L'altro io - storia del mostro delle lacrime Edito da Casa Editrice Kimerik nel 2023 • Pagine: 403 •
L'ALTRO IO
L'altro io è un romanzo con diversi ingredienti: ha preso forma mentre cercavo di fare un confronto fra la società odierna e il male.
Per aiutarmi in questo paragone mi sono avvalsa di Lucas, un omicida seriale.
Da sempre appassionata di cosa accada nella mente di uno psicopatico, mi sono fatta una cultura leggendo testi, libri, ecc. sulla psicopatia dei serial killer.
Lucas viene arrestato e Nicla, una giovane giornalista che segue da anni i suoi omicidi , finalmente può dedicarsi al libro che sta scrivendo sulle sue gesta.
Svariate volte entra in carcere per intervistarlo, per capire, così come incontra i parenti delle vittime e tutte le persone coinvolte in qualche modo nella vicenda.
Contornata da personaggi che tutti noi incontriamo quotidianamente, il libro porta esempi di vita, illustrando tramite le loro azioni la nostra società, nel bene e nel male.
Alla fine di ogni capitolo c'è un mio intervento e, in uno di questi pezzi, ho inserito la lettera che, anni fa, Marco Bergamo, serial killer italiano detenuto a Rebibbia, ora deceduto, mi aveva mandato in risposta alla mia richiesta di un'intervista.
Trattando questa tematica è un thriller, ma in realtà non lo è, perché già conosciamo il colpevole. È un testo valido per chi volesse approfondire come possa accadere che una persona tragga piacere dalla morte di un altro individuo.
È un testo sociale, perché raffronta diversi problemi che possiamo riscontrare nel nostro quotidiano.
È un giallo? Forse, perché c'è un segreto che solo alla fine del romanzo verrà scoperto.
ciò che ogni bambino impara a scuola,
coloro a cui male è fatto,
male faranno in cambio”
1 settembre 1939 – W. H. AudenChi mai sarà “L’altro io?”
Riguarda forse quella povera istanza psichica formulata da Freud che, schiacciata da un super io, si è fatta sopraffare?
Non preoccuparti, caro amico, avrai modo di comprendere di cosa sto parlando.
Comodamente seduto sulla tua poltrona (o sarà un divano? Un letto? Una panchina?), avrai modo di capire che l’altro io, forse, riguarda il cattivo della nostra storia. Un cattivo molto particolare.
O si tratta della protagonista? Di certo, anche a lei toccherà la sua parte di notti insonni.
O potrei essere io? Io che ho dalla mia l’arma che più fa paura: una penna e fogli su cui scrivere?
Di sicuro l’altro io è anche uno sguardo tagliente sulla nostra società.
Dove ogni angolo voltato nasconde una sorpresa.
O, perché no, potresti essere proprio tu. Tu che stai col naso infilato fra queste righe, pensando: “Ma che accidenti sta blaterando?”.
C’è un solo modo per scoprirlo: cominciare a leggere.
Capitolo 1
Il vento aveva spirato per tutta la notte, giocando strane partite di ping pong con le foglie degli alberi; stanco le aveva infine scaraventate a terra, come una tavolozza rotta, dalla quale erano defluiti i rossi e i gialli.
Fino a metà novembre le temperature erano rimaste al di sopra della norma, ma tutto si stava disciplinando. L’autunno si era visto costretto a rimboccarsi le maniche: annodarsi i capelli in un foulard, indossare un grembiulino e darsi da fare per
recuperare il tempo perso.
Il telefono trillò dal comodino accanto al letto, fra la sveglia e un libro di Dan Brown.
Nicla aprì gli occhi, scoprendo che la camera era ancora buia. A tentoni accese la luce e rispose.
«Nic? Sono Diego Fabbri».
Bastò quel nome per farla scattare a sedere, levando di dosso le coperte anche al suo compagno che si stava svegliando.
«Dimmi»
«L’abbiamo preso». La voce dell’uomo era traboccante di soddisfazione.
«Sicuro?». Erano otto anni che attendeva quella notizia, sentendosi come quelle piante che, lentamente, vengono soffocate dall’edera. Alberi che continuano a vivere, prigioniere di quel fardello che, se nessuno interverrà a levarlo dalle loro spalle, le ucciderà. Diego, con solo due parole, la stava liberando da quell’inquilino parassita.
«Questa volta, sì. C’è una ragazza che gli è sfuggita, l’ha riconosciuto»
«Come si chiama?»
«Lucas. Non ha ancora confessato, continua a negare».
Nicla si levò i capelli dalla faccia, passandosi una mano su una guancia, quasi a volersi auto consolare. «Stagli addosso»
«Appena ne so di più ti chiamo».
«Diego… grazie»
«Ho fatto solo il mio lavoro».Nicla rimise il telefono nella base, si girò a guardare Damiano che la osservava dal cuscino accanto.
«Che succede? Sono le sei del mattino…»
«Hanno catturato il “mostro delle lacrime”, il serial killer al quale danno la caccia da anni. Era l’ispettore Fabbri».
Damiano si stirò nel letto. «Non poteva avvisarti a un’ora più decente?»
«Sa quanto ci tengo».
Nello studio di Nicla c’erano scatoloni di materiale raccolto in quegli anni. Era una scrittrice e ora avrebbe potuto cominciare il libro che le girava in testa da tanto tempo. In Italia c’erano stati diversi casi di serial killer; di solito il colpevole era stato catturato in poco tempo, rari erano i casi nei quali erano stati spesi tanti anni. Lucas li aveva tenuti sotto scacco per ben otto anni. Sei le vittime, di cui due sopravvissute.
Nicla era giovane, aveva solo ventiquattro anni, ma già aveva scritto due libri di successo: un romanzo ambientato in un orfanotrofio e un’indagine sui barboni.
Archivista di redazione in un giornale milanese, la sua passione rimaneva la scrittura.
Damiano le carezzò la schiena coperta da un pigiama fucsia, una mise che la faceva sembrare ancora più giovane: «Adesso puoi finalmente scrivere il tuo libro».
Nicla volse nella sua direzione gli occhi grigi; un colore che suo padre definiva “nebbioso”: «Ora potrò incontrarlo».
L’uomo spalancò la bocca, pensando ne sarebbe uscito un urlo, invece fece il possibile per trattenerlo. «Sei pazza? È una persona pericolosa!» Damiano lo sapeva bene, era un poliziotto. Anche se chiunque avrebbe potuto dirle la stessa ovvietà.
«Lo so, ma è un uomo pericoloso in gabbia. Dopo le procedure necessarie, quando potrò, se lui vorrà parlarmi, sarò ben felice di ascoltarlo», baciò Damiano sulle labbra: «Torna a dormire, io sono troppo agitata per restare a letto»
Come è nata l’idea di questo libro?
Il romanzo è nato dalla mia passione per tutto ciò che riguarda i serial killer. Sono anni che m’informo, tramite documentari, libri e trasmissione dedicate; oltre che leggere testi di criminologia e psichiatria. Ero già a metà lavoro quando l’umanità si è fermata causa covid. Proprio nel periodo di fermo ho ritrovato la tranquillità per finire il romanzo.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Difficoltà vere e proprie non ne ho avuto, la trama è fluita in modo naturale.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Leggo di tutto. Ma sono una fan di Stephen King. Mentre, se parliamo di classici, mi sposto su Oscar Wilde, Pirandello e Dostojeski.
Dove vivi e dove hai vissuto in passato?
Vivo in un paese della provincia di Como. Solo per alcuni anni mi sono spostata nella provincia di Varese, per poi tornare al luogo di partenza.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Il 30 settembre 2023 è uscito L’altro io, pertanto mi aspettano due anni di presentazioni. Nel frattempo ho qualche idea per un nuovo romanzo. Ho scritto un monologo per un’attrice che stiamo portando in giro e, a breve sarò curatrice di un’antologia di autori lombardi. Non mi faccio mancare niente!








