Chatwin, non già per salvarsi da una catastrofe, ma sulle tracce di un mostro preistorico e di un parente navigatore.
Ebano di Ryszard Kapuscinski
Ryszard Kapuscinski si cala nel continente africano e se ne lascia sommergere, rifuggendo tappe obbligate, stereotipi e luoghi comuni. Va ad abitare nelle case dei sobborghi più poveri, brulicanti di scarafaggi e schiacciate dal caldo, si ammala di malaria cerebrale; rischia la morte per mano di un guerriero. Kapuscinski non perde mai lo sguardo lucido e penetrante del reporter e non rinuncia all’affabulazione del grande narratore.
Patagonia Express di Luis Sepulveda
Gli anelli di Saturno di Winfried Sebald
“Pellegrinaggio in Inghilterra” recita il sottotitolo. E di un viaggio solitario si tratta, d’estate e per lo più a piedi, nel Suffolk, dove Sebald visse sino all’ultimo: in uno spazio delimitato da mare, colline e qualche città costiera, attraverso grandi proprietà terriere in decadenza, ai margini dei campi di volo dai quali si alzavano i caccia britannici per bombardare la Germania. Viandante saturnino (“Nato sotto il segno del freddo pianeta Saturno” dice di sé nel poemetto Secondo natura), Sebald ci racconta – lungo dieci stazioni di un itinerario che è anche una via di fuga – gli incontri con interlocutori bizzarri, amici, oggetti che evocano le fasi di quella “storia naturale della distruzione” che scandisce il cammino umano e il susseguirsi degli eventi naturali. E ci racconta storie di altri vagabondaggi ed emigrazioni, di cui la sua vicenda personale è estrema eco.
In un paese bruciato dal sole. L’Australia
Dopo la strepitosa passeggiata nei boschi degli Appalachi, Bill Bryson è partito per l’Australia: l’isola più estesa del mondo e che è anche un continente, l’unico continente che è anche una nazione, l’unica nazione che è nata come una prigione. Armato di tanto tempo, del suo immancabile diario di viaggio e di inesauribile ironia e curiosità, Bryson ha attraversato in treno l’interno desertico, ha guidato nelle città e lungo le strade costiere, ha camminato e navigato, e si è fermato a parlare più o meno con tutti quelli che ha incontrato. Ayers Rock e la Grande barriera corallina, il bush e la spinifex, i serpenti velenosi e i canguri, Sydney e Canberra, gli aborigeni, i vecchi hippy e i surfisti in cerca della grande onda… il “catalogo australiano”, insomma, è completo, e non poche saranno anche le sorprese.
Viaggio nell’India del nord
Delhi e Varanasi, Benares e Vrindavana, Mathura e il Monte Abu, Jaipur e Udaipur: i mille volti di una civiltà ricca di valori e di spiritualità che da millenni affascina il nostro Occidente. Le storie mitiche del patrimonio hindu raccontate nel Mahabharata e la nascita di Delhi, dove l’architetto degli dèi costruí per il sovrano un palazzo di meraviglie. I ricchi templi di Ayodhya, la città di Rama, incarnazione di Vishnu. Il Gange, fiume sacro degli hindu, e la splendida Varanasi, sede del mito del dio Shiva, bellissimo e inquietante. Il Rajasthan, il “paese dei re”, con le sue distese di deserto roccioso, teatro di epiche battaglie e di romantiche storie d’amore. Agra e il celeberrimo Taj Mahal. Un libro che conduce il lettore alla scoperta di templi dalla sontuosa magnificenza, potenti divinità scolpite nella pietra, siti archeologici grondanti mistero, storie di uomini, dèi e battaglie.
Indimenticabile India. Racconti di viaggio
Il subcontinente indiano è sterminato, quasi un mondo a parte: ci vuole una vita intera per conoscerlo tutto e forse non basta. Un viaggio in questa terra porta con sé un pesante bagaglio di esperienze del tutto personali, sicuramente toccanti, probabilmente indelebili e aggiunge un pezzo al puzzle variegato di questa terra di contraddizioni su cui nei secoli sono stati versati fiumi d’inchiostro. È che il fascino di questa terra travalica il buon senso: l’urgenza di mettere nero su bianco un calderone di emozioni non si placa con i giorni. E allora non resta che farsi trascinare da questa corrente e acchiapparne qua e là suggestioni da regalare ad altri, siano essi moderni hippie in pellegrinaggio, cultori dell’esotico o semplici viaggiatori aperti all’ignoto.
Latinoamericana. I diari della motocicletta
Dicembre 1951. Due giovani studenti di medicina argentini, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado, partono in sella a una sgangherata motocicletta, pomposamente battezzata “Poderosa”, per attraversare l’America Latina. In quei sette mesi di avventure e incontri, destinati a forgiarli per sempre, toccheranno mille luoghi, dalle rovine di Machu Picchu al lebbrosario di San Pablo. Durante il viaggio Ernesto raccoglie appunti e, una volta rientrato, li riordina in un diario che è ormai un mito, l’opera più celebre del Che, un libro di culto letto e amato da almeno tre generazioni. Queste pagine svelano lo sguardo fresco ma già critico e intelligente dell’uomo destinato a diventare, di lì a poco, il comandante Che Guevara; contengono i mille volti dell’America, la miseria degli Indios e la folgorante bellezza del paesaggio; raccontano il desiderio di conoscere, esplorare, capire, emozionarsi come solo a vent’anni si può, mentre la moto perde pezzi per strada e due ragazzi si trasformano in uomini.
Vagamondo
Reportage di viaggio del giro del mondo senza aerei. 95450 km, 528 giorni e 24 nazioni per completare questa straordinaria esperienza in solitaria. Un emozionante viaggio dall’Himalaya alle Ande per terminare in Siberia. Le attraversate degli Oceani in mercantile. Un viaggio non solo tra meravigliosi luoghi di questo pianeta ma soprattutto una forte esperienza spirituale con un evoluzione introspettiva, che si vive paese dopo paese, di un viaggiatore dei nostri tempi. Il viaggio inteso come medicina dell’anima per curare un malessere ereditato durante l’adolescenza dalla società consumista da cui proveniamo e sfociato nell’abuso di droghe e alcol. Non è una guida convenzionale ma molto di più, una storia di vita vera e genuina.
Per ulteriori informazioni sulla storia di questo grande genere letterario rimandiamo i lettori alla pagina di Wikipedia dedicata alla letteratura di viaggio, dove si possono trovare dei buoni suggerimenti soprattutto su volumi classici.
Il viaggio è una delle esperienze umane più antiche e universali, intrinsecamente legata alla nostra natura esploratrice e alla sete di conoscenza. Non è un semplice spostamento da un punto A a un punto B, ma una profonda trasformazione, un’opportunità di scoperta che va ben oltre i chilometri percorsi. Il senso del viaggiare risiede non solo nel raggiungere una destinazione, ma nel percorso stesso, nelle scoperte inaspettate, nelle sfide affrontate e, soprattutto, nella riscoperta di sé stessi.
Viaggiare è prima di tutto un atto di curiosità verso l’ignoto. Ci spinge a confrontarci con paesaggi diversi, culture sconosciute e modi di vivere alternativi. Attraversare un deserto sterminato, perdersi tra le vie di un’antica città orientale, assaggiare cibi mai provati o ascoltare lingue incomprensibili, sono tutte esperienze che ampliano i nostri orizzonti. Ogni nuovo panorama, ogni volto incontrato, ogni suono o profumo assorbito, arricchisce la nostra percezione del mondo, rompendo le barriere del familiare e dell’abitudine.
Questa esposizione alla diversità è fondamentale. Ci insegna che esistono infinite prospettive, che i nostri modelli culturali non sono gli unici validi e che la complessità del mondo è molto più grande di quanto possiamo immaginare dalla nostra bolla quotidiana. Il viaggio ci rende più tolleranti e comprensivi, smantellando i pregiudizi e favorendo un senso di connessione globale.
Ma il viaggio è anche, e forse soprattutto, un’esplorazione interiore. Lontani dalla routine e dalle sicurezze del quotidiano, siamo costretti a fare i conti con noi stessi. Le difficoltà incontrate, le scelte improvvise, i momenti di solitudine o di euforia, ci mettono alla prova, rivelando lati del nostro carattere che non conoscevamo. Siamo più aperti, più vulnerabili, ma anche più resilienti.
Il tempo trascorso lontano da impegni e distrazioni offre uno spazio prezioso per la riflessione. Che sia ammirando un tramonto su un oceano sconosciuto o seduti in un caffè di una città straniera, il viaggio ci permette di fare un bilancio, di rimettere in prospettiva problemi e preoccupazioni, di definire nuove priorità. È un’occasione per staccare la spina, ricaricare le energie e riconnettersi con i propri desideri più profondi.
Il vero valore di un viaggio non si misura dai souvenir accumulati o dalle foto scattate, ma dalle memorie e dalle lezioni apprese che portiamo con noi. Ogni viaggio lascia un segno indelebile, plasmando la nostra identità e arricchendo il nostro bagaglio di esperienze. Diventiamo più abili nel problem-solving, più aperti al cambiamento, più consapevoli delle nostre capacità di adattamento.